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Pagina della musica: CANTANTI ITALIANI

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Nostalgia canaglia

I miti di un tempo affogati nella nostalgia di oggi (risorsa: RG)

Patrick Samson - I nuovi Angeli - I Giganti New Trolls - Dik Dik - Formula 3 - Equipe 84 - Camaleonti

Muse e Musi di oggi

La musica mi piace senza più badare troppo a chi la produce

Patrick Samson - Cantante degli anni '70, nel 2001 ha ripubblicato il disco-cult "Soli si muore" con questi titoli: Soli si muore - Se chiudo gli occhi - È questa vita così che mi va - Il diavolo col cuore - I muri parlano di noi - Ubriaco di sogni - Tanto era tanto antico - Solo un pugno di briciole - Mai - Lo capirai da te - Violini - Basta. BONUS TRACKS: Gloria - Morire giorno per giorno - Se io fossi un altro - Dille si - Na na hey hey - Povera ricca ragazza - Giallo, rosso, verde, rosa - Tu - Ballerai - Io da te voglio amore. Ricordo che ascoltavo il 45 giri proprio di Soli si muore, successo mi pare di qualche Sanremo, su un vecchio giradischi monofonico; mi ricordo ancora il giro del basso, potente e suggestivo.

I Nuovi Angeli - La loro musica é un ottimo cocktaíl di qualità, allegria e spensieratezza. I più importanti successi sono legati alla partecipazione nelle varie edizioni di "Un disco per l'estate". Tra i più significativi ricordiamo: Donna felicità, Singapore, Anna da dimenticare, Ragazzina ragazzina, Color cioccolata, Wakadi wakadu, Carovana, Bella idea, Questo non é un addio, Troppo bella per restare sola, Obladi oblada (cover dei Beatles).

 

I Giganti - Il gruppo " I GIGANTI " nasce a Milano nel 1964 e ne fanno parte :Enrico Maria Papes : voce (bassa) e batteria, Giacomo Di Martino : voce e chitarra, Sergio Di Martino : voce e basso elettrico; Francesco Marsella (Checco). Voce e tastiere. Nello stesso anno incidono il loro primo disco al quale ne seguono altri due, ma per il grande successo devono aspettare il giugno del 1966, quando con la canzone " Tema " arrivano terzi al " Disco per l’estate " e primi nella classifica dei dischi più venduti ; incidono anche " Una ragazza in due " che svetta subito in cima alle classifiche dei dischi. Sono subito richiestissimi in tutti i locali d’Italia anche perché, oltre al successo discografico, dimostrano di essere molto bravi dal vivo. Nel 1967 riconfermano il loro successo con la canzone " Proposta " (mettete dei fiori nei vostri cannoni) e arrivano terzi al " Festiva di S. Remo " di quell’anno. Le loro canzoni sono molto originali e il loro impasto vocale è decisamente unico, tanto da non essere paragonati a nessuno, tanto meno ai gruppi stranieri di quel periodo (Beatles, Rollin Stones, ecc. ecc.) Hanno avuto inoltre il grande privilegio di essersi esibiti come unico gruppo vocale e strumentale italiano alla " Bussola " di Viareggio, considerata allora, il tempio sacro della musica. Non mancherà, però, anche qualche delusione. Sempre nel 1967 partecipano al " Cantagiro " e, anche se si classificano terzi, vedono la loro canzone " Io e il presidente " censurata da Radio e Televisione. Partecipano ancora al " Festival di S. Remo " nel 1968 con la canzone " Da bambino " in coppia con Massimo Ranieri ed ottengono un ottimo piazzamento. La stanchezza, però, comincia a farsi sentire alla fine dell’estate del 1968, dopo quattro anni di lavoro intensissimo, Enrico Maria Papes e Sergio Di Martino hanno un grosso litigio, dettato sicuramente da tutto lo stress accumulato. Questo fa sì che il gruppo si divide per circa un anno. Verso il 1969, chiariti i malintesi, I GIGANTI si rimettono insieme e nel 1970 ritornano a S. Remo con la canzone " Il viso di lei " e al Cantagiro con " Voglio essere una scimmia ". Queste due canzoni non destano grande interesse, ma questo scuote I Giganti che si rimboccano le maniche e dopo svariati mesi di lavoro durissimo, pubblicano uno splendido album dal titolo " Terra in bocca ". E’ questa la prima opera rock italiana, parla di mafia, ha ottime recensioni, ma la censura italiana pensa bene di bloccarla sia in Radio che in Televisione. A questo punto, vistesi precluse le uniche possibilità di promozione, amareggiati, delusi e anchearrabbiati per aver visto vanificare tutte le loro fatiche, I GIGANTI decidono di sciogliersi definitivamente. E’ il 1972. Ora dopo tanti anni Enrico Maria Papes e Checco Marsella hanno deciso di ricostituire il gruppo.

