Precedente Home Su Successiva

I pacs (vedi) l'ennesimo "demone"? Il Vaticano, "esperto" di demoni, pensa che l'ultima proposta di ddl (vedi) lo sia. Soprattutto in un'Italia al cui governo oggi stanno "i comunisti", gli eterni nemici (come si possa dire comunista Prodi, non è dato sapere). Il punto su cui sembra essere ottuso il quotidiano del Vaticano è che il concetto di famiglia non può essere sempre e solo quello cattolico: papà / maschio e mamma / femmina sposati in chiesa e produttori di bambini biondi e paffuti. Ci sono anche, per esempio, fidanzati che non vogliono sposarsi ma che vogliono comunque vivere insieme; ci sono amici che per motivi loro decidono di convivere, divorziati, vedovi, singles con o senza figli a carico, omosessuali maschi o femmine che si amano. Non sono « famiglie », queste? Certo, famiglie non di tipo cattolico, ma famiglie a tutti gli effetti. Perché non devono avere gli stessi diritti civili delle famiglie modello cattolico? Se uno di quegli amici conviventi, uno dei due divorziati, uno dei due vedovi o dei due omosessuali, muore, il superstite non ha diritto alla reversibilità della pensione; se uno dei suddetti va a far visita al convivente in ospedale, non viene riconosciuto come "famigliare" ma estraneo come ogni altro; i figli delle coppie conviventi non sposate sono bambini di serie b; e si potrebbe continuare con altre più o meno cocenti discriminazioni. Tutto ciò, agl'occhi del Vaticano, poco importa di fronte all'ideologico principio di proteggere la forma di famiglia di sua proprietà, peraltro che già si spappola di suo (coi divorzi e le convivenze forzate dalla presenza dei figli) e recede dalla presunta sacralità di fronte al fatto che è sempre più bacino privilegiato di violenze domestiche e sessuali.

     

Coppie di fatto,"Sradica la famiglia"

L'Osservatore Romano commenta il futuro ddl

Da sito di tgcom

 

9 dicembre 2006 - "Con l'annuncio dell'impegno del governo a produrre un disegno di legge sulle unioni civili si è ribadito nuovamente il carattere ipocrita di iniziative che mirano esclusivamente ad accreditare una forma alternativa di famiglia". Così l'Osservatore Romano commenta l'annuncio del Ddl sulle coppie di fatto. "Chi difende queste unioni afferma anche che riconoscerle non arreca alcun danno alla famiglia. È una menzogna".

 

L'Osservatore romano afferma che ''sradicare la famiglia è la priorità della politica italiana'', dopo l'annuncio dell'esecutivo che ''a gennaio sarà pronto un ddl sulle coppie di fatto''. Piu' pacatamente l'Avvenire dichiara che i cattolici italiani ''senza sicumera ma con serena determinazionÈ' si impegneranno sulle unioni di fatto come fecero nel referendum sulla procreazione assistita. È netta la contrarietà della Chiesa italiana a una regolamentazione delle coppie di fatto, dopo che la questione è stata stralciata dalla Finanziaria ma rimandata a un disegno di legge del prossimo gennaio.

Intanto il cardinale Giovanni Battista Re spiega che ''se vogliamo salvare la famiglia non possiamo mettere sullo stesso piano queste forme di unionÈ' perché facendolo ''si perde il senso del matrimonio tra uomo e donna''. Per l'Osservatore romano dunque quella sulla regolamentazione è una ''battaglia senza senso'', in cui traspare il ''carattere ipocrita'' di iniziative che ''mirano esclusivamente ad accreditare una forma alternativa di famiglia''. Il giornale vaticano teme una ''legislazione parallela'' che trasformi il matrimonio in un ''istituto relativo'' finendo per ''equipararÈ' coppie di fatto e coppie sposate, con ''qualche chance di essere resa obbligatoria dalla stessa CostituzionÈ.

Il quotidiano considera inoltre ''un paravento'' ''certe dichiarazioni rassicuranti'' all'interno della maggioranza e cita a questo proposito il ministro Paolo Ferrero. L'Avvenire, che ieri aveva espresso soddisfazione per lo stralcio della questione dalla Finanziaria, si prepara ora a dar battaglia, in vista della presentazione del ddl e teme che i grandi media italiani vogliano far passare l'idea che le coppie di fatto siano una ''vera conquista civilÈ'.

Per i cattolici l'accordo raggiunto giovedì scorso dall'Unione è invece una notizia a due facce: positiva per lo stralcio della successione ereditaria delle coppie, che avrebbe regolamentato le unioni nel diritto tributario, cioè a livello di diritto pubblico; preoccupante rispetto al programma dell'Unione, visto che nell'ordine del giorno predisposto dal Governo e dai capigruppo della maggioranza, si evoca una disciplina complessiva delle unioni di fatto. Per questo Avvenire considera la vicenda uno ''spartiacque della politica italiana'', per comprendere se sia percepito il valore sociale della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna.

