OPUS DEI
la fisionomia e i nomi eccellenti [vai]
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dal 5-2-07
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Un articolo di Rita Pennarola, pubblicato per la prima volta su La Voce della Campania di cui è condirettore, e rilanciato da Kelebek (Miguel Martinez). Questo lavoro di ricerca deve il primo impulso a Filorosso di Verona. Da leggere nel contesto generale del fenomeno dei cristianisti o teocon, movimento polimorfo che cerca di sfruttare politicamente e in senso occidentalista la cultura religiosa italiana. Qui lo adatto al mio stile, che è informativo e, quando possibile, sintetico a scopo didattico. |
Fondata nel 1928 a Madrid
da monsignor Escrivà ed assurta a prelatura personale (vale a dire che risponde
esclusivamente a Giovanni Paolo II) nel 1982, l'Opus Dei rappresenta la più
potente multinazionale dell'educazione religiosa e fattura - secondo stime della
stampa cattolica dissidente - non meno di 30 milioni di dollari al mese.
Lungo l'asse Spagna-Italia si muove la teoria occulta (sui nomi degli iscritti
vige la consegna rigida del segreto) dei circa 84 mila aderenti all'Opus,
ripercorrendo così il cammino del fondatore, che dal 1946 si era trasferito
nella capitale italiana fino alla morte, avvenuta nel 1975. Suo successore
nell'imponente sede pariolina di Palazzo Tevere, in viale Bruno Buozzi, era
stato monsignor Alvarez del Portillo, scomparso nel '94, cui è succeduto
l'attuale prelato Javier Echevarria, 70 anni, madrileno, grande protagonista
delle celebrazioni del 6 ottobre scorso per la santificazione di Escrivà.
E al gemellaggio tra le due nazioni si deve anche la presenza costante accanto
al pontefice, in qualità di portavoce vaticano, del leader opusdeista spagnolo
Joaquin Navarro Valls, ex torero, ex medico, poi giornalista, attraverso
cui filtra qualsiasi notizia in arrivo dalla Santa Sede.
Autentico business core dell'Opus è la Fondazione Rui (Residenze Universitarie
Internazionali), con le numerose ramificazioni imprenditoriali ad essa connesse
nei cinque continenti (dal Faes, la potente associazione di genitori cattolici
che gestisce ovunque scuole private per fanciulle, fino ad Elis e Safi, cui
fanno capo centinaia di istituti di formazione professionale riconosciuti dal
ministero).
Con quartier generale in via Ventuno Aprile, sempre nella capitale, ed una
seconda roccaforte a Milano in via Mascheroni, Rui è attualmente diretta da un
ingegnere, Alfredo Razzano, opusdeista della prima ora. Fondata a maggio 1959 su
iniziativa di imprenditori italiani di grosso calibro, da Piero Lucchini a
Fausto Moneta, Rui ha potuto contare fin dall'inizio su centinaia di sostenitori
ufficiali tanto nelle fila del Rotary che in quelle dell'Ucid, colosso
associativo di imprenditori cattolici che vede attualmente ai suoi vertici i
simpatizzanti dell'Opus Alberto Falck e Pierferdinando Casini, presidente
della Camera. Sempre nel '59, a settembre, la Rui viene già eretta ad ente
morale su proposta del ministero della Pubblica Istruzione con il quale, da
allora e fino a tutt'oggi, intrattiene uno strettissimo rapporto. Al punto che
lo Stato italiano nel 1986 emana un apposito provvedimento per dichiarare
deducibili dalle tasse i contributi versati dai privati cittadini alla Rui.
