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il Natale: un casino !

Non c'è niente di sicuro: la data, il luogo, il perché...

 

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I calcoli di Dionigi il Piccolo

Per il nostro calendario la fissazione dell'anno di nascita (anno zero) è dovuto a calcoli fatti da un monaco scita, Dionigi il Piccolo, che viveva a Roma e nel 525 DC stabilì che Gesù fosse nato 753 anni dopo la fondazione di Roma. Quindi, egli chiamò quell'anno Anno ab incarnatione Domini nostri Jesu Christi ("Anno dell'incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo"), e non anno 0, visto che lo zero fu introdotto dai matematici indiani successivamente e poi, dopo averlo appreso dagli arabi, fu divulgato in Europa da Leonardo Fibonacci, detto il Pisano, nel 1202 DC. Il punto iniziale introdotto da Dionigi il Piccolo risulta spostato esattamente di 10 mesi e 5 anni consolari e l'anno 753, di cui tratta, inizia a marzo e termina a fine febbraio, come probabilmente è avvenuto nella realtà, almeno fino al 31 agosto dell'8 DC, data della miniriforma del calendario dovuta ad Augusto. A quel punto i mesi di gennaio e febbraio 760 di Roma sarebbero divenuti gennaio e febbraio del 761 di Roma, dando l'impressione che, tornando ora indietro dall'inizio di ogni gennaio, o andando avanti dall'inizio di ogni gennaio (dopo la riforma del calendario di Giulio Cesare), nel corso della storia sia scomparso un intero anno di Roma; L'anno "UNO" è il LX anno consolare dall'elezione per la prima volta di Gaio Giulio Cesare a console.

I vangeli di Matteo e Luca

Nel vangelo di Matteo la nascita di Gesù viene posta durante il regno di Erode, (il 4 A.C.), mentre nel vangelo di Luca si fa riferimento al censimento indetto dal governatore della Siria Quirino, che avrebbe avuto luogo dopo la deposizione di Archelao nel 6 D.C. Probabilmente Luca, che scrive decenni più tardi, ha confuso le date poiché ad entrambi gli avvenimenti (morte di Erode e deposizione di Archelao) fecero seguito delle turbolenze sociali legate alle attese messianiche degli ebrei. La data più probabile che viene indicata dalla maggior parte degli studiosi è la prima, non oltre il 4 a.C.

Ipotesi moderne sul giorno di nascita

Esistono ipotesi moderne sul giorno esatto o il periodo dell'anno nel quale sarebbe nato Gesù:

Una ipotesi, basata sul clima, propone come data più probabile di nascita il mese di ottobre poiché, sebbene in Palestina faccia piuttosto caldo, il deserto ha forti sbalzi di temperatura e quindi è improbabile che i pastori abbiano passato la notte all'aperto a fine dicembre.

Lo scrittore cattolico Vittorio Messori rifacendosi agli studi condotti sui manoscritti di Qumran, ha ipotizzato sul Corriere della Sera del 9 Luglio 2003 che Gesù sia realmente nato il 25 Dicembre. Si veda a riguardo l'articolo Gesù nacque davvero quel 25 dicembre, pubblicato dal suddetto quotidiano.

Sul giorno dell'anno di nascita di Gesù non esistono riferimenti diretti. Sul fatto che il natale venga festeggiato il 25 dicembre vi sono diverse ipotesi che possono essere raggruppate in due categorie: la prima che la data sia stata scelta in base a considerazioni simboliche interne al cristianesimo, la seconda che sia derivata dall'influsso di festività celebrate in altre religioni praticate contemporaneamente al cristianesimo di allora.

Le prime citazioni del natale

Questa festa non risulta dalle liste delle prime feste cristiane, redatte da Ireneo e Tertulliano. Le prime evidenze di una celebrazione provengono da Alessandria d'Egitto, circa 200 d.C., quando Clemente di Alessandria disse che certi teologi egiziani, "molto curiosi", definirono non esattamente l'anno, ma il giorno della nascita del Cristo il 25 Pachon, corrispondente al 20 Maggio del ventottesimo anno di Augusto.

La chiesa di Alessandria durante il Concilio di Nicea nel 325 fissò una dies Nativitatis et Epiphaniae. La festa cominciò ad essere celebrata in Egitto a partire dal V secolo. Nel IV secolo la pellegrina Egeria da Bordeaux riferisce di una Festa della Nascita che era considerata, in quei luoghi, la data della Natività del Cristo.