I New Trolls - I New Trolls nascono nel 1968,in piena epoca post beat,ma le prime avvisaglie dell’arrivo sulle scene,di un gruppo destinato a fare epoca,si sono manifestate già’ due anni addietro. Nel 1966,infatti una band denominata Trolls,emerge da una nutrita ribalta di complessi e sfodera un 45 giri di successo,”Dietro la nebbia”(con “Questa sera” sul retro) che scala le classifiche,ma non tutto funziona in perfetta armonia,tra i componenti,tanto che alcuni di essi si staccano per formare i New Trolls. Singolare é l’assemblamento del gruppo,che avviene tramite l’inserzione su un giornale locale destinato ai giovani, si uniscono così Nico Di Palo,Gianni Belleno,Giorgio D’Adamo,Vittorio De Scalzi e Maurizio Chiarugi,che lascerà il sodalizio due anni dopo e del quale in seguito non si sentirà più parlare. “Sensazioni”(retro “Prima c’ere luce”) é il debutto a 45 giri del complesso,che si impone al Festival di Rieti,trampolino di lancio per giovani talenti. Fin dalle prime apparizioni,i New Trolls gettano le basi di una lunga carriera,dettata dalla originalità dei brani (il gruppo evita di proporre cover di artisti stranieri,in voga all’epoca) e da caratteristiche peculiari che riescono a farli emergere della innumerevole schiera di band che nascono e spariscono come funghi. Un miscuglio di psichedelia,romanticismo liriche accattivanti,supportate dalla voce acuta di Nico Di Palo,li rende unici ed immediatamente riconoscibili. Nel 1967, Di Palo e compagni godono già di un discreto seguito,tanto da meritarsi l’onore di fungere da apripista ai concerti italiani della tournée dei Rolling Stones e di suonare,in session rimaste negli annali e delle quali solo pochissimi appassionati sono in possesso di testimonianze, con artisti del calibro di Steve Wonder. La consacrazione arriva l’’anno successivo,con il successo di “Visioni” presentata al Festivalbar e l’uscita del primo long playing,”Senza orario e senza bandiera”.Per la musica italiana un evento storico,perché si tratta di uno dei primissimi esperimenti di concept album.Il sound é fresco,accattivante,le canzoni (attualissime anche oggi) godono di un maiuscolo supporto musicale e delle liriche di Fabrizio De Andre’. Il 1969 é un anno importante nella storia dei New Trolls,che si mettono in luce al festival di S.Remo con “Io che ho te”e sulla scia del successo conseguito,collezionano una serie di primi posti nella hit parade con brani ormai leggendari ,”Davanti agli occhi miei”,”Una Miniera”e altri singoli diventano veri inni delle giovani generazioni e sono le perle dei “New Trolls”. La fama dei quattro ragazzi genovesi é ormai consolidata,tanto che il gruppo si può permettere di aprire nuove vie musicali,con brani di incredibile dolcezza,uniti ad una sorta di hard rock di maniera,imperniato sulla magistrale chitarra di Nico. L’anno successivo,dopo l’apparizione a S.Remo con “Una storia” esce “Concerto grosso 1” straordinaria miscela di rock e melodie classiche,realizzato in collaborazione con Luis Bacalov,il disco diventa immediatamente l’ennesimo” punto fermo” della storia del rock,ma i New Trolls anziché adagiarsi su un comodo e ormai illimitato successo,si spingono ancora più avanti sulla tortuosa strada della sperimentazione. “Searching for a land” (1971),doppio long playing registrati in parte dal vivo con la partecipazione del bassista canadese Frank Rhodes,é un piccolo gioiello di tecnica e cuore,con l’inarrivabile chitarra di Nico.

