Wojtyla, il Papa che ha fallito
di HANS KÜNG
26/03/2005 - Corriere della Sera
Secondo la mia opinione, egli non è il
Papa più grande ma il più contraddittorio del XX secolo. - predica i diritti
degli uomini all'esterno ma li ha negati all'interno - predica gli ideali
femminili, vietando però alle donne la pillola e negando loro l'ordinazione -
predica contro la povertà di massa e l'indigenza ma, al tempo stesso, con la sua
posizione in merito al controllo delle nascite e all'esplosione demografica, si
è reso colpevole di questa indigenza. - propaganda una figura sacerdotale
maschile caratterizzata dal celibato ed è, quindi, il principale responsabile
della catastrofica carenza di sacerdoti - Il Papa polacco ha praticato un numero
elavatissimo di canonizzazioni tra cui l'imperatore asburgico Carlo I e il ben
poco pio fondatore dell'Opus Dei Josémaria Escrivá - ha pesantemente compromesso
i rapporti con le Chiese ortodosse e con quelle riformate ed evita il
riconoscimento dei suoi funzionari e dell'eucarestia - Questo Pontefice ha più
volte dichiarato la sua fedeltà al Concilio, per poi tradirlo nei fatti
attraverso la sua « politica interna » - ha cercato il dialogo con le religioni
del mondo, ma contemporaneamente ha disprezzato le religioni non cristiane
definendole « forme deficitarie di fede » - la sua politica reazionaria hanno
involontariamente favorito l'inimicizia nei confronti della Chiesa, se non
addirittura l'avversione contro il Cristianesimo - ha offerto nel 2000 una
pubblica confessione dei peccati per gli errori della Chiesa nel passato, senza
però trarne alcuna conseguenza pratica - Contro tutte le intenzioni del Concilio
Vaticano II, il sistema romano medioevale - un apparato di potere caratterizzato
da tratti totalitari - è stato restaurato grazie a una politica personale e
dottrinale tanto astuta quanto spietata.
Il teologo cattolico dissidente Hans Küng indica le
undici contraddizioni
che avrebbero segnato il Pontificato di Giovanni Paolo II, costringendo
milioni di credenti a una drammatica « crisi di speranza »
Predica il dialogo ma ha isolato la Chiesa. Le sue idee di fede e di morale
hanno cancellato il Concilio Vaticano II - Il Pontefice e il suo Grande
Inquisitore Ratzinger hanno creato un clima di sospetto per impedire qualsiasi
riforma e ogni possibile dissenso in Vaticano - Ha ampliato a dismisura il
sistema di potere romano. Il suo desiderio è la sottomissione delle Chiese
dell'Est e il « ritorno a casa » dei protestanti - Come faceva già a Cracovia,
concede piena fiducia all'Opus Dei, potente associazione conservatrice, in
passato compromessa con il fascismo - Una devastante politica pastorale ha
prodotto un episcopato servile e di basso livello morale: questa è l'ipoteca più
pesante del suo lungo Pontificato.
Il nome di Hans Küng, il teologo cattolico nato in Svizzera nel 1928, appare già
tra i classici del pensiero nell'Enciclopedia Britannica. Ordinato sacerdote nel
1954, docente di teologia all'università di Tubinga, Küng è nominato « peritus »
, consulente in materia teologica, da Giovanni XXIII, in occasione del Concilio
Vaticano II. Alle speranze di quella stagione rimane fedele per tutta la vita,
senza riuscire a conciliarsi con la dottrina di Giovanni Paolo II, che ha
ricondotto alla tradizione quelli che ha ritenuto gli eccessi seguiti al
Concilio. Küng, che nel 1979 è stato costretto dal Vaticano a cedere la cattedra
di teologo cattolico ufficiale, vede invece il futuro della Chiesa nell'impegno
verso la direzione indicata da Giovanni XXIII e Paolo VI, dialogo e apertura
alla società. In questo nuovo saggio polemico, Küng discute le « contraddizioni
» dell'opera di Wojtyla che hanno portato alla « crisi di speranza della Chiesa
» denunciata dal cardinale Walter Kasper. Una crisi che, a giudizio di Küng, può
risolversi solo tornando ai valori autentici del Concilio. La situazione della
Chiesa Cattolica è seria. Il Papa è gravemente malato e merita ogni compassione.
