pacs
le voci contro
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Non
dall’altro ieri, ho seri dubbi, di natura legale, sulla proposta
dell’istituzione dei Pacs. Nei Pacs, sono compresi, soprattutto, casi di famiglia. Due persone che non contraggono matrimonio e che hanno figli. E’ difficile non riconoscere in essi appunto una famiglia, anche se non fondata sul matrimonio. Che succede coi Pacs? Che l’ordinamento giuridico favorirebbe la famiglia non fondata sul matrimonio, celando il suo statuto di famiglia, nella forma di un patto fra una coppia. Perché favorirebbe? Perché dà medesimi diritti e riconoscimento senza l’inconveniente del divorzio e dei tempi di separazione, senza pubblicazioni ecc. Chi, se non per motivi religiosi, sarebbe così stupido da contrarre il matrimonio, se non dà altro che inconvenienti? Ancora: se due persone si sono sposate civilmente lo scorso anno, non potranno anch’esse accampare il diritto di potersi sciogliere con un semplice atto di volontà immediata. E, dato che, di fatto, la loro condizione non è in nulla differente dai contraenti di un Pacs, la legge non sarebbe più uguale per tutti. Ecco la prima incongruenza: i Pacs farebbero sì che nell’ordinamento giuridico, cose uguali (due persone con figli) siano normate in modo differente. Sarebbe più giusto che la legge dicesse: bene, vuoi i diritti e non vuoi sposarti civilmente? Fai un patto, e ti considero sposato, alle medesime condizioni degli sposati. (e poi magari rivedo le norme sul divorzio, se voglio davvero alleggerirle di fatto). Altrimenti, è una revisione mascherata del diritto di famiglia e dell’istituto del matrimonio, e l’accusa di ipocrisia è ben legittima. In
realtà, a me pare evidente che il *come* dell’art. 29, non voglia
significare che ci sia famiglia solo nel caso in cui si contragga il
matrimonio, e sia un caso particolare fra tanti, e che la formazione sociale
che consegue ad una coppia more uxorio con figli non sia una
famiglia e possa essere pertanto normata in modo diverso.
Mi pare evidente che la Costituzione
intenda esprimere un favore e una priorità all’istituto del matrimonio per
garantire la *formazione sociale* della *famiglia come società naturale*.
Pertanto, mi pare anticostituzionale fare una legge che invece favorisca
altre modalità di fondazione della famiglia (peraltro, negando di
fatto e astutamente che sia una famiglia, e parlando solo di coppia, come se
le conseguenze dell’unione di coppia fossero del tutto insignificanti). Non ho
invece obiezioni di sorta a proposito dei Pacs riguardanti persone che non
possono costituire famiglia. Ad esempio, una coppia omosessuale. Infatti,
in quel caso, è chiaro che i Pacs garantiscano formazioni sociali non
altrimenti garantite. Mi pare che i termini della questione entro cui si svolge il dibattito sui Pacs, esulano da tali principi costituzionali, che invece devono essere tenuti ben presenti, invece di far finta che non esistano. Attualmente, si può parlare solo di pacsticcio, perchè attraverso i Pacs si regolano in modo differente due realtà identiche (famiglie di fatto o con matrimonio) e in modo identico due cose diverse (coppie non potenzialmente famiglia, e famiglie di fatto). Ogni muro contro muro, ogni presa di posizione aprioristica, ideologica, o sentimentale non può che sfavorire il dibattito razionale su questo tema. |