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il papa contro i matrimoni altri

Sono soddisfatto che il pontefice "preghi" i politici di salvaguardare i diritti della famiglia; infatti, trovo logico e normale che un politico cattolico salvaguardi la famiglia di tipo cattolico: maschio e femmina sposati in chiesa e prole concepita giammai per proprio piacere ma per "dare figli a dio". Ma se per salvaguardare si intendesse promuovere leggi e regole di quel tipo, la mia soddisfazione diventerebbe avversione. Lo stato a cui appartengo, infatti, non È uno stato cattolico; in esso sono presenti una moltitudine di idee religiose e non religiose, filosofiche, esistenziali, etiche, che non sono rappresentate dal tipo cattolico di famiglia. Esiste ancora una liberta' di scelta basata sul principio del non danno: posso sposarmi e posso non farlo, posso convivere con una persona del mio stesso sesso o con una del sesso opposto, basta non ledere diritti e autonomie.
Me se, per assurdo, mi ritrovassi con una legge che mi obbligasse al matrimonio con rito cattolico, o solo ad amare persone di sesso opposto al mio, capirei di vivere in uno stato teocratico e, quindi, non confacente nÈ a me nÈ a molti altri.
Il papa dei cattolici puo' ovviamente dire a chiunque quel che pensa, ma non se forza o condiziona una legge dello stato: le leggi, infatti, le devono rispettare tutti, non solo i cattolici; e non tutti sono cattolici. Le leggi che entrano nella sfera privata dei comportamenti, dei sentimenti e delle scelte etiche devono essere anche piu' universali. Per questo nessuno puo' dirmi che tipo di sesso posso esercitare, con quale persona (adulta e consenziente) posso scambiarlo, e che cosa farne del mio desiderio di star assieme a qualcuno per un'ora o per sempre. Per questo lo stato deve garantire l'esistenza di ogni forma di sposalizio, di convivenza, di unione, come pure di divorzio e di proscioglimento dei vincoli. Una condizione "sconveniente" per qualcuno, un amore "debole" per qualcuno, ha senz'altro diritto alla condanna morale, ma non puo' diventare divieto con una legge! Nessun sano di mente puo' pensare di regolare tutti i comportamenti umani secondo i principi e i dettami del proprio credo. Men che meno il "peccato" puo' aspirare a diventare legge di uno stato laico...