Sono 12 i collegi universitari che promanano direttamente dalla fondazione
opusdeista: tre nella capitale (Valle delle Palme, Celimontano ed il
recentissimo Porta Nevia sulla Laurentina, che offre alle studentesse bene
servizi alberghieri e di tutoraggio in un complesso residenziale dotato di aula
magna da 150 posti, cinque sale studi, music room e cappella da 120 posti), due
nella postazione strategica di Verona (dove ha sede anche la dinasty dei Blasi,
cofondatrice della Rui ed attualmente ai vertici di Cariverona, con Paolo Blasi
appena entrato nel cda di Mediobanca), uno a Palermo e Bologna, due a Genova e
tre a Milano. Sono le residenze Viscontea, Torrione e, soprattutto, la famosa
Torrescalla, mitico tempio del primo sodalizio fra
Marcello Dell'Utri
e Silvio Berlusconi. "Ho visto Silvio la prima volta all'università
Statale di Milano nel '61", raccontava il senatore forzista qualche anno fa. A
farli incontrare era stato "un amico comune, Bruno Padula, oggi sacerdote dell'Opus
Dei". Primo organismo nato dall'intesa fu una squadra di calcio: "Silvio era il
presidente, io allenavo - ricorda ancora Dell'Utri - e suo fratello Paolo
giocava da centravanti". "Si chiamava - conclude - Torrescalla, dal nome della
residenza universitaria dell'Opus dove io vivevo, e dove avevamo messo la sede
della squadra".
Direttore
di Torrescalla, che sorge in un parco e dispone di piscina, campi da tennis e
palestra, è attualmente Renzo Arborea, coadiuvato da Marco Giorgino ed Antonio
Torello. Fra le presenze ricorrenti in occasione di convegni organizzati dalla
residenza milanese, spiccano quelle di Umberto Di Capua, numero due di
Assolombarda nonché general manager di ABB Italia, ed Ettore Barnabei, ex
patron della Rai ed attuale presidente di Lux Video. In prima fila per la
santificazione di Escrivà, ma presenza fissa anche in occasione di analoghi
appuntamenti per celebrare il fondatore, Bernabei avrebbe già in tasca
l'autorizzazione per girare un film sulla vita di Giovanni Paolo II all'indomani
della sua scomparsa, grazie alla perfetta intesa con le gerarchie dell'Opus:
quelle stesse alte sfere che avrebbero designato da tempo alla successione di
Wojtyla il neo cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi, altra figura
carismatica per i seguaci di Escrivà.
Intanto, chi non dimentica i tempi di Torrescalla è proprio lui, il premier
Berlusconi, che all'inaugurazione dell'anno accademico 2001-2002 dell'elitaria
location meneghina ha inviato il suo braccio destro Fedele Confalonieri,
autore di un lungo intervento sul ruolo della tv privata nella formazione dei
giovani all'interno della famiglia. Con lui, al tavolo dei relatori, anche l'ex
presidente della Ras Assicurazioni Umberto Zanni e la senatrice Ombretta
Fumagalli Carulli, entrambi presenze assidue alle convention opusdeiste da
un capo all'altro della penisola. Assente "giustificato" Marcello Dell'Utri,
alle prese con i postumi della condanna definitiva (2 anni e 3 mesi di carcere)
per false fatturazioni e frode fiscale continuata, e soprattutto invischiato nel
processo di Palermo, che lo vede imputato per concorso esterno in associazione
mafiosa.
Di "santa mafia" ha parlato il quotidiano il manifesto a proposito della
santificazione di Escrivà, riferendosi al lobbismo della struttura ed in
particolare alla segretezza sulle affiliazioni, di cui esiste traccia solo nel
sancta sanctorum di Palazzo Tevere, con tanto di schede, foto, qualifica (si va
dai numerari, celibi ma laici, ai soprannumerari, fedelissimi sposati e con
prole, fino ai soci cooperatori, professionisti di provata fede nell'Opus). In
realtà, secondo attenti osservatori, il paragone più calzante sarebbe quello con
una "santa massoneria", dal momento che assai simili, soprattutto dal punto di
vista dell'elitarismo di cui è permeato il loro credo, appaiono gli ideali delle
due diverse consorterie.
