Precedente Home Successiva

l'on. Grillini e la pedofilia

Franco Grillini (sito) interviene alla Camera sul tema della lotta alla pedofilia. Ma lo fa con spirito critico, dubitando che questa importante lotta sia condotta con efficacia: per esempio, perché nessuno dice all'America di fare qualcosa visto che i 3 quarti del materiale pedo-pornografico viene da lì? E perché, invece di interdirne l'accesso dall'Italia (unico paese ad aver fatto questo), non abbiamo chiesto direttamente alla Germania di chiudere il sito tedesco che osanna l'orgoglio pedofilo? E perché non esiste mozione parlamentare sul problema dei preti pedofili? Infine, due provocazioni: impedire ai confessori di fare ai minori di 18 anni domande sessuali; e insegnare l'educazione sessuale nelle scuole.    Correlazioni

don Di Noto

Oscurate !!!

Hit Counter

___________

Camera dei deputati, 5 luglio 2007

Resoconto Stenografico

FRANCO GRILLINI. Signor Presidente, per fortuna c'è tempo per tutti! Vorrei fare due premesse: la prima è che io ho sottoscritto la mozione di Meter contro la giornata del Boy Love Day (poi vedremo quanti sono i parlamentari che l'hanno sottoscritta); la seconda è che ritengo la pedofilia una delle più gravi violazioni della libertà personale e sessuale dei minori.

Ciò premesso, devo dire onestamente che questo dibattito non mi piace molto, come non mi piacciono le mozioni presentate, perché ritengo che, anche se non tutte, abbiano una carenza di fondo. Anzitutto non si può identificare la questione pedofilia solo con Internet. Internet è un problema rilevante, ma vi sono gli strumenti per combattere il crimine all'interno della rete. Abbiamo un apparato legislativo che è giudicato tra i migliori del mondo, da questo punto di vista: il problema è quello di adeguare i mezzi a disposizione delle Forze dell'ordine e in particolare quelli della polizia postale, affinché possano svolgere il loro compito. Chi conosce la tecnologia e qualcosa del funzionamento della rete, sa bene che su Internet è possibile intervenire; vi sono i file lock, si lasciano le tracce e con i controlli incrociati, ad esempio dell'uso delle carte di credito, è possibile scoprire chi utilizza questi siti.

Nella scorsa legislatura vi fu un dibattito molto lungo e approfondito sul tema. Ricordo, ad esempio, l'audizione in Commissione giustizia della polizia postale che seguimmo in due, perché molti colleghi dissero che non capivano nulla di tecnologia, quindi non vi parteciparono, mentre altri erano assenti ingiustificati, dunque, ripeto, eravamo in due a discutere con le Forze dell'ordine. Dall'audizione emerse che il 75 per cento dei siti pedopornografici sono negli Stati Uniti. Personalmente ero convinto che fossero nei paesi dell'Est, considerato ciò che è successo, l'anarchia e le difficoltà di controllo che vi sono. E invece no: sono negli Stati Uniti e sono accessibili a pagamento. Chi vi entra, con la carta di credito compra schifezze e porcherie da siti degli Stati Uniti.

Era ovvio ed è tuttora ovvio che una battaglia efficace, da questo punto di vista, non può che essere condotta sul piano internazionale, con accordi internazionali. Ad esempio, perché quando Bush viene in visita in Italia, non gli si chiede di combattere il 75 per cento dei siti pedopornografici che sono negli Stati Uniti e ai quali si accede con le carte di credito delle banche americane (Applausi dei deputati dei gruppi Sinistra Democratica. Per il Socialismo europeo, Rifondazione Comunista-Sinistra Europea e Comunisti Italiani)? È così difficile presentare una richiesta di questo tipo a George «Dabliù» Bush? (Commenti dei deputati del gruppo Forza Italia). Oppure il dio danaro, che è il vero dio a cui si genuflettono molte persone oggi, è così forte ormai rispetto ad altri dei, che è impossibile chiedere al Presidente degli Stati Uniti di intervenire sulle banche americane per stroncare questo schifoso mercato?

Perché non ci diciamo la verità su questo mercato, su tale vicenda e sulla questione pedofilia? La verità è che, ad esempio, la maggior parte dei reati di pedofilia - perché di reati si tratta, in quanto sono stupri - avviene all'interno della famiglia tradizionale. Questo dato non è contestabile, è sotto gli occhi di tutti!

Nelle mozioni non lo si sottolinea con sufficiente forza, né si sottolineano le proposte di intervento e di prevenzione da questo punto di vista. Cara Capitanio Santolini, sostenere che la maggior parte degli stupri sui bambini - perché di stupri si tratta, non di fotografie - avviene nelle famiglie non significa criminalizzare la famiglia. È come sostenere che il fenomeno della pedofilia dei preti cattolici è gravissimo: in Italia, infatti, si registra un caso la settimana, e mi chiedo perché nessuna, - sottolineo, nessuna - mozione presentata in Parlamento affronta il fenomeno della pedofilia dei preti cattolici. A meno che qualcuno...

PRESIDENTE. La invito a concludere.

FRANCO GRILLINI. Mi scusi signor Presidente, perché ho cinque minuti a disposizione mentre gli altri colleghi ne hanno avuti dieci?

PRESIDENTE. Perché il suo gruppo ha esaurito il tempo.

