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PREMIO MARITAGGIO A TORRE DEL GRECO

 

Il 20 giugno 2010, come Circolo Uaar di Napoli, avevo scritto questo:

Al Sig. Sindaco di Torre del Greco
Al dr. Raffaele Benevento
Dirigente della 3° Area Servizi Socio-Culturali del Comune di Torre del Greco
Agli Organi di stampa

Apprendiamo che questo Comune, con Avviso pubblico inserito nel sito istituzionale e datato 7/6/2010, ha istituito un “PREMIO MARITAGGIO A FAVORE DI FANCIULLE BISOGNOSE”. Troviamo l’iniziativa encomiabile e degna di ogni stima; un’Amministrazione comunale che si adopra acciocché le persone in difficoltà abbiano un sollievo è un’Amministrazione moralmente integra e politicamente progressista.
Tuttavia, fra le richieste di documentazione del predetto Avviso, ce ne sono tre (su otto) che hanno colpito la nostra attenzione; quelle relative ai punti:
4. Certificato di buona condotta morale e civile dello sposo e della sposa rilasciata (che sarà «rilasciato», nda) dalla chiesa;
5. Scambio di promessa di matrimonio rilasciata (idem) dalla chiesa;
8. Certificato di avvenuto matrimonio rilasciato dalla chiesa.
È immediato evincere da tali reiterate precisazioni che le coppie a cui si rivolge il Premio non siano tutte le coppie, ma solo ed esclusivamente quelle che possono dimostrare di essersi sposate in chiesa, supponiamo con rito cristiano cattolico; e che queste debbano pure possedere un certificato di buona condotta, che non è quello rilasciato dal Tribunale penale come per ogni normale cittadino ma – ancora – quello che rilascerebbe la chiesa (ma davvero esiste e fa punteggio in graduatoria un tale certificato?).
Cosicché, questo Comune lascia volontariamente fuori dalle possibilità di accesso al Premio Maritaggio ogni altra forma di «coppia»: quella che ha celebrato il solo rito civile (che è l’unico a valere a tutti gli effetti di legge), quella che convive senza formalizzazione, quella formata da due persone non eterosessuali, quella formata da semplici amici, parenti, consanguinei, nonché ogni altra singola persona.
Un’unica macroscopica e decisa distinzione è stata fatta, ed è quella in base al credo religioso.
Questo è pleonastico ricordare che cozza violentemente contro la nostra Costituzione e le leggi che tutelano i cittadini da ogni discriminazione; ma non solo; è un atto di arcaico e intollerabile asservimento alla chiesa cattolica che invece, secondo buongusto, ragionevolezza e secondo i Patti Lateranensi, deve stare fuori dai meccanismi dello Stato.
Per tutte queste obiezioni, il Circolo Uaar di Napoli protesta formalmente e condanna in modo netto lo strumento discriminatorio e l’esempio di clericalismo che il Comune di Torre del Greco ha voluto porre in essere chiamandolo «Premio Maritaggio».
Chiede quindi ai responsabili di tale iniziativa di correggere in senso democratico, laico e legale l’intero impianto del Premio, oppure di ritirarlo a stretto giro.
Nel contempo, informa che la UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (www.uaar.it), si è attivata per un’azione legale contro tale discriminazione.

Il 21 giugno 2010 mi hanno risposto questo:

ANTONIO BORRIELLO
Comune di Torre del Greco del Greco
Il Sindaco, on. dott. Ciro Borriello
Comunicato stampa, 21.06.2010
“In merito al premio maritaggio alle fanciulle bisognose, istituito da anni da questo Comune, ritengo necessario fare chiarezza per tutti coloro che hanno prodotto in questi giorni un mare di inesattezze, tirando perfino in ballo nientemeno l’anticlericalismo di Giacomo Leopardi, la Costituzione e quant’altro, insieme a non poche ingiuste e pesanti accuse alla mia persona e a questa Amministrazione”. Così Ciro Borriello, sindaco di Torre del Greco. “Orbene, il venti marzo del 1883 un sacerdote torrese, Raffaele Sannino – spiega il Primo cittadino – non avendo eredi, lasciava, fra l’altro, all’ex Eca (ente comunale assistenza) una rendita, derivante dalla locazione di un immobile, sito nella nostra città in Largo Costantinopoli. Il prete, desideroso di esaltare la sacralità del matrimonio cattolico ed attento alle esigenze dei più bisognosi, disponeva nel proprio testamento che la citata rendita doveva essere in questo modo divisa: metà alle messe nella Basilica di Santa Croce e l’altra metà a sostegno delle donzelle povere – così definite nel testamento – che dovevano sposarsi, altra condizione insindacabile disposta dal sacerdote, tra il giorno della ricorrenza del corpus domini e il 31 dicembre”. “Queste sono le ultime volontà del prete Raffaele Sannino – conclude Ciro Borriello – come esplicitamente riportate nel suo testamento e questa Amministrazione non ha fatto altro che attivarle. Tutto qua. Infine, ritengo doveroso ricordare che questo Comune, nel 1985 ha approvato uno specifico regolamento, finalizzato proprio all’assoluto rispetto delle disposizioni del sacerdote”.