I Dik Dik - Pietruccio (Pietro Montalbetti) e Lallo (Giancarlo Sbriziolo) frequentano la stessa scuola elementare, abitano nello stesso quartiere a Milano; successivamente conoscono Pepe (Erminio Salvaderi) ed è amicizia vera, sin dalla tenera età. Poi giunge la musica. Non sono figli d'arte, ma basta questa a cementarli anche artisticamente fino ad oggi: da allora li vedremo sempre inseparabili. DREAMERS, SQUALI, DIK DIK Prima di diventare Dik Dik sono Dreamers, poi Squali. Siamo agli inizi degli Anni '60: si esibiscono alle feste studentesche e nei locali che in quei giorni venivano aperti con una frenesia e una voglia di novità che calamitava nella Milano di quei tempi chi aveva desiderio di realizzarsi; il nostro gruppo non era da meno. Da ragazzi amano suonare la chitarra, consumano freneticamente i primi dischi di rock'n'roll che giungevano in Italia e da questi traggono il meglio che, lentamente, come una piccola collina che diventa montagna, alimenta e costruisce una solida base fatta di voglia di musica e d'arte che comunque bisogna avere innata perchè diventi anche traguardo da raggiungere, per poter proseguire verso altri traguardi ancora. Prendono il nome Dik Dik, gazzella africana, perchè sanno di dover imparare a saltare più lontano per emergere, e ci riescono. Pietra su pietra, ogni nota viene immagazzinata, analizzata e poi filtrata attraverso la personalità di ciascuno; infine fusa nell'espressione del gruppo: i tre s'avvicinano alla musica dei Beatles. Fortificati e pieni di coraggio, pronti al grande salto, riescono ad ottenere un'audizione presso la Casa discografica Ricordi, dove, durante un provino incontrano l'allora sconosciuto Lucio Battisti, anch'egli lì per lo stesso motivo. Ottengono, insieme a Lucio, una scrittura e collaborano entrambi con Mogol (Giulio Rapetti). 1-2-3 IL PRIMO DISCO Il singolo, 1-2-3, del loro debutto viene presentato in anteprima da Gianni Boncompagni a Bandiera Gialla. È un buon inizio. Nasce così il gruppo - formato da Pietruccio Montalbetti, Sergio Panno (alla batteria), Mario Totaro (alle tastiere), Lallo (Giancarlo Sbriziolo - voce e chitarra) e Pepe (Erminio Salvaderi (chitarra e seconda voce) - che unisce alla nuova amicizia l'arte che ognuno ha dentro di sè. Il sodalizio, Battisti-Dik Dik-Mogol, dura per ben sette anni, durante i quali mette a segno molti successi discografici: Sognando la California, Il mondo è con noi, Guardo te e vedo mio figlio, Il vento, Vendo casa, Dolce di giorno, Se io fossi un falegname, Io mi fermo qui, Il primo giorno di primavera, Senza luce. La scelta sapiente di cover inglesi e americane che le grandi star dell'epoca non disdegnavano di far proprie è il modo migliore di entrare, per non più uscire, dal cuore di migliaia e migliaia di fans che non li abbandoneranno più. California dreamin', A whiter shade of pale, If a were a carpenter, Mighty Quinn, canzoni che tradotte in italiano, colpiscono inesorabilmente e direttamente al cuore gli ascoltatori e diventano espressione di libertà e gioia per la gioventù che in questa musica si identifica. I Dik Dik diventano così il gruppo italiano con più Hits in classifica. Dopo questo sodalizio i Dik Dik iniziano un'altra proficua collaborazione con Maurizio Vandelli, producendo altri grandi successi, quali: L'isola di Wight, Viaggio di un poeta, Storia di periferia, Help me. Tipologia di Spettacolo Concerto È supportato da quattro musicisti di notevole spessore: * Claudia NATILI (basso) * Mirko VIGNALI (chitarra) * Gaetano RUBINO (batteria) * Joe VESCOVI (tastiere)Lo spettacolo ha una durata di due ore circa ed è composto da tutte le loro canzoni di successo e da altre situazioni musicali coinvolgenti. Durante il concerto, lo spazio che i Dik Dik hanno comunque sempre dedicato a Lucio Battisti e nel quale vengono riproposte alcune delle sue canzoni accompagnate da aneddoti che appartengono a lui, a Lallo, a Pepe e a Pietruccio, è più rilevante, soddisfacendo così le richieste del pubblico pervenute. Recital Supportato, in questo tipo di performance della durata di 50 minuti circa, dal loro chitarrista Mirko Vignali Unplugged Lallo, Pietruccio e Pepe si esibiscono soli, in una situazione acustica, esponendo oltre alle loro canzoni più significative altre situazioni musicali molto coinvolgenti.

