Precedente Home Su

IL PAPA VUOLE POLITICI CATTOLICI

L'ultima richiesta del pontefice allo stato italiano mi sembra preoccupante. Invocare "una nuova generazione di politici cattolici", infatti, mi risulta molto eccepibile nella forma e nella sostanza. Nella forma perché, quand'anche tutti hanno il diritto di esprimere opinioni, quelle del papa non hanno certo la valenza di quelle dell'uomo comune, per cui Sua Santità non può non ponderare le proprie dichiarazioni pubbliche. La sostanza della richiesta è comunque più preoccupante, e mi sembra pure ridondante parlarne: un politico non è, e non può essere, cattolico, musulmano o ateo; queste sono scelte che attengono alla propria vita privata, non alla sua funzione pubblica. Viceversa, fare una politica in base alla propria credenza religiosa, vorrebbe significare operare in uno stato etico, che non mi risulta essere l'Italia. Vorrebbe significare interpretare la realtà con le lenti della propria religione, con grave susseguente pregiudizio delle scelte da fare. Ma c'è di peggio: perché il papa fa una simile richiesta? Vuole forse che una parte del Parlamento tuteli cosa?, la religione che egli rappresenta? Vuole una rappresentanza politica dichiarata e speciale per sé e per i suoi fedeli? Il Parlamento liberamente eletto deve poter agire in piena autonomia e deve fare gli interessi del popolo, non di una parte del popolo. Del resto, non credo davvero che i cattolici possano sentirsi poco tutelati o poco considerati, né che le loro posizioni etiche non abbiano riscontri nella vita civile.

(8 settembre 2008)