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il Piccolo ateo

Perché mostri sacri del pensiero ateo quali

Dawkins, Hitchens, Onfray, Rodriguez e Odifreddi, pur facendo indubbia e a volte feroce critica alla religione cattolica e alla sua Chiesa, non provocano indignazioni pubbliche, mentre un modestissimo, inedito e imponderabile libretto come il mio fomenta addirittura le ire di deputati della Repubblica?

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La vicenda del mio libretto "Il piccolo ateo - anticatechismo per ragazzi" è per certi versi paradossale: la censura e l'ostracismo che ha subìto il mio scritto sono elementi immeritati sia per il valore intrinseco (solo discreto) del manuale, sia perché hanno ottenuto effetti diametralmente opposti a quelli sperati.

Riassumo brevemente la storia: il 20 settembre 2007 vengo informato che il quotidiano "Il Giornale" ha pubblicato un pezzo assai polemico dal titolo "Shock a scuola" e firmato Andrea Tornielli, in cui il mio libretto viene accusato di tutto e di più. Vi compare anche un intervento dell'alto prelato Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro nonché vicino a Comunione e Liberazione, che giudica il PA un' "operazione grossolana per aggredire la fede cristiana". Ma sul quotidiano di destra è pure accennata la genesi della protesta clericale: il PA è arrivato nelle mani del Gris, il "gruppo di ricerca di informazione socio religiosa", che si è indignato giacché "circola in varie scuole del Nord Italia", scrive sempre il Giornale.

Da lì in poi, e per un paio di settimane, il putiferio si scatena soprattutto su Internet dove, per la verità, nascono più commenti a favore che contro (fra l'altro, anche una rivista di settore, "Tecniche della scuola", si schiera contro). Intanto, il deputato Luca Volonté, capogruppo alla Camera (anche lui di Comunione e Liberazione, oggi eletto nelle liste dell'UDC) decide di metterci un carico: pure lui indignato, fa un'interrogazione parlamentare al ministro Fioroni nella speranza di bloccare la diffusione del mio libretto nelle scuole e perché Fioroni "faccia chiarezza sulla notizia di un manuale di anti-catechismo".

A quanto è dato sapere, ad oggi, 5 novembre 2007, il ministro della Pubblica Istruzione non ha fatto alcunché. Ma Fioroni, a mio parere, non può fare niente neppure se volesse. Mi spiego.

"Il piccolo ateo" non è un libro edito, è solo un file (che, stampato, equivale a una cinquantina di pagine) che giaceva da anni sul mio sito, liberamente scaricabile da chiunque. Lo scrissi una diecina di anni fa, così come scrivo altre mille saggi, racconti e commenti via via che ne avverto l'ispirazione. Ma soprattutto non l'ho mai stampato per diffonderlo fuori della mia cerchia di conoscenti, men che mai per diffonderlo in una scuola.

Il Gris prima, "il Giornale" dopo, e poi Tornielli, il vescovo Negri, la rivista scolastica, fino al deputato Volonté, potevano facilmente informarsi sulla questione prima di appiccare roghi. E la questione è semplice: quel file (che tuttora non è un libro edito) sarà stato pure scaricato da qualcuno e stampato in proprio, ma non sono io quel qualcuno. Mi ci vedete con una diecina di copie del PA sottobraccio che parto da Napoli e vado in pellegrinaggio "in qualche scuola del Nord" a convertire fanciulli e studentelli?

Molto più semplicemente, chi ha scaricato il file, se l'è stampato e l'ha trovato adatto al figlio, che l'ha portato a scuola. Sennonché a scuola, "in qualche scuola del Nord", ci sono pure genitori del Gris o vicini al Gris, che hanno interpretato in modo del tutto personale l'esistenza di un manualetto che "si permette" di discutere sul catechismo, e quindi hanno avviato la sciagurata iniziativa. Iniziativa che a tal punto ritengo solo parzialmente avversa a me, e molto più direttamente avversa ai genitori che autonomamente decidono di quali letture far partecipi i propri figli.

Il ministro Fioroni, che sarà pure aderente alle logiche e ai moralismi cattolici, ma di certo ha una responsabilità ben diversa da quella di quattro savonarola a caccia di eretici, di fronte a un'interpellanza parlamentare sarà rimasto sgomento verso chi l'ha proposta, più che indignato contro di me. Quella interpellanza, infatti, è solo un capitoletto di luoghi comuni catto-integralisti, che mal rappresentano un Parlamento democratico, moderno, e si spera libero, qual è quello italiano. Per cui, se risposta ci sarà, penso che sia di un tipo del tutto inoffensivo.

