Home

Hit Counter visite Che ne pensi ?      

la Pedo Tv

Video-clip ed home-clip napoletani che sfruttano l'infanzia nel modo più pacchiano

 

Nel vasto panorama della trash-tv napoletana e campana, una nota davvero triste riguarda l'esibizione gratuita (nel senso di inappropriata) di cantanti e ballerini minorenni e bambini in spettacolini molto ma molto scadenti. Non è un giudizio morale o addirittura moralistico, ma solo un'onesta definizione di quel che si vede. Il capostipite italiano di questa tv fu il programma "Piccoli fans", trasmesso da Rai 2 nel biennio 1987/88 e condotto da Sandra Milo. Anche lì la struttura era l'esibizione (e l'esibizionismo) di mini cantanti e mini ballerini; e anche lì lo scopo malcelato era vellicare la prouderie pedofila dello spettatore non ancora rincorso da Leggi e sensibilità sociali bloccanti. Ma lì quanto meno c'era un tentativo di qualità con ospiti più o meno illustri, cura tecnico/artistica e buon uso del mezzo. Nelle televisioncine napoletane, invece, siamo molto sotto il minimo del difendibile, siamo alla trasmissione per pedofili di campagna, nonché - e qua finiamo di ridere - allo sfruttamento inaccettabile e pacchiano dell'infanzia. Ultimamente, ci sono due filoni più in voga: il "video-clip" e l' "home-clip". Il primo è l'emulazione scalcinata e triste del video-clip vero dei cantanti veri. Qui invece si piglia un bambino o un ragazzotto disoccupato, lo si veste come si presume si vestano i ragazzi della sua età e gli si affida un brano scritto e musicato da persone a dir poco dilettanti. Le musiche sono flebili, squinternate e zeppe di midi-files e di arrangiamenti elementari. Il testo non ne parliamo: storielle adolescenziali da dementi, piagnistei di bambini che si disperano perché non sono ancora adulti per poter amare, riflessioni strappalacrime senza alcuna parentela con la grammatica. Le ambientazioni: parchi pubblici, lidi, e perfino case private, in cui la sceneggiatura sembra - ed è - l'opera volontaria di un amico/parente che riprende quel che càpita. E qui si entra nell'home-clip, una ripresa amatoriale casalinga e casareccia, ma non più ristretta pudicamente nelle mura domestiche, bensì urlata sulle televisioncine pubbliche che metastatizzano Napoli e provincia.

Chi vuole tutto ciò, forse è prevedibile: la longa manus dello sfruttamento a Napoli e nella provincia si allunga pure sulle canzonette. I neomelodici adulti sono in calo, vampirizzati da star come Gigi d'Alessio oramai fuori da quegli schemi, o consumati dal tempo e dal passare delle mode. E allora rimpinziamo il popolino coi bambini, e il business si rimpolpa.                   

L'ultima sfruttata (luglio 2008), dal nome immaginifico di Vera Bella

Cosa: evidentemente un mix (tremendo) di voglia di arrivare, di illusione, di protagonismo. Quei bambini sono tutti amici e parenti di qualcuno o fra di loro. La logica è sempre quella: "uno su mille ce la fa". Ma in questo caso, neppure c'è quell'unico meno peggio in grado di emergere dalla palude e volare nell'Empireo dello spettacolo. Produttori e manager senza umanità e senza scrupoli, invece, c'è da scommettere che siano centinaia, e che tutti usino a mitraglia il canonico "piccola farò di te una stella", magari con la connivenza di mille e mille mamme alla Anna Magnani che vogliono far prevalere la loro "bellissima".

Ma ahiloro, qui non si tratta di bellissimi né di talentuosi bambini con qualche chanche di arrivare da qualche parte. Qui si tratta di mostrare coscette e pancine, di mandare baci alla telecamera, di gorgheggiare per qualche settimana, e poi ripiombare a fare il garzone del bar, a rassettare la casa, a sedere in piazza a raccontare all'infinito di quella bella (bella?...) avventura...         

      (Le foto inedite sono acquisite dal televisore)

 

E' recentemente uscito un libro: PORNO OGNI GIORNO, di Massimiliano Virgilio, editori Laterza, che dedica qualche passaggio al fenomeno del "velinismo" a Napoli. Lo trovo interessante, per cui ve ne consiglio la lettura. In particolare, dei mini-neomelodici, la sua disamina propone un meccanismo inquietante. Pare che qualunque bambino o bambina della Campania possa avere una possibilità; basta rivolgersi alla persona giusta e quasi subito il bambino fa un video destinato alle molte tv locali e localissime. Il punto è che quella prestazione se la deve pagare, e molte volte non può. Allora ecco che scatta il meccanismo: no problem, canta e balla tranquillamente - dirà la generosa "persona giusta". Il risarcimento sarà quello di mettersi a sua disposizione (gratis) per feste di piazza e ricorrenze casarecce fino a saldo compiuto. Ovviamente, mancando ogni tipo di preselezione, quasi tutti i bambini che vengono così arruolati, dopo un paio di schifosissimi video di penose canzoncine, e dopo un po' di feste in cui loro si sgolano e "la persona giusta" guadagna, vengono mollati e spariscono.    

 

Anche la stampa, seppur raramente, cita il fenomeno. Per esempio Il Mattino lo fa in data 26/5/10.

 

Chi vuole capire vedendo, si colleghi a un video di youtube, non c'è che l'imbarazzo della scelta:

La classifica neomelodica del programma SCORIE

La minicantante tra le più longeve, Fortuna: "Ambarabà" e "Tucatuca"

La Piccola Anna, "Giggino 'o bello" dal testo inquietante

Giuseppe Jr, "'A Minigonna", precocità allo stato impuro

Stefano de Santis, "Me mett 'o jeans"

Arianna "1-2-3" , "So' piccirell" e boh?

Nando de Marco, "Chissà se lei mi vuole"

Vera Bella, "a Sant'Antimo" e "La befana"

Maria Manera boh?

... ce ne sono molti altri, ma penso che basti così.