FRANCO GRILLINI. Non è esaurito il tempo, in quanto non siamo intervenuti. Il tempo non è esaurito, signor Presidente. Capisco che sto dicendo cose che possono dar fastidio.

PRESIDENTE. Si figuri se la Presidenza fa delle censure, onorevole Grillini.

FRANCO GRILLINI. Il nostro gruppo non è intervenuto, signor Presidente, e quindi era impossibile esaurire il tempo.

PRESIDENTE. Prosegua.

FRANCO GRILLINI. Il problema è quello degli stupri in famiglia che rimangono sostanzialmente impuniti. L'ho ricordato disperatamente quando, nella scorsa legislatura, se ne è discusso in Commissione giustizia - di cui faccio parte - e si sono proposte misure di intervento. Vorrei capire quali siano queste misure. Chiesi all'allora presidente della Commissione - che può darne testimonianza - di avere i dati dei processi sulle violenze ai minori in ambito familiare, lo chiesi ripetutamente. È impossibile avere tali dati! Se nella famiglia si registra un morto donna ogni due giorni, ciò non significa criminalizzare la famiglia ma affermare la verità. In Spagna il premier Zapatero ha posto come secondo punto del suo programma di governo la lotta al maschilismo criminale. Questo è il secondo punto del programma di un Governo composto per metà di donne. In Italia non si parla mai di una famiglia dominata dal maschilismo. Cari amici della destra, cari amici, anche clericali, della destra, perché non parliamo anche del maschilismo? Cara collega Capitanio Santolini, se qualcuno sostiene che la famiglia italiana è dominata dal maschilismo fa un discorso contro la famiglia o afferma una sacrosanta verità, su cui bisogna intervenire?

Parlando del Boy love day si è utilizzata una parola che non si doveva utilizzare: tutto questo allarme per un sito tedesco? La collega Germontani si è chiesta come mai si è verificato un tale allarme solo in Italia. Mi chiedo se siamo sicuri che l'allarmismo fatto non abbia finito per fare pubblicità a quell'unico sito tedesco su 36 miliardi di siti della rete. Allora, perché il nostro Ministro degli affari esteri non si è rivolto al Governo tedesco chiedendogli di oscurare tale sito? Non abbiamo relazioni con la Germania, non ci riusciamo a parlare, forse? Mi indicate in quale Paese si è svolta una manifestazione a causa di questo sito tedesco? In nessuno! Allora, quando si utilizza la parola orgoglio, che in quel sito non è presente, da parte di qualcuno si fa una sottile operazione razzista di sovrapposizione, con un'altra manifestazione, che è antipedofila, tra l'altro, perché è sulla libertà sessuale, ovvero l'orgoglio omosessuale.

Ciò l'ha fatto esplicitamente - non in aula, perché nessuno ha avuto la faccia tosta di fare una cosa del genere, ma in televisione - cari Capitanio Santolini e Volontè, Buttiglione in un telegiornale di prima serata, alla fine di un vergognoso servizio su questa materia, molto tendenzioso. Buttiglione, infatti, ha rivolto un appello alle organizzazioni omosessuali affinché condannino la pedofilia, ma noi l'abbiamo sempre condannata perché siamo vittime delle discriminazioni e delle violenze, esattamente come i bambini! Allora, è vergognoso effettuare queste operazioni tendenziose. Vi chiedo, dunque, di cancellare da queste mozioni la parola orgoglio perché in quel sito di delinquenti questa parola non c'è e non c'entra nulla con il discorso che stiamo facendo in questo momento.

In conclusione, vorrei fare una proposta in ordine al problema della pedofilia dei preti, che è un problema rilevante. Mi domando: vi è una legge, approvata in applicazione di una legge quadro europea che stabilisce che bisogna considerare bambino chiunque ha meno di diciotto anni?

Si deve raggiungere un accordo. Avevo proposto con un ordine del giorno - dichiarato inammissibile dalla Presidenza della Camera della scorsa legislatura - un accordo tra lo Stato italiano e la Santa Sede per prevenire tali fatti: è necessario, ad esempio, che i sacerdoti non rivolgano domande sessuali in confessionale a minori di diciotto anni. È semplice: è la legge italiana. Vogliamo sapere se siete d'accordo con la proposta.

Infine, affronto un'ultima questione riguardante le scuole. Ricordo un fatto personale che posso, pertanto, riferire senza fare illazioni. Quando avevo otto anni, durante la mia prima confessione, il prete mi chiese se mi toccavo: non sapevo che cosa volesse dire, pur essendo un bambino sveglio, non uno stupido. Dobbiamo insegnare ai bambini a difendersi, come avviene in Svezia, in Danimarca, in Norvegia, in Germania, in Inghilterra: bisogna insegnare l'educazione sessuale nelle scuole, spiegare ai ragazzi cosa vuol dire il sesso, combattere la sessuofobia e non alzare cortine fumogene che hanno il solo scopo di distogliere l'attenzione dalla verità e dalla realtà (Applausi dei deputati dei gruppi Sinistra Democratica. Per il Socialismo europeo, L'Ulivo, Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, Comunisti Italiani, La Rosa nel Pugno e Verdi - Congratulazioni).

PRESIDENTE. Onorevole Grillini, la Presidenza si scusa: vi era stato un errore sul conteggio dei tempi a disposizione.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Pellegrino. Ne ha facoltà.