Sorvegliare, punire, educare
di Oplita Armato Allale
Le pene servono a prevenire o a punire?
A cosa dovrebbero servire le pene inflitte per colpire i trasgressori
delle regole? Molte e dibattute sono le funzioni attribuite a questa pratica
spiacevole ma necessaria.
La funzione più immediata e percepibile è sicuramente la punizione.
Chi sbaglia paga. Poi la pena ha la funzione di assicurare la certezza del
diritto: eventuali nuovi trasgressori sanno che saranno puniti analogamente
al loro predecessore.
Si parla anche di funzione educativa della pena. Su questo ho seri
dubbi di efficacia. Secondo me chi è punito, a qualsiasi livello, prima s'
incazza, poi cova un notevole rancore verso chi l'ha punito, e la
riabilitazione ritengo passi per altre vie, ma al riguardo non ho grandi
certezze.
C'è poi la funzione preventiva, che consisterebbe nell'inibire i
comportamenti illeciti prima che si manifestino, per il timore della
successiva punizione. Per questa funzione, invece, sono sicurissimo dell'
assoluta inutilità.
Le regole codificate in ordinamenti giuridici possono discendere dal
diritto naturale o dal diritto positivo.
Il primo è così detto perché risponde ad esigenze connaturate alla
natura umana. Ad esempio la tutela della vita. Alla stragrande maggioranza
delle persone non verrebbe mai in mente di commettere un omicidio perché un
gesto simile ripugna alla coscienza individuale.
Per le pene inflitte ai trasgressori delle regole del diritto
naturale, la funzione preventiva, va da sé, è nulla.
Se ho una discussione con qualcuno che fa il furbo nella fila alla
biglietteria, ammesso che mi venisse in mente di ammazzarlo, certamente non
mi asterrei dal farlo per il timore della durissima pena detentiva
conseguente, ma perché è istintivamente contrario alla natura umana togliere
la vita ad un suo simile. In questo caso la funzione della pena è
esclusivamente punitiva.
Il problema si complica notevolmente con le regole del diritto
positivo (da positum, posto), così detto appunto perché posto, calato, all'
interno di una società dal consolidarsi di valori che variano ed evolvono
con l'uomo.
Esempio classico è la tutela della proprietà. Mentre la sacralità
della vita nasce con l'uomo, altrettanto non può dirsi della proprietà, che
è una creazione dell'uomo e il cui concetto si è evoluto nei secoli.
La diversità sociologica si manifesta anche nella trasposizione nei
codici normativi: bene o male in tutti gli stati del mondo l'omicidio è
considerato egualmente un reato gravissimo e punito severamente. Il danno
alle cose è trattato in modi molto diversi e punito in modo non uniforme
dalle diverse legislazioni.
Che funzione ha la pena per gli illeciti del diritto positivo?
Apparentemente potrebbe avere anche una funzione preventiva. Anche se
non è naturale astenersi dal commettere un furto, (posso sempre dire di non
riconoscere la proprietà privata), il timore della pena potrebbe indurmi a
non farlo.
Ritengo invece che il timore della pena, in questo caso, si traduca in
maggiore attenzione da parte del trasgressore a non farsi acchiappare.
Vivo in una regione, la Campania, dove notoriamente l'uso del casco
sui motocicli è un optional.
Spesso si fanno delle grandi campagne pro casco che si accompagnano,
per qualche giorno, a raffiche di multe ai piloti con criniera al vento.
Effettivamente per qualche giorno, in concomitanza di questi fenomeni
repressivi, si vedono molte più capoccie cascomunite per le strade.
Se per i trasgressori non è radicata la convinzione della giustezza
della regola, che per altro in questo caso è esclusivamente a tutela della
loro incolumità, la comminazione delle multe non risolve niente. Infatti,
appena si allenta la pressione dei vigili urbani, subito i caschi tornano ad
essere minoritari.
Per un pilota di motociclo di altre regioni, mettersi il casco è un
gesto automatico, spontaneo, lo fa senza neanche pensare alla possibilità
della multa, se lo mette e basta, insomma per lui è "naturale" esattamente
come non ammazzare. Quindi la funzione della pena, anche in questo caso, è
esclusivamente punitiva.
La prevenzione deve consistere nel far diventare patrimonio comune la
giustezza della regola.
Ad esempio l'idolo rock che sale sul palco durante un concerto con un
casco in testa e dice a tutti i presenti che lui se lo mette e da dei
coglioni a coloro che lasceranno lo stadio in moto a capo scoperto.
Se la regola è vissuta come un'imposizione senza coglierne l'utilità,
la valenza paideutica della pena è inesistente. Solo se la maggioranza dei
motociclisti si mette il casco perché è giusto metterselo, quando vedono uno
che non ce l'ha, fermato e multato, penseranno "ma vedi sto fesso" e non "l'
hanno fregato".
Oplita Armato Allaleggera