Una riprova arriva dalle dichiarazioni del Gran Maestro della Gran Loggia
Regolare d'Italia Fabio Venzi, secondo il quale "alcuni massoni sono nell'Opus
Dei e alcuni membri dell'Opus Dei sono in Massoneria", anche perché "queste
organizzazioni si propongono di raggiungere pressappoco le stesse finalità". E
conclude ammettendo che "esiste un dialogo tra i membri delle due organizzazioni
vuoi per semplice amicizia, vuoi per questioni professionali".
Niente intrecci precostituiti, dunque, ma forti affinità, con percorsi che molto
spesso s'incontrano. Nelle segrete stanze del potere. E qualche volta anche alla
luce del sole. Succede, ad esempio, durante le kermesse mondano-religiose che
costellano la vita dell'Opus e delle sue attività imprenditoriali targate Rui.
Fra le quali spiccano altri due incrociatori: il Campus Biomedico e la
Pontificia Università della Santa Croce, entrambi nella capitale.
Partiamo
dal Campus e torniamo subito alla Fondazione Rui nel segno di Vincenzo
Lorenzelli, contemporaneamente rettore del primo e presidente della seconda. Chi
è Lorenzelli? Il suo nome è rimbalzato in sede parlamentare a fine dello scorso
anno, quando è stato nominato presidente di Carige Nuova Vita spa. Al centro
della polemica, una questione di incompatibilità all'interno dell'omonimo gruppo
bancario, in cui Lorenzelli rivestiva già un'altra importante carica, quella di
presidente della Fondazione Carige.
Dell'affiliazione all'Opus Lorenzelli non fa mistero "ma - tiene a precisare in
un'intervista a Repubblica - la Prelatura non gestisce il Campus", anche se
"vigila su di esso - aggiunge - offrendo l'assistenza pastorale e l'orientamento
dottrinale delle attività formative".
Senza contare la messe di convegni cultural-mondani, in cui spiccano alcuni fra
i più bei nomi dell'imprenditoria nazionale: dal già citato Alberto Falck
all'editore Leonardo Mondadori, entrambi presenti al Gran Galà di Villa
Sormani Marzorati, organizzato due anni fa dalla contessa Maria Teresa Parea Uva
per finanziare le attività universitarie dell'Opus. E ancora, Giancarlo Elia
Valori (negli archivi della Loggia P2 fu ritrovato un intero schedario dedicato
all'Opus), il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci,
il numero uno Farmindustria Giampiero Leoni e Carlo Caruso, direttore
dell'ospedale San Raffaele, tutti partecipanti alla giornata della ricerca,
organizzata nel marzo scorso presso la sede del Campus Biomedico. E poi l'ex
presidente della struttura, il già nominato Umberto Zanni (cui è succeduto Paolo
Arullani, attualmente in carica), il direttore del Tg1 Alberto Del Noce,
corso a moderare, giusto un anno fa, il convegno dall'emblematico titolo "Il
significato nel dolore nell'insegnamento del Beato Josemaria Escrivà", e perfino
Alberto Sordi che, sfatando la proverbiale fama di tirchio, ha donato
parte del terreno su cui è stata edificata una nuova ala del Campus in zona
Trigoria, nei dintorni della capitale. A un passo dal quartier generale della
Roma presieduta dall'amico Franco Sensi.
Personaggio chiave dell'establishment opusdeista nazionale, Lorenzelli siede
anche nel comitato scientifico della Pontificia Università della Santa Croce,
sede a Roma in Palazzo dell'Apollinare. Suo Gran Cancelliere è lo stesso prelato
dell'Opus Di Javier Echevarria autore, nel luglio scorso, della nomina del
reverendo Mariano Fazio, origini argentine, quarantadue anni, a nuovo rettore
dell'ateneo. Nelle cui sale, intanto, cresce l'attesa per il prossimo 26
novembre, quando verrà conferita la laurea honoris causa in Teologia al
'papabilÈ per eccellenza: il cardinale Dionigi Tettamanzi.