Formula 3 - La Formula 3 È il gruppo storico di  Lucio Battisti e negli anni '70 ha rappresentato una fase importante per la  musica italiana e per il rock  "progressive". Unica band ad aver accompagnato Lucio  Battisti nei suoi rarissimi concerti, la Formula 3 debutta discograficamente  nel '69 con il 45 giri "QUESTO FOLLE SENTIMENTO", seguito poi dal primo album  "DIES IRAE", prodotto dallo stesso Battisti. Nel '71 la Formula 3 si presenta a  Sanremo con "LA FOLLE CORSA ", in seguito interpreta altre canzoni  indimenticabili come "SOLE GIALLO SOLE NERO" ed "EPPUR MI SON SCORDATO DI TE". Nel '74 il gruppo si scioglie per  ricomporsi nel '90, anno che dà il titolo all'album "1990" che raccoglie, in  versione rielaborata, i piu' importanti successi di Lucio Battisti, tra i quali  spicca "NON E’ FRANCESCA". Nel '92 il ritorno a Sanremo con il  brano "UN FRAMMENTO ROSA" e nel '94, sempre a Sanremo, con " LA CASA DELL’IMPERATORE". La Formula 3 È attualmente impegnata  in attivita' discografiche e concertistiche a rappresentare il "braccio rock" di  Lucio Battisti. La band È ora formata da Tony Cicco  alla batteria e alla voce, Alberto Radius alla chitarra e Ciro Di Bitonto alle  tastiere.

Equipe 84 - L'EQUIPE 84 nasce a cavallo del 1963. Dopo circa due anni di lavoro in balere e night club come orchestra base, incidono il loro primo 45 giri: "Quel che ti ho dato" e "Papà e mammà". Nel giro di pochi mesi il disco entra in classifica e inizia la straordinaria storia dell'Equipe 84. Nel 1965 inaugurano il Piper di Roma in coppia con i "Rokes". Iniziano le prime apparizioni televisive, e da allora ogni disco inciso entra ai primi posti delle classifiche discografiche. Nel 1966 partecipano e vincono al Cantagiro con il brano "Io ho in mente te". Da questo momento il successo è consolidato; Stampa e TV dedicano ampi spazi al gruppo. Nel 1967 inizia la fortunata collaborazione con la coppia Mogol-Battisti: "29 Settembre", "Nel cuore nell'anima", "Ladro". Francesco Guccìni, vecchio amico di sempre, scrive per loro "Auschwitz", 'L'antisociale", "È dall'amore che nasce l'uomo". Fino alla fine degli anni settanta è un susseguirsi di dischi di successo come "Bang bang", "4 Marzo 1943" (in coppia con Lucio Dalla al Festival di Sanremo), "Casa mia", "Un angelo blu", "Tutta mia la città", "Una giornata al mare", "Spiegami come mai", "Nel ristorante di Alice", "Pomeriggio ore 6" e tante altre. La formazione attuale dei gruppo è: Franco Ceccarelli: chitarra ritmica e voce Paolo Pigozzi: tastiere e voce Roberto Poltronieri: basso, chitarra solista e voce Claudio Bonora: batteria. 

Camaleonti - Uno dei gruppi pop più affermati in Italia tra gli anni '60 e '70 è stato il gruppo de "I Camaleonti": cinque ragazzi tutti di estrazione diversa e provenienti da varie regioni, ma a Milano uniti da una grande passione per la musica. Nato nel 1962, il gruppo, agli inizi era fortemente influenzato dal beat inglese, tanto che il primo successo discografico è stato un ritmatissimo shake SHA-LA-LA. Nel 1967 ci fu la colossale affermazione con L'ORA DELL'AMORE, che supera 1.590.000 copie vendute. Poi ancora IO PER LEI, un successo del Cantagiro del 1968 seguita da un'altra affermazione clamorosa con la suggestiva APPLAUSI, che supera il milione di copie. Altre sorprese consentiranno al pubblico di apprezzare ulteriormente il talento e l'eclettismo dei Camaleonti, che durante la loro lunga carriera hanno venduto qualcosa come 20.000.000 di dischi e sono stati premiati, tra l'altro, con quattro dischì d'oro, due Maschere d'argento, un Ambrogino d'oro e un Diapason d'oro. Altri importanti successi sono: Eternità - Mamma mia - Viso d'angelo - Perchè ti amo - Lei mi darà un bambino - Come sei bella - e tanti altri. I Camaleonti, nella loro più recente formazione sono: TONINO CRIPEZZI - Voce Solista, Pianoforte LIVIO MACCHIA - Voce solista, Basso, Chitarra acustica PAOLO DE CEGLIE - Batteria MASSIMO BRUNETTI - Voce, Tastiere, Computers VALERIO VERONESE - Chitarra elettrica e acustica.