 

 

L'articolo originario dal sito dell'O.R.

 

L'Esecutivo annuncia che a gennaio sarà pronto un ddl sulle coppie di fatto
Natale del 2006:  sradicare la famiglia è la priorità della politica italiana

Spregevole volantinaggio durante il passaggio del Papa verso piazza di Spagna
 

ROMA, 9.
Quindici giorni a Natale. E c'è chi fa altri conti, pensa ad altre scadenze. Si parla del primo mese del prossimo anno come il traguardo per una battaglia senza senso. Una battaglia combattuta purtroppo anche da chi farebbe meglio a meditare, magari di fronte alla rappresentazione della Natività. Dunque a gennaio, almeno con il buon gusto, a questo punto fortuito, di aspettare che passino serenamente le festività natalizie, si affronterà, ha detto il Governo, la questione delle unioni di fatto. Neanche il buon gusto invece ha frenato quelli che, durante l'atto di omaggio del Santo Padre in occasione della ricorrenza dell'Immacolata Concezione, hanno voluto chiarire a tutti, con il loro spregevole volantinaggio, quale è la matrice ideologica che è dietro a certi progetti. Questo è il concetto di rispetto, di libertà, di progresso civile che questa gente ha di fronte a manifestazioni esclusivamente religiose.
Con l'annuncio dell'impegno del Governo a produrre un disegno di legge sulle unioni civili si è ribadito nuovamente il carattere ipocrita di queste iniziative che mirano esclusivamente ad accreditare una forma alternativa di famiglia. Si continua a dire che a gennaio si parlerà di "diritti individuali" e che la famiglia rimarrà una sola, quella tradizionale, che nessuno vuole mettere in pericolo. Si tratta di menzogne.
Non ha senso parlare di diritti individuali di persone alle quali è riconosciuto uno stato di "coppia" e ancora di più di diritti che hanno uno spiccato carattere pubblico, come quelli relativi ai temi previdenziali ed assistenziali. La constatazione è talmente immediata da far pensare che chi esprime certe giustificazioni abbia oltre ad assai poco rispetto per la famiglia, anche un certo disprezzo per l'intelligenza degli uditori.
Quali che siano le norme da inserire in quel disegno di legge è chiaro che il tutto andrà fatalmente a costituire una legislazione parallela a quella del diritto di famiglia, il quale diventerebbe, come lo stesso matrimonio, un istituto relativo. Chi difende le coppie di fatto, eterosessuali od omosessuali, spesso afferma anche che riconoscere queste unioni non arreca alcun danno alla famiglia. Anche questa è una, non sappiamo quanto inconsapevole, menzogna. La famiglia eterosessuale, fondata sul matrimonio, diventa inesorabilmente un fenomeno relativo:  uno dei diversi fenomeni sociali, una delle diverse forme di accoppiamento. Il passo verso la completa equiparazioni dei diritti tra coppie di fatto e coppie sposate è brevissimo. Avrebbe fra l'altro qualche chance di essere resa obbligatoria dalla stessa Costituzione. Di doveri all'interno delle coppie di fatto, poi, si parla ben poco. Si vuole dare un riconoscimento pubblico ad uno stato del tutto temporaneo e immediatamente revocabile in forma privata.
Insomma, le ipocrisie e le contraddizioni sono evidenti. Al momento, passando agli schieramenti politici, il centrosinistra mostra soddisfazione per l'impegno assunto dall'Esecutivo. Nel centrodestra, qualcuno dice "no" ai pacs, parola quest'ultima temporaneamente bandita dalle espressioni dei politici, ma altri spiegano come "le coppie omosessuali debbano essere messe nelle condizioni di scegliere la natura giuridica del loro rapporto". Intanto si sta già lavorando sul disegno di legge:  il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini ha fatto sapere che "nei prossimi giorni ultimerà il lavoro per presentare una prima bozza della legge". È già al lavoro anche il ministro per la Famiglia Rosy Bindi che, vista la materia, è convinta della necessità di "raccogliere consensi e convergenze più ampi". Il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero ha spiegato quali devono essere i riferimenti del provvedimento:  "L'equiparazione dei diritti delle persone che compongono la coppia di fatto con quelli di una coppia regolare" è per l'esponente di Rifondazione comunista, il punto essenziale. Ecco, appunto. L'ennesima conferma che certe dichiarazioni rassicuranti sono solo un paravento.

(© L'Osservatore Romano - 9-10 Dicembre 2006)

PACS: LE VOCI CONTRO