C'è anche
lei, Susanna Tamaro, la reginetta del connubio tra spiritualità &
business editoriali, nel novero delle grandi firme che scrivono per Ares,
la casa editrice milanese dell' Opus Dei votata a diffondere il Verbo del neo
santo Escrivà de Balaguer, di cui edita l'opera omnia in un'apposita collana.
Per i tipi di Ares la Tamaro ha pubblicato il suo libro più intimo, una sorta di
autobiografia dell'anima intitolata Verso Casa. Fondata nel 1956 in
contemporanea col decollo, in Italia, di moloch educativi coma la Fondazione Rui,
anche Ares riceve subito l'imprimatur ufficiale con l'erezione ad ente morale
avvenuta per decreto del capo dello Stato nel 1966. Scorrendo la lista di coloro
che hanno affidato in questi anni all'editrice dell'Opus i propri manoscritti si
incontrano griffe prevedibili ed altisonanti - come quelle dei cardinali
Giacomo Biffi e
Joseph Ratzinger, o di Rocco Buttiglione - accanto a nomi finora mai
inseriti fra i cantori delle lodi di Escrivà.
Cominciamo da Massimo Caprara. Proprio lui, l'uomo che un tempo sussurrava a
Togliatti. Il
passaggio nelle fila del Polo deve aver coinciso con la scoperta di un cuore
opusdeista, sulle note del quale il Nostro si abbandona a due libri in odor di
pentimento: le duecento e passa pagine di
Gramsci e i suoi
carcerieri e, poco dopo, Paesaggi con figure, destinato a purgare il lettore d'
ogni residuo di "totalitarismo comunista".
Restiamo sulla sponda ex
marxista e precisamente nella fu Telekabul, il Tg3: il suo vaticanista di
punta, Aldo Maria Valli, pubblica per Ares ben due volumi: Affetti
speciali e A noi la linea, destinati a mostrare come sia possibile trasformare
la tv in un mezzo educazionale per famiglie.
Per completare l'opera, Ares pubblica il lungo racconto confessione di Leonardo
Marino Così uccidemmo il commissario Calabresi: questo l'esplicito titolo "per
far comprendere - scrivono gli editori nella presentazione - le ragioni della
condanna di Adriano Sofri
ed Ovidio Bompressi".
Le corazzate di Ares restano comunque Studi Cattolici e Fogli,
massime esternazioni del pensiero opusdeista contemporaneo. Al primo, con
cadenza mensile e diretto da Cesare Cavalleri, hanno collaborato, tra gli altri,
Gianni Baget Bozzo,
Ombretta Fumagalli Carulli,
Vittorio Mathieu, nonché gli stessi Aldo Maria Valli e Susanna Tamaro.
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A Napoli "Escrivà
ci insegnò che la povertà cristiana non coincide con lo squallore e che si
può, si deve essere devoti, ma non guasta esserlo con la cravatta giusta,
se laici; e, se preti, con eleganti gemelli ai polsini, come sempre fece
egli stesso". Parola di
Vittorio
Messori, tra i biografi del fondatore più accreditati nelle alte
sfere della Prelatura. Un dettato preso alla lettera dai seguaci
partenopei, tutti appartenenti alle classi borghesi maggiormente elitarie
e facoltose. Noncuranti delle maldicenze sul santo (che, secondo quanto
pubblicato di recente da Le Monde Diplomatique, amava "farsi trasportare
in una cadillac nera" ed "aveva ottenuto dall'amico Francisco Franco il
titolo di marchese di Peralta"), gli adepti nostrani continuano a
flagellarsi periodicamente nell'intimo delle mura domestiche. |
LA LISTA
[LEGENDA - MILITANTE: iscritto o
comunque appartenente alla nomenklatura dell'Opus Dei; SOSTENITORE: molto vicino
alle iniziative dell'Opus Dei; SIMPATIZZANTE: assiduo alle manifestazioni
organizzate dall'Opus Dei; OSPITE: presente anche in forma occasionale ad
iniziative organizzate dall'Opus Dei o da sigle ad essa notoriamente collegate]