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" VIDEO GIOCHI E POI MUORI "

Non vietate i giochi violenti

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Il fatto (cronaca del 14-11-06): Un'authority per vietare i giochi violenti. La richiesta arriva dal ministro della Giustizia, Clemente Mastella, in Aula alla Camera nel corso dell'informativa urgente sulle iniziative tese ad impedire la vendita di videogiochi che favoriscono la violenza alla luce di quanto accaduto con il videogame «Rule of Rose», in cui una giovanissima viene sepolta viva. «Sono indignato per il livello di efferatezza e abiezione a cui possono giungere i videogiochi che finiscono nelle mani di bambini e ragazzi» ha affermato il Guardasigilli.

 

"Rule of Rose" è solo un videogioco! Non è violento più di altri... ma è "scorretto" nei confronti della solita idea di un'adolescenza-Biancaneve, quindi "non tollerabile".

Ma davvero qualcuno crede ancora che un ragazzino che gioca possa rimanere traumatizzato dal gioco ?

Il punto, a mio parere, è un altro: la mentalità censoria dei nostri politici e della società. Il "non piace a me" e il "turba me" diventa "non piace a nessuno e turba tutti". Si parla di efferatezza... ma dove sta ? In questo gioco niente fa pensare a qualcosa di reale e di possibile. Un gioco è un gioco, non è possibile dargli la qualità di interpretazione della realtà. Né, a mio parere, una funzione di "terrorizzatore" di chi lo utilizza: sarebbe sciocco, infatti, che i progettisti abbiano voluto terrorizzare i loro clienti... E se lo fanno, significa che la presunta violenza è un condimento apprezzato.

D'altra parte, vorrei dire ai nostri censori, cos'erano, se non genuino terrorismo, i racconti dei nostri nonni sull'Uomo Nero e sui pericoli della masturbazione ?

E cos'è, oggi, la funzione di molte famiglie se non quella di terrorizzare i figli contro un mondo intasato di pedofili e delinquenti extracomunitari ?

Le campane di vetro sotto cui vogliamo crescere i giovani sono fragili e ingiuste, oltre che fonti di paradosso: proteggiamo i nostri figli da un videogioco che nemmeno sappiamo come farebbe a danneggiarli, ma li lasciamo liberi davanti alla tv ogni sera mentre il telegiornale li ammorba con delitti veri, con disastri veri, con efferatezze vere !

Pensiamo che un videogioco possa turbarli, ma non riflettiamo su quel che può capitare loro ogni giorno in strada, a scuola, in parrocchia. Vorremmo i ragazzi difesi da tutto e da tutti, ma non sappiamo niente di cos'è una difesa.

E spesso, sempre più spesso, quei ragazzi andrebbero difesi proprio dai genitori, dai prof, dai preti, dai politici: perché quelli là li costringono ad avere le paure che loro nutrono, li costringono alle idee che loro hanno, li costringono al mondo che loro stanno costruendo senza il permesso dei giovani.

E questo è violento assai, e assai dannoso, altro che videogioco !

QUANDO I GIOVANI CAPIRANNO QUESTO,

FINALMENTE CI SARA' UNA VERA RIVOLUZIONE !