Probabilmente San Giovanni Crisostomo, nel 386, spronò la sua comunità ad unirsi per festeggiare la nascita del Cristo il 25 dicembre, in quanto già una parte di loro la festeggiava da 10 anni.

 

Prima categoria: simbolismo cristiano

Questo primo gruppo di ipotesi spiega la data del 25 dicembre come "interna" al cristianesimo, senza apporti da altre religioni.

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Un'ipotesi afferma che la data del Natale si fonda sulla data della morte di Gesù o Venerdì Santo. Dato che la data esatta della morte di Gesù nei Vangeli non è specificata, i primi Cristiani hanno pensato di circoscriverla tra il 25 marzo e il 6 aprile. Poi per calcolare la data di nascita di Gesù, hanno seguito l'antica idea che i profeti del Vecchio Testamento morirono ad una "era integrale", corrispondente all'anniversario della loro nascita. Secondo questa ipotesi Gesù morì nell'anniversario della sua Incarnazione o concezione, così la sua data di nascita avrebbe dovuto cadere nove mesi dopo la data del Venerdì Santo, il 25 Dicembre o 6 Gennaio.

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Un'altra ipotesi invece vede la data del Natale come conseguenza di quella dell'annunciazione, il 25 marzo. Si riteneva infatti che l'equinozio di primavera, giorno perfetto in quanto equilibrato fra notte e giorno, fosse il più adatto per il concepimento del redentore. Da qui la data del Natale, nove mesi dopo.

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Il sorgere del sole e la luce sono simboli usati nel cristianesimo e nella bibbia. Ad esempio nel vangelo di Luca, Zaccaria, il padre di Giovanni battista, descrive la futura nascita di Cristo, come "verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge". Il natale, nel periodo dell'anno in cui il giorno comincia ad allungarsi, potrebbe essere legato a questo simbolismo.

Seconda categoria: assorbimento di festività precedenti

Questo secondo gruppo di ipotesi spiega la data del 25 dicembre come "esterna" al cristianesimo, come un tentativo di assorbimento di culti precedenti al cristianesimo con la sovrapposizione di festività cristiane a feste di altre religioni antiche.

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C'è chi afferma che la nascita del Cristo derivi dalla tradizione e dalla festa ebraica della luce, la Hanukkah, che cade il venticinquesimo giorno di Kislev e all'inizio del Tevet. Il mese di Kislev è comunemente accettato come coincidere con dicembre. Sotto l'antico Calendario Giuliano, per scelta popolare, la nascita di Cristo venne fissata al 5 AC, il venticinquesimo giorno di Kislev. In questo senso il cristianesimo avrebbe ripetuto quanto già fatto per le principali festività cristiane come pasqua o pentecoste, che sono derivate dalle corrispondenti festività ebraiche.

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Il 25 dicembre, nell'antica Roma, si festeggiava la festa del dio Mitra (Dio del Sole), divinità che godeva di molta importanza nell'antica Roma e nei territori colonizzati. Il natale avrebbe sostituito questa festa.

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Un altra ipotesi suggerisce che i primi cristiani abbiano derivato il giorno del Natale da diverse festività celebrate in onore degli dei egizi e latini Osiride, Giove e Plutone, o da antichi condottieri deificati, come re Nimrod.

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Altri affermano che la data della Natività deriva dalla festa del Solstizio invernale, che nella religione germanica veniva chiamata Yule, mentre gli antichi romani festeggiavano la nascita del sole indomito (sol invictus), celebrata il giorno successivo al solstizio d'inverno, oppure dalle feste romane dei Saturnali, che però iniziavano il 17 dicembre e terminavano al massimo il 23 dicembre ed erano più simili al carnevale che al natale cristiano.

Anche sul luogo di nascita ci sono dubbi. Secondo i Vangeli Gesù nacque a Betlemme: Matteo riporta il fatto senza altri dettagli, mentre Luca spiega che Maria e Giuseppe, abitanti a Nazareth, si trovavano in quel momento a Betlemme a causa di un censimento. In seguito (dopo un periodo trascorso in Egitto, secondo Matteo) ritornarono a Nazareth, dove Gesù trascorse la sua giovinezza.

Una parte di critici però ritiene che Gesù sia invece nato a Nazareth e che gli evangelisti abbiano fatto risalire il luogo di nascita a Betlemme per compatibilità con il Vecchio Testamento, dove è predetto che sarà proprio la città in esame a dare i natali al Messia d'Israele.

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