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La direttiva Ue numero 2004/38/CE

sulla "libera circolazione di cittadini e familiari" dell'Unione all'interno dei confini della Ue

 

"Libera circolazione di cittadini e familiari" dell'Unione all'interno dei confini della Ue: la direttiva spiega chi siano da ritenere i "cittadini" e fin qui nulla di strano perché si stabilisce che è qualsiasi persona avente la cittadinanza di uno Stato membro. I problemi sorgono sulla definizione di familiari perché oltre ai discendenti e ascendenti diretti si prevedono il coniuge (e anche qui nessun problema) o il "partner che abbia contratto con il cittadino dell'Unione registrata sulla base della legislazione di uno Stato membro, qualora la legislazione dello Stato membro ospitante equipari l'unione registrata al matrimonio e nel rispetto delle condizioni previste dalla pertinente legislazione dello Stato membro ospitante". In altre parole è il tema dei pacs o delle unioni di fatto riconosciute civilmente.

Fermo restando che la materia regola (per ora) i cittadini europei "stranieri" che hanno una legge sulle unioni di fatto e non investe gli italiani, è comunque un fatto che la questione approda formalmente in parlamento dove si potrà completare il recepimento della direttiva con norme che riguardino eventualmente anche gli italiani senza aspettare i prevedibili ricorsi alla magistratura.

La direttiva Ue, dunque, se non immette le unioni di fatto nell'ordinamento giuridico italiano è di fatto una sollecitazione al legislatore italiano a regolare la materia.