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Un viaggio tra le pazzie in classe

Un libro raccoglie le note disciplinari dei prof. «Scomparso il crocefisso, c’è una scritta: torno subito»

«Indossa francobolli al posto dei vestiti» «Dice di sentirsi in vacanza, è in bermuda e infradito»

 

«L’alunno A. durante l’ora di filosofia è ribelle, sedizioso e anarchico». È una delle «note disciplinari più pazze d’Italia» selezionate dal blog di John Beer nel libro La Classe fa la ola mentre spiego, edito da Rizzoli e appena uscito. Il libro è un testo esilarante in cui i professori narrano le loro incredibili (dis)avventure in classe, con un pizzico d’ironia che nasconde l’imbarazzo o la rassegnazione, se non lo sdegno. Il divertimento è assicurato e c’è da credere che questa antologia del disorientamento dei poveri insegnanti possa sfiorare il successo di Io speriamo che me la cavo di Marcello D’Orta.
Certo, qui ci troviamo di fronte a casi estremi, ma esiste un dato più concreto e doloroso (l’abbandono massiccio dopo l’obbligo scolastico), che conferma come la nostra scuola sia messa davvero male. Che la scuola non sia soltanto quella messa in scena da John Beer ce lo auguriamo. Sicuramente ci sono punte di eccellenza. Ma la scuola è anche questa, creata nel tempo fra l’indifferenza generale, sul principio teorico che i giovani siano «tutti uguali». Così non è purtroppo. Lo diverranno però se si insisterà a inseguire utopie, invece di guardare alla realtà con concretezza
 

Il tema
L’alunno C. si giustifica della mancanza del suo tema dicendo che gliel’ha mangiato l’iguanodonte

 

La nonna
B. sostiene di giustificarsi per lutto familiare, ma risulta che la nonna sia morta e risorta almeno otto volte

 

Malattie gravi
Dubito che C. sia stato assente per peste bubbonica, come sembra sostenere la madre nella giustificazione per i giorni 4,5,6. Infatti di tale morbo non si guarisce in tre giorni

 

Il banchetto
La classe, con la scusa che i prezzi del paninaro sono aumentati, cucina pasta al pesto portando pentolame, piatti e fornelletto da campeggio

 

Nutella epica
L’alunno T. mangia una confezione maxi di Nutella a mani nude durante l’ora di epica

 

Il prosciutto
Ignoti continuano a mettere fette di prosciutto nel registro: la classe sembra una macelleria

 

Il gallo cedrone
Gli alunni D. e K. vengono momentaneamente allontanati dalla classe dopo ripetuti inviti a smettere d’imitare il rituale d’accoppiamento del gallo cedrone

 

Benvenuti all’inferno
La classe, in assenza del prof. di religione, dà fuoco alla cattedra con dell’alcool e, all’arrivo del prof., l’alunno F. grida: «Benvenuto all’inferno!»

 

Il crocefisso
Si segnala la mancanza del crocefisso, occultato dalla classe. Al suo posto c’è un cartello recante le parole «Torno subito»

 

Aria di vacanza
L’alunno F. si presenta all’ultimo giorno di scuola in bermuda e infradito, portando con sé solo un asciugamano. Alla richiesta di spiegazioni, afferma di sentirsi già in vacanza da un pezzo.

 

Il vestito-francobollo
L’alunna J. indossa francobolli al posto dei vestiti. I compagni sono distratti

 

Sognando Baggio
L’alunno Z. proclama di essere Roberto Baggio e dando un calcio a una lattina ferisce in testa un compagno

 

La rivoluzione
Gentile signora, la informo che durante la mia ora suo figlio incita la classe alla rivoluzione, ordinando i compagni di lasciare l’aula

 

La solitudine del prof.
Tutta la classe è assente tranne l’alunna M. Alle ore 8.10 M. chiede di andare in bagno, esce con lo zaino e non fa più ritorno. Abbandono la classe per mancanza di studenti a cui far lezione.

 

Chiamata divina
L’alunno M. incita la classe a una crociata contro gli «infedeli » della classe accanto e si offre di fare l’ariete e sfondare la porta. Alle mie richieste di smetterla, mi risponde: «Dio lo vuole»

 

Dichiarazione di guerra
L’alunno V. durante l’intervallo intrattiene dalla finestra gli alunni dell’istituto imitando Benito Mussolini, munito di fez e camicia nera, presentando una dichiarazione di guerra all’istituto dall’altra parte della strada

 

Tentativi di demolizione
Nonostante i ripetuti tentativi, la classe III E non è riuscita a demolire l’istituto, ma ha disturbato l’intera scuola

 

Il reality show
L’alunno A., dopo aver chiuso accuratamente la porta della classe, minaccia di non fare uscire nessuno senza nomination e televoto. Saranno presi seri provvedimenti

 

Crisi d’identità
La classe mette in dubbio la validità dei miei studi, sostenendo che la sottoscritta abbia comprato la laurea.

 

La porta
L’alunno C., dopo essere stato intimato di prendere la porta e uscire, la scardina e la porta con sé in corridoio.

 

Analisi di coscienza
Il sottoscritto professor M. si mette una nota sul registro da solo, perché non è in grado di tenere con ordine e serietà la classe

 

Attacco alla bidella
M. durante l’intervallo e davanti a numerosi presenti ha volgarmente insultato con termini irripetibili la bidella, rea di aver pulito il suo banco cancellando tutti gli appunti da utilizzare per il compito in classe della terza ora

 

Il più furbo
M. si arrampica sui muri sovrapponendo le sedie e salendoci sopra per scrivere: «Io sono il più furbo»

 

fonte: il Corriere della Sera

articolo di Giorgio De Rienzo del

1 settembre 2006