Lo sport di volersi a tutti i costi sostituire al ruolo di genitore, di voler dirigere la moralità pubblica, e di ergersi a proprietari esclusivi della saggezza nazionale nei più svariati temi, ha ingolfato l'Italia politica e culturale. E non c'è pensiero laico che tenga: il desiderio di annullare "quel che non piace a me" è imperioso, urgente, irresistibile. Perfino in Uaar, dispiace dirlo, c'è qualcuno che, pur condividendo nel merito il PA, lo interpreta come un tentativo di "evangelizzare" all'ateismo gli studenti. Quindi è grande la confusione, è enorme l'oscuramento della libertà di pensiero e della razionalità causato dal dogmatismo, dai pregiudizi, dalla sciatteria comportamentale.

Il Piccolo Ateo è, invece, solo il tentativo di controbilanciare le corazzate catechetizzanti che approdano in scuola sotto forma di Ora di religione, ma pure di Precetto pasquale, Gioia del Natale, crocifissi in aula, visite pastorali e via dicendo. Solamente 50 pagine di uno sconosciuto ateo di Napoli contro la storia del Vaticano e l'agguerrito esercito dei papisti, e si parla di "pericolo"??? Ma com'è possibile?

Il primo a meravigliarsene sono proprio io, l'autore di cotanto misfatto. Ma poi la meraviglia diminuisce e fa affiorare la spiegazione più ragionevole: evidentemente io ho colpito laddove altri non hanno neppure mirato.

Lo dico perfino con pudicizia: Dawkins, Hitchens, Onfray, Rodriguez, Odifreddi per me sono mostri sacri, gente colta e libera in grado di fare l'autopsia alle credenze religiose e svelarne ogni minima carenza storica, logica, filosofica. I loro libri sono convincenti perché fondati, argomentati, dettagliati, inattaccabili sotto ogni profilo. Il "Trattato di Ateologia" o "L'illusione di Dio" scuotono le fedi di molti ed eccitano l'orgoglio ateo; Verità e menzogne della chiesa cattolica è un libro che sgretola la Bibbia; Il VANGELO SECONDO LA SCIENZA non può essere ignorato dal razionalista moderno... eppure, che io sappia, nessuno di questi capisaldi dell'ateismo contemporaneo ha vellicato le pruderies moralistiche di giornalisti, prelati o deputati. Perché?

L'unica spiegazione ragionevole che avrei trovato è quasi banale. A differenza dei miei colleghi produttori di cose atee, io non mi sono tenuto sulle generali, né ho criticato la funzione invasiva del cattolicesimo, non ho analizzato scetticamente la religione cattolica, non ho ridotto la Bibbia a libro di favole... no! Io mi sono "permesso" di sottrarre ai preti il loro materiale più prezioso: le giovani menti, i ragazzi, i bambini. Senza catechismo, la Chiesa imploderebbe nel giro di una sola generazione, e questo lo sanno bene "lassù". Se i ragazzi avviati impunemente dai genitori al catechismo aprissero gli occhi e capissero a quante e a quali sciocchezze ferali in quel modo sono esposti, girerebbero i tacchi alla Chiesa cattolica più di quanto già non facciano. E quindi, va ancora bene se qualcuno critica il Vangelo, mette in dubbio la resurrezione, fa i conti in tasca alla banca vaticana e sberleffa preti e vescovi. Ma tentare di aprire gli occhi e la mente ai giovani equivale a inserire un potente virus nel software delle credenze religiose, e questo è un ben più profondo e lungimirante pericolo!

Ad oggi, il mio piccolo scritto gode di una popolarità che, grazie a uomini di ampio ascolto come Tornielli e Volonté, ha travalicato l'àmbito della scuola ed è approdato a una lettura che molti genitori trovano addirittura "necessaria". Quasi tutto il valore della mia opera, o quanto meno la sua attuale diffusione in Italia e in Polonia (dove vorrebbero editare un "Mały bezbożny"), lo debbo ai miei autorevoli detrattori. Certo, non mi aspetto una citazione domenicale da piazza San Pietro... Ma non demordo: con certa gente non si può mai sapere.    

 

     

          

         

 

L'interrogazione originale dal sito camera.it

Allegato B Seduta n. 208 del 20/9/2007

VOLONTÈ. - Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che:
secondo quanto pubblicato a pagina 18 dal quotidiano Il Giornale di giovedì 20 settembre, risulterebbe distribuito in alcuni istituti scolastici del Nord un testo, scritto da un insegnante di Napoli, dal titolo inequivocabile: «Il Piccolo Ateo - anti catechismo per i giovani che non si vogliono fare fregare»;
obiettivo dell'autore è quello di convertire all'ateismo le giovani generazioni utilizzando argomentazioni grossolane e brutali aggressioni alla tradizione cristiana -:
quali siano gli istituti scolastici in cui è stato distribuito il manuale e se ritenga opportuno che nelle scuole, sia pure nell'ambito della loro autonomia, venga distribuito materiale quale quello descritto in premessa.
(3-01241)