Ma la Chiesa deve vivere. Per questo, nella prospettiva di un'elezione papale,
ha bisogno di una diagnosi, di una sincera analisi svolta dal suo interno. Delle
terapie si potrà discutere dopo.
Gli oltre venticinque anni di Pontificato di Karol Wojtyla sono stati una
conferma delle critiche che già avevo espresso dopo un anno del suo
Pontificato. Secondo la mia opinione, egli non è il Papa più grande ma il
più contraddittorio del XX secolo. Un Papa dalle molte, grandi doti, e dalle
molte decisioni sbagliate! La sua « politica estera » ha preteso da tutto il
mondo conversione, riforma, dialogo. Però, in tutta contraddizione, la sua «
politica interna » ha puntato alla restaurazione dello status quo ante Concilium,
a impedire le riforme, al rifiuto del dialogo intra ecclesiastico e al dominio
assoluto di Roma. Questa contraddizione si evidenzia in undici ambiti
problematici. Riconoscendo gli aspetti positivi di questo Pontificato, mi
concentrerò quindi sui suoi aspetti critici e contraddittori.
Prima contraddizione.
Giovanni Paolo II predica i diritti degli uomini all'esterno ma li ha negati
all'interno, cioè ai vescovi, ai teologi e soprattutto alle donne.
Il Vaticano, un tempo nemico convinto dei diritti dell'uomo ma ben disposto oggi
a immischiarsi nella politica europea, continua a non poter
sottoscrivere la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo del Consiglio d'Europa:
troppi canoni del diritto ecclesiastico romano, assolutistico e medioevale,
dovrebbero prima essere modificati. La separazione dei poteri, principio
fondamentale del diritto moderno, è sconosciuta alla Chiesa Cattolica romana,
nel cui comportamento non vi è nessuna lealtà: nei casi di disputa l'autorità
vaticana funge nel contempo da legislatore, accusa e giudice.
Seconda contraddizione .
Grande ammiratore di Maria, il Wojtyla predica gli ideali femminili, vietando
però alle donne la pillola e negando loro l'ordinazione. Per molte donne
cattoliche tradizionali ( soprattutto le donne appartenenti
a ordini religiosi), l'aspetto più apprezzato di questo Papa è il suo
respingere le donne moderne, in quanto le ha escluse da tutte le consacrazioni
più importanti e considera la contraccezione appartenente alla « cultura della
morte ». Tuttavia, molte delle donne che partecipano alle manifestazioni di
massa del Papa, rifiutano la dottrina papale che si oppone ai metodi
contraccettivi.
Terza contraddizione.
Questo Pontefice predica contro la povertà di massa e l'indigenza nel mondo ma,
al tempo stesso, con la sua posizione in merito al controllo delle nascite e
all'esplosione demografica, si è reso colpevole di questa
indigenza. In occasione dei suoi numerosi viaggi e anche di fronte alla
Conferenza delle Nazioni Unite su Popolazione e Sviluppo tenutasi al Cairo nel
1994, questo Papa ha preso posizione contro l'uso della pillola e del
profilattico e, pertanto, potrebbe essere ritenuto responsabile più di qualsiasi
uomo di Stato della crescita demografica incontrollata in alcuni Paesi e del
dilagare dell'Aids in Africa.
Quarta contraddizione .
Karol Wojtyla propaganda una figura sacerdotale maschile caratterizzata dal
celibato ed è, quindi, il principale responsabile della catastrofica carenza di
sacerdoti, del collasso dell'assistenza spirituale in molti Paesi e dello
scandalo della pedofilia nel clero, ormai venuto alla luce.
Agli uomini che si sono dichiarati pronti al servizio sacerdotale nelle
comunità viene proibito il matrimonio. Questo è solo un esempio di come
anche questo Papa abbia ignorato la dottrina della Bibbia e la grande
tradizione cattolica del primo Millennio in cui non vi era alcuna legge sul
celibato per i sacerdoti.
