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1 milione e mezzo di euri per vedere il papa-star: Napoli ringrazia e riverisce

Che ne pensi ? 

Domenica 21 ottobre il papa dei cattolici è piombato su Napoli. Per l'occasione si sono "immobilitati" 1.200 agenti, si sono posizionati 14 km di transenne dentro cui far scorrere la papamobile, si sono montati 2 maxischermi, si è scorazzato e si nutrito uno stuolo di accompagnatori, si è paralizzata la città.

I non cattolici e gli atei hanno dovuto condividere coi papisti questo disagio e questo spreco.

In una piazza Plebiscito semi vuota (per la pioggia o per la noncuranza di molti napoletani?), B16 ha invocato atti politici nonché profondo rinnovamento spirituale per cambiare il volto di Napoli. La prima raccomandazione è pura dietrologia: è ovvio che ci si debba adoprare contro la violenza e la malavita, aspettavàmo giusto un papa per saperlo. Ma il rammarico espresso per i recenti atti di violenza accaduti nel centro storico si riferiva pure alle aggressioni avvenute a piazza Bellini ai danni di omosessuali? Non è dato saperlo ma, se fosse così, un po' di luce trasparirebbe finalmente dall'oscurantismo olioso del Vaticano.

La seconda invocazione significa forse che per cambiare Napoli bisogna sterzare verso l'etica cattolica? Mah! Comunque, non sono concorde a classificare la mia città nelle "malattie" e negli "errori" da curare. In quanto metropoli, Napoli ha tutte le caratteristiche e le idiosincrasie di una moltitudine di gente che vive in determinate condizioni (l'area metropolitana, secondo uno studio dell'Università di Napoli, distribuisce 3.600.000 abitanti in 1.660 km quadrati). Che si possa e si debba migliorare non v'è dubbio, ma forse il papa dei cattolici alludeva a uno strumento che io giudico posticcio e inefficace sul piano della sicurezza cittadina: la fede nella sua Chiesa.          

Mi chiedo perché B16, invece di recarsi tra i poveri, nelle periferie, nei quartieri malfamati, nei vicoli sporchi e malsani, abbia scelto il "salotto buono" di piazza del Plebiscito per posare come una vamp con i politici locali. Loro, i politici, forse sperano così di arginare il proprio declino civile e morale; ma il papa che ne ricava? Non vorrei pensare che si fidi di e si affidi a << questi >> politici così notoriamente compromessi e marciti onde recuperare gli sconci privilegi che noialtri laici piano piano gli stiamo sottraendo...

Nell’omelia, Ratzinger ha esortato a varare una "seria strategia di prevenzione", che "punti sulla scuola e sul lavoro", per salvare i giovani dai rischi della violenza. Ottimo! Di un papa socialista e sociologo sentivamo proprio la necessità. Eppure, mannaggia!, mandare i giovani in parrocchia o ai raduni dei papaboys non si traduce sempre in un miglioramento. I giovani cattolici e cattolicissimi non sono per niente più al sicuro degl' "altri" (le parrocchie, si sa, pullulano di pedofili) e neanche meno delinquenti e bulli. La prevenzione a mezzo religione non funziona, non ha mai funzionato: troppe negazioni, troppe rinunce, troppi dogmi, troppe obbedienze... no, non è per loro. Quindi? Cosa avrà in mente questo papa sociologo? Puntare sulla scuola e sul lavoro è una dichiarazione che fa presa, ma poi ci deve stare qualcuno che la trasformi in cose da fare. Ed è qui il problema. Scuola e lavoro sono giustappunto le cenerentole di tutte le finanziarie; quando si tratta di sforbiciare per recuperare soldi, tutti tagliano dalla scuola e dal welfare. Dove finiscono i soldi? Per esempio in armamenti, tanto per gradire; e per sostenere centinaia di parlamentari, le loro auto blu, i portaborse, i privilegi, gli sconti. Senza dimenticare l'8x1000, la cui fettina a favore dei bisognosi è scandalosamente irrisoria rispetto al mantenimento della "potenza" della Chiesa cattolica romana apostolica. Un papa che pronuncia parole di affetto, di attenzione e di protezione verso i giovani, dovrebbe pure mostrarsi loro a modello di morigeratezza; non foss'altro che per far seguire i fatti alle parole. E invece che fa? In una giornata scandita da tante chiacchiere, tante strette di mano, tanti spot elettorali per i cortigiani dell’uomo più potente d’Italia, Benedetto XVI ha fatto spendere 750mila euro stanziati da Palazzo Chigi, 350mila euro dal Comune di Napoli, e 400mila euro dalla Regione Campania: tutti soldi per l'accoglienza, gli addobbi e gli interventi strutturali. Totale: 1,5 milioni di euro, senza contare altre centinaia di migliaia di euro per l’atterraggio con l’elicottero del Pontefice.

In una città di poveri e di precari, spendere tanto denaro pubblico per un singolo "spot elettorale" è un affronto al buon senso e alla pazienza dei cittadini. Tu, papa, volevi venirci a Napoli in pompa magna? Bene: pagati il viaggio e la permanenza coi tuoi soldi e coi soldi dei tuoi fedeli! Perché farti pagare dallo Stato, cioè da noi tutti, cioè pure da me che sono ateo? Tu non sei una prostituta, perché eleggi lo Stato Italia a cliente?

Piccola consolazione finale. Nonché curioso e innocuo incidente riportato solo dal Corsera: la papamobile ha investito una anziana signora in via Santa Lucia. Il fatto è avvenuto quando l'auto pontificia si stava recando alla stazione marittima a prendere B16. La donna sarebbe caduta, ma avrebbe riportato solo una contusione ad un piede. Consolazione perché evidentemente neppure sopra la capoccia di un papa è permanente alcuna cappa protettiva divina; né, nella fattispecie, quella sangennarina...

E, giuro, non ero io al volante!