Vasco Rossi
nasce il 7/02/1952 a Zocca, una cittadina di qualche migliaio di abitanti sull'appenino modenese. Deve il nome insolito al padre, che volle ricordare così un suo ex compagno di prigionia in Germania. Già da piccolo Vasco fa notare le sue capacità canore, che spinsero la madre a fargli seguire delle lezioni di canto da un apprezzato maestro del posto. A 14 anni Vasco arriva alla formazione del suo primo complessino, i "Killer", poco dopo trasformati più morbidamente in "Little Boy". Iscritto dai genitori al collegio dei salesiani del suo paese, il nostro beniamino tenta più volte la fuga finchè, raggiunto un compromesso familiare, si trasferisce a Bologna dalla zia, dove conclude gli studi di ragioneria e si iscrive per un paio d'anni alla facoltà di Economia e commercio. Abbandonato questo primo indirizzo di studi, Vasco si iscrive alla facoltà di Pedagogia. Nel 1975, però, decide di tornare a dedicarsi alla sua antica passione per la musica e fonda, nel suo paese natale, "Punto Radio", un progetto che lo vede per quattro anni impegnato come Dj radiofonico. Contemporaneamente inizia a comporre canzoni come "Jenny è pazza" e "Silvia", fino al traguardo del primo album, inciso nel 1978, dal titolo "Ma cosa vuoi che sia una canzone". Questo primo tentativo discografico di Vasco non ebbe molto successo, ma nel frattempo l'artista, con l'esperienza radiofonica intrapresa, aveva avuto l'occasione di stringere importanti amicizie musicali con personaggi come Massimo Riva, Maurizio Soli e Gaetano Currieri, che lo accompagneranno sulla lunga strada del successo. Le prime apparizioni di Vasco sul palco sono un po' impacciate e anche il secondo album, "Non siamo mica gli americani", incontra difficoltà ad affermarsi, pur contenendo quella che è considerata ancora oggi una delle più belle canzoni d'amore di tutti i tempi, "Albachiara". Intanto, arriva per Vasco il periodo della chiamata alle armi, che stimola all'artista, poi esonerato dal servizio militare, la composizione di una spassosa e irriverente canzone dal titolo velatamente anarchico, "(per quello che ho da fare)Faccio il militare". Nel 1979 in casa di Vasco si piange la morte del padre, scomparso prematuramente. Questo episodio colpisce profondamente il giovane artista che, dopo giorni di silenzio e riflessione, decide di tornare a cantare confidando alla madre: "Provo a salire sul palco e vedo se mi viene voglia di cantare o di piangere". Fortunatamente per tutti noi gli venne voglia di cantare, e così decise di proseguire la sua carriera musicale. Nel 1980 Vasco arriva finalmente alla ribalta nazionale grazie a "Colpa d'Alfredo", brano contenuto nell'omonimo album e censurato dalle radio. Insieme al successo, anche se condito di scandalo, arriva per Vasco anche la prima tourneè, che lo vede impegnato dal vivo al fianco della mitica "Steve Rogers Band". Il 14 dicembre dello stesso anno il nostro beniamino torna a calamitare l'attenzione della critica più dura con la presentazione, in collegamento diretto con "Domenica in", di una sua nuova canzone, "Sensazioni forti". Le ripetute e pesanti accuse della critica non frenano la produzione musicale più ardita di Vasco, che continuerà a provocare con la pubblicazione di brani come "Vado al massimo" e "Blasco Rossi". Una nuova era di successi, però, inizia con l'avvento di Guido Elmi, sotto la cui produzione discografica il rocker di Zocca mette a segno un importante traguardo della sua carriera, "Siamo solo noi". Si consolida definitivamente, così, il "personaggio Vasco" sinonimo di trasgressione e dissacrazione, anche se l'album contiene anche canzoni miste di poesia e romanticismo. Nel 1982 Vasco vince il 13° Premio Nazionale del Paroliere con la canzone "Ogni volta" e, un mese dopo, concorre al Festival di Sanremo con il brano "Vado al massimo", che si piazza all'ultimo posto della classifica sanremese. L'anno successivo Vasco ci riprova sul palco dell'Ariston ed è di nuovo scandalo! Subito prima di entrare in scena il nostro "giamburrasca" sparisce e tutti i tentativi fatti dagli autori della kermesse per trovarlo falliscono. Quando poi, all'ultimo momento, si presenta