I quadri si sono ridotti, il reclutamento è fermo e fra poco, non solo
nell'area di lingua tedesca, quasi due terzi delle parrocchie rimarranno
senza sacerdote e la stessa celebrazione domenicale dell'eucarestia non
potrà più essere assicurata, nemmeno con l'importazione di parroci e il
raggruppamento delle parrocchie in « unità spirituali » . Il clero fedele al
celibato è dunque in crescente pericolo di estinzione. Gli scandali della
pedofilia verificatisi dagli Stati Uniti all'Austria hanno inoltre
gravemente danneggiato la sua credibilità, portando sull'orlo della
bancarotta grandi diocesi negli Stati Uniti.
Quinta contraddizione .
Il Papa polacco ha praticato un numero elavatissimo di canonizzazioni, ma al
tempo stesso ha ignorato l'inquisizione attuata nei confronti di teologi,
sacerdoti e membri di ordini malvisti dalla Chiesa.
I devoti, strumentalizzati politicamente e commercialmente con spese ingenti e
conseguenti profitti per la Curia, sono soprattutto pie suore, fondatori di
ordini religiosi o Papi come l'antidemocratico, antisemita, autoritario Papa Pio
IX ( controbilanciati dalla canonizzazione di Giovanni XXIII).
Devoti sono divenuti anche l'imperatore asburgico Carlo I e il ben poco pio
fondatore dell'Opus Dei Josémaria Escrivá.
Uomini e donne ( anche donne appartenenti a ordini religiosi) che si sono
distinti, per il loro pensiero critico e per la loro energica volontà di
riforme, sono stati invece trattati con metodi da Inquisizione. Come Pio XII
fece perseguitare i più importanti teologi del suo tempo, allo stesso modo si
comportano Giovanni Paolo II e il suo Grande Inquisitore Ratzinger con
Schillebeeckx, Balasuriya, Boff, Bulányi, Curran, Fox, Drewermann e anche il
Vescovo di Evreux Gaillot e l'Arcivescono di Seattle Huntington. Nella vita
pubblica mancano oggi intellettuali e teologi cattolici della levatura della
generazione del Concilio. Questo è il risultato di un clima di sospetto, che
circonda i pensatori critici di questo Pontificato. I vescovi si sentono
governatori romani invece che servitori del popolo della Chiesa. E troppi
teologi scrivono in modo conformista oppure tacciono.
Sesta contraddizione .
Il Papa elogia spesso e volentieri gli ecumenici, ma al tempo stesso ha
pesantemente compromesso i rapporti con le Chiese ortodosse e con quelle
riformate ed evita il riconoscimento dei suoi funzionari e dell'eucarestia. Il
Papa avrebbe dovuto consentire - come suggerito in molti modi dalle commissioni
di studio ecumeniche e come praticato direttamente da tanti parroci - le messe e
l'eucarestia nelle Chiese non cattoliche e l'ospitalità eucaristica. Avrebbe
anche dovuto ridurre l'eccessivo potere esercitato dalla Chiesa nei confronti
delle Chiese dell'Est e delle Chiese riformate e avrebbe dovuto rinunciare
all'insediamento dei Vescovi romano cattolici nelle zone delle Chiese russe
ortodosse. Avrebbe potuto, ma non ha mai voluto. Ha voluto invece mantenere e
ampliare il sistema di potere romano.
La politica di potere e di prestigio del Vaticano è stata mascherata da
discorsi ecumenici pronunciati dalla finestra di Piazza San Pietro, da gesti
vuoti e da una giovialità del Papa e dei suoi cardinali che cela in realtà il
desiderio di « sottomissione » della Chiesa dell'Est sotto il primato romano e
il « ritorno » dei protestanti alla casa paterna romano cattolica.
Settima contraddizione .
Come Vescovo suffraganeo e poi Arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla ha
preso parte al Concilio Vaticano II. Una volta diventato Papa, ha però
disprezzato la collegialità del Pontefice con i Vescovi decretata proprio al
Concilio. Questo Pontefice ha più volte dichiarato la sua fedeltà al Concilio,
per poi tradirlo nei fatti attraverso la sua « politica interna » . I termini
conciliari come « aggiornamento, dialogo, collegialità e apertura ecumenica »
sono stati sostituiti da parole quali « restaurazione, magistero, obbedienza, ri
romanizzazione » . Il criterio per la nomina dei Vescovi non è affatto lo
spirito del Vangelo e l'apertura mentale pastorale, bensì la fedeltà assoluta
verso la condotta romana. I sostenitori del Papa tra i vescovi di lingua tedesca
come Meisner, Dyba, Haas, Groer e Krenn sono solo gli sbagli più eclatanti di
questa politica pastorale devastante, la quale fa pericolosamente scivolare in
basso il livello morale e intellettuale dell'episcopato. Un episcopato reso
ancor più mediocre, rigido, conservatore e servile, è forse l'ipoteca più
pesante di questo lunghissimo Pontificato.
