Ci vogliono tutti preti e monache ?
La notizia, riportata da giornali e tv a partire dal 16 marzo 2007, è qui riassunta:
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L'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ha vietato le immagini pornografiche in tv in tutta la programmazione, ore notturne comprese. Sono esclusi i programmi criptati e protetti da un codice che ne impedisca l'accesso ai minori. In sostanza, si individuano forme di cautela che devono caratterizzare la programmazione in tutte le ore della giornata, anche al di fuori della cosiddetta "fascia protetta". ''Pornografica'', spiega l'Agcom, è ''la descrizione, l'illustrazione o la rappresentazione, visiva e/o verbale, di soggetti erotici e di atti o attività attinenti alla sfera sessuale, che risulti offensiva del pudore'', che cioè esula ''dalla riservatezza tipica delle manifestazioni relative alla vita sessuale'' o è ''finalizzata alla eccitazione erotica o alla stimolazione dell'istinto sessuale'' o ancora è ''connotata da gratuità rispetto al contesto narrativo e priva di elementi redimenti che, alla luce dello stesso contesto, ne giustifichino la presenza''. Due giorni fa, la Cassazione - dando ragione proprio a un ricorso dell'Agcom - aveva ribadito che gli spot a luci rosse che promuovono in tv, anche se nelle ore notturne, ''l'uso di linee telefoniche erotiche'', sono vietati a tutela dei minori e l'emittente che li trasmette deve essere multata pesantemente, come se fossero veri e propri programmi pornografici e non semplici messaggi pubblicitari. |
Per fortuna, c'è anche una voce autorevole che si differisce dall'orchestra di oche, Vladimir Luxuria, deputata di Rifondazione Comunista: «In Italia esiste già una legge che proibisce di trasmettere film pornografici. Questa nuova ondata censoria, con la decisione di vietare la rappresentazione anche verbale di soggetti erotici, non avrebbe consentito, ad esempio, la trasmissione di programmi di intrattenimento che nulla hanno a che fare con le linee erotiche. Secondo le nuove disposizioni si salvano solo immagini il cui valore artistico è riconosciuto da un'autorità che si appropria, in questo modo, di una competenza di giudizio troppo discrezionale e pericolosa». «Credo - conclude Luxuria - che di questo passo torneremo ai tempi in cui si censurava l'ombelico della Carrà o si imponevano pesanti calzamaglie alle gemelle
Come non essere d'accordo? Ma hanno deciso di farci diventare tutti preti e monache? Non è comprensibile il perché di tanto accanimento contro tutto ciò che è sesso (che per i moralisti equivale a porno). Dopo aver ripulito la società di tutto il sesso, cosa rimarrà? Rimarranno i parrucconi che si scandalizzano, rimarranno i masturbatori che si nascondono, rimarranno i pii e i santi che violentano bambini ma nessuno li scopre.
Indìco un concorso pubblico: 1 miliardo di euri a chi prova scientificamente che le immagini pornografiche fanno male (non importa a chi) in un qualunque modo. Partecipate numerosi! Tanto...