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ora di religione a scuola:
preoccupazioni dell'Unicef
Risalgono a quattro anni fa, le Osservazioni conclusive rivolte all’Italia dal Comitato sui diritti dell’infanzia. L’esame del Rapporto italiano è avvenuto il 31 gennaio 2003. Vi si può leggere quanto segue:
Libertà di pensiero
29. Il Comitato esprime preoccupazione
relativamente al fatto che, come indicato nel rapporto dello Stato parte [par.147],
i bambini, soprattutto nelle scuole elementari, possano essere emarginati se si
astengono dall’insegnamento religioso, incentrato essenzialmente sulla
confessione cattolica. Inoltre, il Comitato esprime preoccupazione per il fatto
che i genitori, in particolar modo quelli di origine straniera, non sempre sono
al corrente della non obbligatorietà dell’educazione religiosa.
30. Ai sensi degli artt. 2, 14 e 29 della Convenzione, il Comitato raccomanda che lo Stato parte assicuri che i genitori, in particolare quelli di origine straniera, quando compilano i relativi moduli, siano a conoscenza della non obbligatorietà dell’educazione religiosa cattolica.
Quattro anni dopo la situazione è identica. Ministri dell’istruzione come Moratti e Fioroni si farebbero mettere ai ceppi, piuttosto che togliere qualche opportunità riservata alla Chiesa cattolica.
(fonte Uaar)