Ottava contraddizione .
Questo Papa ha cercato il dialogo con le religioni del mondo, ma
contemporaneamente ha disprezzato le religioni non cristiane definendole «
forme deficitarie di fede ». In occasione dei suoi viaggi o « preghiere di pace
» , il Papa ha radunato con piacere attorno a sé dignitari di altre chiese e
religioni. Non vi erano tuttavia molte tracce reali della sua preghiera
teologica. Anzi, il Papa si è presentato in sostanza come un « missionario » di
vecchio stampo.
Nona contraddizione.
Il Papa polacco ha assunto la funzione di rappresentante della fede in
un'Europa cristiana, ma il suo ingresso trionfale e la sua politica
reazionaria hanno involontariamente favorito l'inimicizia nei confronti
della Chiesa, se non addirittura l'avversione contro il Cristianesimo
stesso. La campagna di evangelizzazione del Papa, il cui punto centrale è
rappresentato da una morale sessuale ben poco adeguata ai tempi, ha
discriminato soprattutto le donne: quelle che in questioni controverse,
quali la contraccezione, l'aborto, il divorzio, l'inseminazione artificiale
hanno dimostrato di avere opinioni diverse da quelle della Chiesa, sono state
definite portatrici di una « cultura della morte » . Attraverso interventi
politici - come è accaduto in Germania contro il Parlamento e l'episcopato nel
caso del conflitto sul tema della gravidanza - , la Curia romana ha dato
l'impressione di rispettare poco la separazione giuridica tra Stato e Chiesa. Il
Vaticano cerca ( attraverso il gruppo parlamentare del Partito Popolare europeo)
di esercitare delle pressioni anche sul Parlamento Europeo, incentivando
l'ingaggio di osservatori particolarmente vicini alle idee di Roma per questioni
relative alla legislazione sull'aborto. Invece di farsi ovunque fautrice di
soluzioni ragionevoli che consentano la mediazione, la Curia romana con i suoi
proclami acutizza di fatto a livello mondiale la polarizzazione tra oppositori e
sostenitori dell'aborto, moralisti e libertini.
Decima contraddizione
Come carismatico comunicatore e « star » mediatica, questo Papa fino alla
sua veneranda età ha fatto presa in particolare sui giovani, ma si è
appoggiato soprattutto ai « nuovi movimenti » di origine italiana, all'Opus Dei
di casa in Spagna e a un pubblico acritico e fedele del Pontefice.
Tutto ciò è sintomatico del rapporto del Papa con la laicità e della sua
incapacità di dialogare con un pubblico critico. I grandi raduni mondiali dei
giovani sostenuti a livello regionale e internazionale, sotto la sorveglianza
della gerarchia dei nuovi movimenti laici ( Focolare, Comunione e Liberazione,
Sant'Egidio, Legionari di Cristo, Regnum Christi, etc.), hanno attirato e
attirano centinaia di migliaia di giovani. Molti di essi volonterosi, troppi del
tutto acritici. Il carisma personale di Wojtyla è quasi più importante dei
contenuti da lui trasmessi.
Le domande che i giovani avevano posto al Papa e che, in occasione del suo
primo viaggio in Germania, lo avevano messo in serio imbarazzo, in seguito
non sono state più consentite. Le associazioni cattoliche di giovani, che
non si trovano sulla linea del Vaticano, vengono disciplinate e messe alla
fame dall'ordine romano attraverso il ritiro di finanziamenti da parte dei
vescovi locali. Inoltre viene messa in discussione la fiducia un tempo accordata
all'ordine dei gesuiti: prediletti dai Papi precedenti, ora vengono percepiti
come sabbia negli ingranaggi della politica di restaurazione del Papa a causa
delle loro qualità intellettuali, dei loro teologi critici e delle opzioni
teologiche di liberazione. Invece Karol Wojtyla, già ai tempi in cui era ancora
arcivescovo di Cracovia, concesse la piena fiducia all'associazione segreta Opus
Dei, potente sia dal punto di vista finanziario che in termini di influenze, ma
antidemocratica e in passato compromessa con regimi fascisti.