sotto i riflettori, canta il pezzo in concorso, "Vita spericolata", barcollando. Tutta la "città dei fiori" entra in crisi e si grida allo scandalo. Qualcosa, però, dello scalmanato Vasco è entrato nei cuori dei più giovani e la canzone sanremese diventa un vero e proprio inno giovanile. Sempre nel 1983 Vasco pubblica "Bollicine", un album che è stato evento musicale di quell'anno con oltre un milione di copie vendute. Sempre nello stesso anno, e sempre con "Bollicine", Vasco stravince al Festivalbar e, per festeggiare tanto successo, nel 1984 regala al suo pubblico "Va bene, va bene così", un album live che trae il titolo dall'unico brano inedito contenutovi. Ma il 1984 è un anno tutt'altro che felice per il nostro rocker, che viene arrestato per detenzione di cocaina e trascorre una ventina di giorni in carcere. Dopo una lunga disintossicazione e un periodo di silenzio, nel 1985 esce un nuovo album, "Cosa succede in città", che testimonia un Vasco Rossi cresciuto, cambiato e maturato sia artisticamente che come uomo. Nell'aprile del 1986 nasce il primo figlio di Vasco, Davide, mentre nel 1987 esce "C'è chi dice no", sicuramente l'album di maggiore successo dell'artista, che s'impegna contemporaneamente anche in una lunga serie di concerti. L'album "Liberi liberi", pubblicato nel 1989, riassume perfettamente nel suo titolo la condizione artistica del Vasco di allora, che decise di abbandonare manager e band per intraprendere una nuova carriera più "autonoma". Anche a questo album fa seguito una oceanica tournée, che suggerisce a Vasco la pubblicazione di "Fronte del palco", un doppio cd live che racchiude i "mitici" concerti di Milano, a San Siro di fronte a 70mila spettatori, e di Roma, al Flaminio con 45mila persone dentro e circa 35mila fuori dallo stadio. In quello stesso anno Vasco viene premiato, a Vota la voce, per il migliore tour. Nel 1990 esce il nuovo disco live, "10.7.90 San Siro", e Vasco viene premiato tra i "Magnifici sette" dal pubblico di "TV Sorrisi e Canzoni", che lo ha scelto insieme a personaggi come Giulio Andreotti, Roberto Baggio e Paolo Villaggio. L'anno successivo Vasco è di nuovo padre, mentre all'inizio del 1994 esce il nuovo album di brani inediti, "Gli spari sopra". Questa ennesima fatica discografica rende a Vasco ben dieci dischi di platino e il premio a "Vota la voce". Nello stesso anno, durante la manifestazione "Rock sotto l'assedio", Vasco canta davanti a 110mila persone e conferma un successo ormai già consolidato. Anche il video de "Gli spari sopra", girato nel vecchio penitenziario di Alcatraz, riscuote enorme successo ed è tuttora considerato uno dei migliori video musicali mai realizzati. Il successivo album, "Nessun pericolo per te", continua ad esprimere l'alto livello artistico raggiunto da Vasco, che vende ben 400mila copie solo nei primi cinque giorni. Vento inarrestabile di novità, Vasco sarà ricordato anche per essere stato il primo artista italiano a pubblicare un video via internet. Si tratta de "Gli angeli", un videoclip realizzato con la regia di Roman Polanski. È dello stesso anno l'indimenticabile concerto gratuito offerto dal nostro beniamino a Palermo con la partecipazione di 220mila persone. Altro bagno di folla, nel 1998, a Imola dove, davanti a 130mila spettatori, Vasco canta il suo nuovo album milionario, "Canzoni per me", e raggiunge il primato di più grande concerto italiano di tutti i tempi. Nel 1999, invece, il rocker ottiene ben quattro delle sei nomination del PIM (Premio Italiano della Musica) e porta a casa i premi di migliore tournèe, miglior disco e della critica. Subito dopo esce "Rewind", un doppio cd live che contiene il "mitico" concerto di Imola. Dello stesso anno è anche il Premio Lunezia, per la canzone "Quanti anni hai", in qualità di "poeta del rock". Il tour Rewind, con circa 620mila biglietti venduti, diventa il tour di maggiore successo in Italia, secondo solo a Vasco tour '97. Anche l'anno 2000 regala a Vasco il premio di miglior tour italiano dell'anno al PIM e ora, alle soglie dell'album del nuovo millennio, Vasco si appresta a riscuotere un nuovo scontato successo con "Stupido Hotel". (Fonte)