Home

Notizie

Ma che notizia è...?

Possiamo fare a meno delle notizie? Io potrei, anzi auspicherei di ritrovarmi in un mondo senza la circolazione cervellotica, caotica e ingestibile delle notizie. Da qualche tempo, mi annoio a seguire i telegiornali, do solo uno sguardo distratto ai quotidiani, leggiucchio su internet spesso senza coinvolgimento. Mi sono rimbecillito? Non credo. Però ho sviluppato di molto il cinismo intellettuale che ho sempre avuto. Forse è questo? A me pare che "la notizia" informativa e utile sia quasi sparita. Vedo il proliferare solo di cronaca - soprattutto nera - in quantità abnorme e saturante, cronaca che non mi interessa per niente. E che non capisco bene come possa interessare gli altri, quindi come possa essere utile e progressiva per l'Umanità. Tizio ha ucciso Caio, e allora? In tale città è accaduto un incidente, e allora? Gli stupri sono aumentati, e allora? Quel tale re sposerà un'imbecille, e allora? Il ministro Sempronio sta all'ospedale, e allora? Il papa ha emanato una scoreggia, e allora?

Tutte queste vicende ammantate di interesse preconfezionato e forzato non servono a niente. Il giornalismo è diventato (sembra a me che sia diventato, è ovvio) una notizia di per sé, un produttore di notizie inesistenti, e quindi un creatore di interessi che altrimenti non ci sarebbero. In più, vi colgo un effetto secondario assai pericoloso: la creazione e la gestione di un certo consenso (o dissenso). Vuoi spaventare la gente? Comincia a sottolineare e a drammatizzare i problemi di sicurezza. Vuoi ottenere un popolo di pacifisti ottusi? Spiattella le retoriche più buoniste che conosci. Vuoi che chiunque consideri internet il sito demoniaco delle nefandezze umane? Fai diventare milioni e crudeli i pedofili che lo frequentano. Aspiri a una società ecologica e naturalista? Crocifiggi gli scarichi delle auto e il sistema-spazzatura. Vuoi che i cittadini non ragionino? Intasa giornali e tv di oroscopi, di preti e di veggenti.

Gli esempi possono essere infiniti. Ma tutti rimandano a un giornalismo sempre più somigliante alla politica, anzi a un tipo di politica-regime di stampo economicistico, che prima s'industria a sobillare e a creare ex-novo "una necessità" e poi a congegnare leggi e regolamenti che risolvano il problema che essa stessa ha creato (o drammatizzato).

No, grazie. Questi meccanismi non mi appartengono. Fortunatamente sono abbastanza in grado di separare le cretinate (Rubrica: "Ma che notizia è...?) dalle notizie per me formative. Il problema semmai è degli altri, di quelli che non hanno le risorse personali e sociali per scegliere. Questi continueranno a inquinare il mondo di pensiero sciocco e di lavorìo oscurantista. Come insegnante, mi preoccupo di salvare il salvabile; ma di fronte a missioni impossibili, la maggioranza, preferisco desistere e limitarmi a curare e a difendere i miei interessi.  

Home procreazione costituzione europea madonnina internet inferno