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Mele marce attente !

Fioroni vi poterà !

Con la circolare n. 72, il Ministro Fioroni va contro le mele marce in scuola: vale a dire contro chi di noi si comporta male o subisce attenzioni penali.

Ho letto le molte pagine della circolare, ma in realtà, a parte consigli ed esortazioni, non vedo tutto questo inasprimento. NÈ, a mio modesto avviso, ce ne poteva essere: il TU protegge - e giustamente - la Scuola e, essendo assennato e non umorale, rimane nella severità senza scadere nelle persecuzioni e nei roghi.
La stessa L. 97/2001, sul rapporto sanzione disciplinare-condanna penale, rimane normalmente efficace senza che Fioroni possa esaltarla o aggravarla con la sua Circolare. Insomma, già sapevamo - e vorrei vedere - che chi violenta un ragazzino, quand'anche non ancora "condannato", non È molto consigliabile che permanga in un'aula. E nella circolare si parla esplicitamente solo del 609 c.p., oltre che dei soliti cinque o sei reati contro la P.A. Ciò significa che i moltissimi reati che erano - e rimangono - nelle nebbie del giudizio sindacabile, non costituiscono alcun impensierimento suppletivo per i colleghi che se ne sono macchiati. Per esempio, mi sarei aspettato qualcosa di più tosto contro la pedofilia: niente, tutto continua a tacere.
Ma a mio parere c'È un passaggio che va addirittura in retromarcia: quello dell'affidare la competenza della pena massima della destituzione (prima del Ministro) ai Dirigenti locali (ex Provveditori). Infatti, se l'accentramento al Ministero poteva essere farraginosa ma garantiva in qualche misura l'asetticità dei giudizi disciplinari, adesso, facendoseli "in casa", mi chiedo se non nasceranno tante diverse isole felici di poca punibilità proprio perché i dirigenti locali sono esposti ad amicizie, parentele, rapporti d'ogni genere.
E infine, due parole sul significato di "mela marcia". Fioroni, da buon ex Dc, ha cavalcato l'onda dei recenti episodi di prof violenti in classe. Ma la sua risposta mi sembra quella "d'ordinanza", formale, perfino retorica. Che magari avrà effetti iniziali, ma poi in breve tutto rimarrà come prima. Le mele marce, a mio giudizio, non sono quelle che hanno commesso un reato (comune) e rimangono a scuola: quelle sono lo scandalo temporaneo che piace ai benpensanti; le mele marce sono quei prof da sempre nullafacenti, ignoranti e isterici: nessun reato, ma quanto danno alla Scuola! Che si fa per costoro? Niente. Le mele marce sono "le mano morte" che non incorrono mai nella denuncia pur "divertendosi" ogni giorno con studenti e studentesse. Le mele marce rischiano di diventare pure i liberi pensatori che, per esempio, non sono d'accordo sulla presenza di un presepe in scuola in nome non di una guerra santa ma di una convivenza multiculturale di cui la Scuola dovrebbe essere la garante suprema, non il boia...

Calogero

La risposta del Ds G.R. su una mailing list scolastica:

Concordo pienamente con la "lettura" dell'intervento del ministro on. Fioroni, in materia di sanzioni disciplinari. Le disposizioni in materia sono sempre esistite, ma proprio per la tradizionale ed autoreferenzialità delle istituzioni scolastiche i cosiddetti "panni sporchi" si sono lavati sempre in casa. Io ho vissuto esperienze tremende in qualità di dirigente scolastico e, per esse, non ho avuto sempre il conforto o la condivisione da parte degli uffici locali (CSA e USR). Alla fine di una lunga e tormentata vicenda un docente, colpevole di numerose e frequenti azioni di vessazione contro gli alunni, é stato elegantemente liberato da un'azione giudiziaria penale, con una dichiarazione di "inidoneità permanente al servizio" e collocazione in pensione con una pronuncia ad hoc della commissione medica di verifica. Tutto il lavoro compiuto da un ispettore molto corretto e competente, da me come capo d'istituto, per sanzionare i comportamenti del docente, accogliendo le proteste di genitori ed alunni si é risolto così, con un colpo di spugna che ha lasciato molto amaro in bocca.
Giustamente il testo del ministro ha soltanto il compito di "far tornare alla memoria" l'esistere di norme codificate, ma non tiene nel conto dovuto che, tutto quanto é legittimamente sanzionabile in una struttura pubblica e statale, va a scontrarsi con una realtà esterna dove si fa presto a gridare allo scandalo, a battersi il petto per le colpe altrui, ma si fa molto più presto a seppellire, a nascondere sotto la sabbia le infrazioni sottili e profonde che non ledono l'immagine, ma minano la sostanza, l'efficacia e l'efficienza del servizio offerto, ma soprattutto dovuto all'utenza. G. R.