Morale e politica
Non è la moralità che interessa al Vaticano, ma il moralismo
Prendo a prestito un passo dell'articolo
e lo eleggo a titolo di quel che scrive Paolo Giorgi sul sito INMOVIMENTO
Quando la
morale È di destra.
O quasi.
C’È qualcosa di singolare nell’accanimento con cui questa nostra destra
italiana si scaglia contro l’idea di concedere qualche diritto a una larga parte
della societa'.
Quella, per intenderci, che non vive cattolicamente la propria unione ma che, a
dispetto di Ruini, sta insieme e si ama magari da trent’anni.
Con tutto questo supino accodarsi dei nostri governanti ai diktat vaticani, in
ossequio a quella ideologia teo-con che il conservatorismo nostrano
predilige (forse per nascondere una cronica mancanza di elaborazione politica
propria), ci si aspetterebbe una classe politica illibata, linda, a prova di
confessionale, timorata di Dio e sinceramente desiderosa che anche gli altri
concittadini lo siano.
Invece ci troviamo di fronte al paradosso che il piu' alto esponente
istituzionale del mondo cattolico, Casini, sia separato dalla moglie e per di
piu' convivente.
A lui le porte del Vaticano sono sempre aperte, mentre all’uomo comune nelle
stesse condizioni È negata persino l’eucarestia (come ribadito piu' volte
dall’allora cardinal Ratzinger).
L’ineffabile Pierferdinando, che nel suo discorso di insediamento alla Camera si
raccomando' alla Madonna di San Luca, ha lasciato la moglie Roberta Lubich, a
sua volta gia' sposata e divorziata, ma con la fedina immacolata grazie alla
Sacra Rota, per fidanzarsi con la giovane Azzurra Caltagirone, che ormai compare
sorridente ed elegante accanto al compagno anche in cerimonie semiufficiali. Non
manca neanche il figlio del peccato, anzi una figlia, peraltro bellissima
bambina, che inchioda l’improbo Casini alle sue responsabilita' di adultero.
Ma poco male, in Italia la morale non È un sentimento, ma uno strumento
politico, e nulla vieta a un dissoluto (perchÈ così la Chiesa considera quelli
come Casini) di scagliarsi contro i dissoluti.
D’altronde il padre spirituale dei reazionari italiani, Almirante, non perse
tempo e approfitto' della neonata legge sul divorzio per coronare il sogno
d’amore con donna Assunta . E il suo erede Fini non ebbe scrupoli nel chiedere
la mano di Daniela, segretaria al Secolo, malgrado fosse sposata con Sergio
Mariani.
Senza contare le voci su una liason con la Prestigiacomo, a sua volta
divorziata.
La Lega poi, strenua paladina dei valori cristiani in Europa contro i terribili
musulmani, vanta un buon campionario di peccatori: Bossi, È noto, ha divorziato
con Gigliola Guidali per sposarsi con Manuela Morrone. E Castelli, che È un
originale, È passato in seconde nozze con tanto di rito celtico e di officiante
druido.
A dimostrare che il divorzio non spacca la famiglia, c’È il caso singolare di
Gianni Alemanno: sposato con Isabella Rauti (figlia di Pino), poi separato,
infine divorziato. Ma qualche tempo fa, di nuovo la scintilla, e i due oggi
convivono felicemente come ex coniugi.
E che dire di Giuliano Urbani, che ha fatto parlare di sÈ ai beni culturali
quasi esclusivamente per la storia torbida con l’attrice Ida Di Benedetto (che
Sgarbi raccontava fosse solita prodursi in prestazioni alla Monica Lewinski)?
Lei ha confessato recentemente che È vero amore da trent’anni, del che ci
felicitiamo con i due, se non fosse che lui È ufficialmente sposato con
un’altra.
Non sposati ma conviventi risultano poi, tra gli altri, la SantanchÈ e
Adornato, l’avvocato Pecorella e lo stesso Sgarbi (insomma: unioni di fatto).
E poi il leader di questa destra moralista ma amorale, Berlusconi in persona:
divorziato da Carla Dall’Oglio, grazie alla Sacra Rota(qualcuni mi trovo le
motivazioni! impotenza! frigidita'? lettura dei tarocchi? patto con gli
italiani? palle piccole?) (quella sacra Rota che invece tentenna ancora col
povero Casini) ha potuto sposare cristianamente (ma va...?!) Veronica Lario.
Peccato che la primogenita della nuova coppia, Barbara, sia nata quando ancora
non c’era stato il divorzio.
Veronica era l’amante ufficiale (presa dal teatro Smeraldo di Milano dove si
faceva lo strip, e che era appena stata l'amante di Salerno), tenuta in un ricco
appartamentino (comunicante con l'ufficio per non perdere tempo).
Ma oggi È moglie paziente: Silvio si prende spesso delle liberta', come
conferma una spassosa intercettazione telefonica finita poi nel processo a Dell’Utri,
quindi pubblica, che qui riportiamo. Il 31 dicembre del 1986 Dell’Utri telefona
ad Arcore per gli auguri, e Berlusconi, che ha invitato Craxi per la serata,
sbotta: “Iniziamo male l’anno!”.
“PerchÈ male?” chiede Dell’Utri.
“Perché dovevano venire due del Drive In e ci hanno fatto il bidone! E anche
Craxi È fuori dalla grazia di Dio!”
“Ma che te frega di Drive In?” chiede l’ingenuo Dell’Utri.
“Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo piu'! Se non comincia cosi'
l’anno, non si scopa più!”.
Poi le raccomandazioni per eventuali sostitute: “PurchÈ le tette siano tette!
Truccate bene soprattutto le tette!” “Benissimo!”, lo tranquillizza l’amico
siciliano. Questo mentre Veronica era nell’altra stanza, magari a cullare la
bambina.
Ma dato che non È la moralità che interessa al Vaticano, ma il moralismo, per
nascondere con la minaccia del peccato i suoi veri intenti di controllo sulle
societa' laiche, per i ricchi c’È sempre la Sacra Rota, che lava via i peccati
e le oscenita' come quelle ascoltate in questa telefonata. Un istituto arcaico,
ma sempre più ricercato: 824 richieste nel 1992, 1.280 nel 2002.
E’ il caso
di ricordare che il costo medio di una causa per annullamento È di 2.500 euro
per l’avvocato, 260 per il procuratore piu' le spese. Che possono ammontare a
diverse decine di migliaia di euro.
Le motivazioni con cui il lucrosissimo (per la Santa Sede) tribunale emenda gli
errori commessi con i precedenti matrimoni sono risibili: negli archivi si legge
di cause con coniugi ninfomani, depressi, omosessuali, narcisisti immaturi,
mammoni (non È dato di sapere con quale motivazione Berlusconi ha ottenuto il
suo bravo divorzio religioso).
La causa principale poi, quella del matrimonio non consumato, È talmente
ridicola (come dimostrarlo?) che la Cassazione, nel 2003, ha finalmente sancito
che una sentenza di annullamento così motivata non ha effetti civili.
Questa È
la realtà.
Se hai dieci, ventimila euro, ti liberi dal peccato, e puoi tuonare in
Parlamento contro gente come Pannella, che se ne sta da trent’anni con la stessa
donna senza mai telefonare a lle tettone del Drive In. Se poi la Rota, come nel
caso di Casini, indugia nel concedere il divorzio (anche grazie alla dura
condanna di Wojtyla, che due anni fa tuoni' contro i giudici troppo permissivi),
si chiude un occhio. D’altronde in Italia se si È divorziati non si puo'
insegnare religione nelle scuole. Ma presiedere la Camera si'.