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APOLOGIA DELLA MASTURBAZIONE
Nella sistematizzazione di una efficace libertà personale,
l'individuo non può prescindere dal perseguire ogni tipo di piacere.
Sennonché, ricercare il piacere si scontra presto con vari fattori arginanti: il
più ovvio è il confine delle libertà altrui (non posso uccidere qualcuno solo
perché mi reca piacere uccidere), ma ce ne sono anche di più sfumati quali i
tabù. In merito, può accadere che ci si neghi il piacere non per evidenti danni
alle libertà altrui, ma solo perché si incappa nelle proprie frustrazioni o in
qualche rèmora morale o sociale.
La masturbazione è un'attività antichissima. La prima testimonianza accertata
risale a 28.000 anni fa: in Germania, nella caverna di Hohle Fels, è stato
trovato infatti un fallo di pietra levigata risalente a tale epoca probabilmente
utilizzato come dildo. Nella religione degli antichi egizi il dio Atum,
attraverso la masturbazione, facendo uscire il proprio sperma, diede vita ai
primi esseri viventi.
La masturbazione è paradossalmente una delle libertà più praticate ma pure una
di quelle più problematiche. Non a caso il significato che dà origine al termine
parla di una "mano" che "stupra" (disonora, ma anche meraviglia). Con una mano,
quindi, io stuprerei - recherei offesa a - una parte del mio corpo, non
necessariamente quella di area genitale, allo scopo di procurarmi piacere.
Perché esiste la masturbazione? Sembra una domanda banale; in realtà la
masturbazione è il prodotto di una eccitazione di carattere sessuale o, quanto
meno, della volontà di indursi o indurre ad altri tale eccitazione. Non escludo
che ci si possa masturbare per puro "passatempo" piacevole, al pari del fumare o
del contemplare un tramonto; ma di solito ci si procura (o si offre)
masturbazione allo scopo o di sperimentare il piacere carnale che essa dà,
oppure di scaricare una tensione sessuale che risulta impossibile da risolvere
in altro modo (per esempio copulando).
Ovviamente, non ci interessano le considerazioni di ordine morale e religioso
(per il cristianesimo la masturbazione è atto
impuro, in particolare nella chiesa cattolica e nel mondo pentecostale. Tra i
cristiani che accettano la masturbazione ci sono i valdesi e i metodisti): ciò
che attiene al sesso non è necessariamente sporco e indegno; questa è un'idea
sciagurata che ha portato molte società in fondo al baratro delle fobie sessuali
più pericolose. Il sesso è una componente naturale della nostra umanità, che
serve alla perpetuazione della specie in senso strumentale, ma che sicuramente
non esaurisce così la sua funzione.
L'esercizio del sesso, in quanto attinente alla natura delle cose, non si può
catalogare in reparti "regolari" distinti da quelli "non regolari", "approvati "
e "disapprovati", "leciti" e "illeciti". Masturbarsi viene considerata
un'attività da disapprovare, per cui si percepisce asincrona rispetto alla
"perfezione" con cui si percepisce una copula perfezionata da un legame
affettivo. Masturbarsi è anche visto come un patologico ed eccessivo "volersi
bene", che poi implicherebbe asocialità, aridità sentimentale, emarginazione, ed
anche impotenza nei rapporti "normali" con il sesso altrui.