Undicesima contraddizione .
Giovanni Paolo II ha offerto nel 2000 una pubblica confessione dei peccati
per gli errori della Chiesa nel passato, senza però trarne alcuna
conseguenza pratica. La confessione dei peccati ampollosa e barocca
inscenata a San Pietro per gli errori della Chiesa è rimasta vaga e ambigua. Il
Papa ha chiesto perdono solo per gli errori dei « figli e delle figlie della
Chiesa » ma non per quelle del « Santo Padre » , per quelle della Chiesa stessa
e dei gerarchi presenti. Il Papa non ha mai preso posizione in merito agli
intrighi delle varie sedi della Curia in affari mafiosi e ha contribuito più
all'occultamento che alla rivelazione di scandali e crimini ( Banca Vaticana, il
« suicidio » di Roberto Calvi, l'omicidio avvenuto nell'ambiente del corpo delle
guardie svizzere...). Anche con la rivelazione degli scandali della pedofilia
nel clero, il Vaticano è stato straordinariamente titubante. Nonostante alcune
richieste, il Papa non ha mai dato udienza ad alcuna vittima. Anzi, ha riempito
di elogi un insigne criminale nel corso di una fastosa cerimonia al Vaticano: il
messicano Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo ( 500
sacerdoti e 2.000 seminaristi) e del movimento laico Regnum Christi, diventato
ormai concorrente ancora più conservatore dell'Opus Dei.
Conclusioni.
Per la Chiesa cattolica questo Pontificato si rivela, nonostante i suoi
aspetti positivi, una grande speranza delusa, in fin dei conti un disastro,
perché Karol Wojtyla, con le sue contraddizioni, ha profondamente polarizzato la
Chiesa, allontanando i suoi innumerevoli uomini e gettandoli in una crisi
epocale.
Contro tutte le intenzioni del Concilio Vaticano II, il sistema romano
medioevale - un apparato di potere caratterizzato da tratti totalitari - è
stato restaurato grazie a una politica personale e dottrinale tanto astuta
quanto spietata: i vescovi sono stati uniformati, i padri spirituali
sovraccaricati, i teologi dotati di museruola, i laici privati dei diritti, le
donne discriminate, le iniziative popolari dei sinodi nazionali e delle chiese
ignorati. E poi ancora scandali sessuali, divieti di discussione, dominio
liturgico, divieto di predica per i teologi laici, esortazione alla denuncia,
impedimento dell'eucarestia. Di tutto questo è forse colpevole « il mondo » ? La
grande credibilità della Chiesa Cattolica, cioè quella ottenuta da Giovanni
XXIII e dal Concilio Vaticano II, ha lasciato il posto a una vera e propria
crisi della speranza.
Questo è il risultato della profonda tragicità personale di questo Papa: la sua
idea cattolica di stampo polacco ( medioevale, controriformista e
antimoderna), in qualità di Pontefice Karol Wojtyla l'ha voluta portare
anche nel resto del mondo cattolico.
Si è però verificato il contrario di ciò che egli sperava: la Polonia stessa è
stata travolta dal moderno sviluppo secolare e, dopo la sostituzione
dell'alleanza elettorale in carica fino al 2001, Solidarnosc, si appoggia sempre
meno alle idee di fede e di morale promosse dal Pontefice. Quando verrà il
momento, il nuovo Papa dovrà decidere di affrontare un cambio di rotta e dare
alla Chiesa il coraggio di nuove spaccature, recuperando lo spirito di Giovanni
XXIII e l'impulso riformistico del Concilio Vaticano II. « Videant consules » ,
i consoli vogliano fare in modo che la Repubblica non subisca danni, si diceva
nell'antica Roma. « Videant cardinales » , i cardinali vogliano fare in modo -
si dovrebbe dire nella Roma di oggi - che la Chiesa non subisca danni.
( Traduzione del Gruppo Logos)
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