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NAPOLI ALLAGATA

Ho fatto un giro per Napoli dopo l'acquazzone di stanotte. Molte strade
sembravano sentieri palustri, alcuni negozianti in via Foria erano
indaffarati a cavar acqua, i sampietrini divelti mischiati a polvere
grossolana avevano invaso la citta', voragini piu' o meno profonde erano
disseminate ovunque.
Mi chiedo solo una cosa piccola piccola: siamo nel 2005, la tecnologia ci
permette di costruire e riparare strade con mezzi e materiali efficienti, e
ciononostante un  po' di acqua manda tutto all'aria? E allora il sospetto di
una cattiva manodopera sorge impellente. Quando avete fatto o riparato le
strade di Napoli, signori ingegneri, non avete forse calcolato la tolleranza
alle fiumare? Non avete pensato che, in un paese civile, un acquazzone piu'
forte del solito non dovesse mettere in ginocchio una citta'? O si tratta
del solito modo furbesco per racimolare posti di lavoro che con un manto
stradale onesto avrebbero una continuita' piu' breve?