Nulla di buono è destinato a chi si masturba, peggio se l'attore è una femmina o
un bambino. La scoperta della masturbazione avviene molto presto. Le zone
erogene del corpo, quiescenti alla nascita, si attivano sotto le spinte
ormonali, ma pure sotto agli stimoli dell'habitat culturale, intorno alla
preadolescenza (10 anni), con alcuni picchi in più e in meno. Studi e sondaggi
dimostrano che a quell'età, almeno l'80% delle persone si lascia andare alla
masturbazione. Frequenza che poi declina naturalmente di fronte alla comparsa e
al moltiplicarsi di occasioni di avere rapporti sessuali più o meno completi con
un partner. Forse, la disapprovazione della masturbazione in età adulta ha
origini statistiche, nel senso che la gente rèputa non normale che ci si
masturbi a 30 o 40 anni, età in cui si dovrebbe aver conquistato una normalità /
continuità sessuale stabile. La disapprovazione della masturbazione giovanile,
invece, direi che è tutta ristretta dietro i confini della "sacralità" e della
"non contaminazione" del corpo immaturo. La masturbazione, peraltro, è un agente
molto disarmante: il ragazzino che viene violato sessualmente dall' "esterno"
conserva la sua natura di "vittima"; ma che dire del ragazzino che "si violenta"
da solo masturbandosi? La società è impreparata a risolvere questo paradosso, e
di solito parla di corruzione, di patologia, di degrado, se non di Demonio nei
casi più culturalmente poveri. In tutti i casi, nel libro "Human Sexuality:
Diversity in Contemporary America" (reperibile su
http://www.libreriauniversitaria.it/), scritto da Bryan Strong e Christine
Devault, gli autori precisano che un bimbo può ridere nel suo lettino mentre
gioca con il suo pene eretto sebbene non eiaculi, mentre le bambine a volte
muovono ritmicamente i loro corpi, anche con violenza, apparentemente
sperimentando un orgasmo.
Questo per dire che la masturbazione esiste e si afferma fin dal principio della
nostra vita al di là e al di fuori di ogni nostra considerazione moralistica o
atteggiamento negazionista.
Ma nel progetto di distruggere questa realtà così fastidiosa per il perbenismo
religioso e borghese, nel tempo si sono inventate e affermate mille idiozie; tra
le peggiori, che la masturbazioni causi malattie come la cecità e la scoliosi.
Non avendo argomenti per sostenere il loro sprezzante diniego, generazioni
intere di mamme e papà hanno terrorizzato i figli minacciandoli di cecità e di
deformità se avessero continuato a trastullarsi coi genitali; gettando, in
questo modo, i ragazzini nell'ansia più tragica e nell'insicurezza più dannosa
fino alle soglie di seri problemi di rapporto con gli altri.
Inutile forse aggiungere che niente di tutto questo è vero. Anzi, il gruppo di
ricerca australiano condotto da Graham Giles presso il Cancer Council Victoria
di Melbourne, ha pubblicato il 16 luglio 2003 sul British Journal of Urology una
ricerca dalla quale è invece emerso che eiaculare spesso, soprattutto in giovane
età, porta ad una riduzione del rischio di cancro alla prostata fino al 65 per
cento.
Quanto tempo è passato dal tempo degli antichi greci, per i quali invece la
masturbazione era considerata un atto naturale! Oggigiorno, il filosofo Diogene
il Cinico, che addirittura si masturbava in pubblico, verrebbe prima lapidato e
poi arrestato. Galeno di Pergamo, invece, che consigliava agli uomini di
masturbarsi per regolare la produzione dei liquidi corporei ed alle donne per
curare i disturbi nervosi, sarebbe probabilmente invitato in un salotto
televisivo e trasformato in un pagliaccio malato.
Concludo: di base, l'Italia è un paese sessuofobo,
pieno di paure verso il sesso, e che risolve queste paure censurando, proibendo,
nascondendo, drammatizzando, demonizzando il sesso. Basta vedere le leggi che
abbiamo, e anche i regolamenti: tutte norme apparentemente tese a salvaguardare
ognuno dalle sia pur minime attenzioni sessuali di ogni altro; ma in realtà sono
norme ispirate dalla convinzione che il sesso sia una sfera "speciale" e dal
terrore che "mollando i freni" succederebbe chissà cosa. In realtà, molti dei
reati sessuali affondano le loro spinte iniziali proprio nella repressione e
nella percezione oscurantista del sesso. Tornando alla masturbazione, che di per
sé non può offendere nessuno in alcun modo, direi di praticarla con sana
allegria e spensieratezza; la vita va goduta anche nelle mille forme del sesso;
chi dice il contrario o è un pericoloso represso o è affetto da pensiero
religioso...