rap e rap tus censori
Una
sentenza un po' brusca. Fibra ha un sacco di successo.
"Non ne dubito. Questa è spazzatura che va alla grande, perché l'incultura che
passa tra i giovani italiani è questa. Ma resta spazzatura. E, in questo caso, è
spazzatura pericolosa".
Lei sta chiedendo di censurarla?
"No, ci mancherebbe. Non posso farlo né ci penso. Ma è una canzone che parla
della realtà. Di una realtà che conosciamo tutti bene. Fin troppo bene, direi:
la vicenda di Erika e Omar è stata amplificata, è diventata emblematica di un
modo estremo di vivere la vita familiare e i suoi inevitabili disagi. Ed il
problema è che, ci piaccia o no, per molti giovani Erika è diventata un modello.
Ce lo dicono le lettere che le arrivano, come arrivavano a Pietro Maso e ad
altri prima di lui. È terribile. Ma proprio per questo mi domando che senso ha
stimolare questi istinti con uno strumento immediato come un rap".
Qual è
il messaggio che le fa paura?
"La mancanza di rispetto. Ai giovani passa il messaggio che se non fai la
carogna non sei nessuno. È la banalizzazione del crimine".
Siamo messi bene, se i ragazzi si fanno influenzare da un rap.
"Ma qui siamo su un terreno minato: perché il mito del criminale sta
inevitabilmente nell'immaginario del giovane, è l'avventura , è il
riconoscimento all'esterno. E i giovani che io mi vedo passare davanti, proprio
di questo soffrono: carenza di identità. Temo che pur di darsi una identità
possano fare qualunque cosa. E le conclusioni possono essere ancora più
devastanti se questi giovani si trovano ad agire in una società dove la mancanza
di rispetto viene comunicata ad ogni gesto e ad ogni occasione. Intendiamoci: io
penso e spero che i tanti milioni di ragazzi che non fanno notizia siano
desiderosi di dare alla loro vita un senso diverso da quello della canzone. Ma
poi ci sono i suggestionabili, è a loro che questo messaggio arriva per primi"
Fabri Fibra potrebbe replicare che ormai Erika è un personaggio, le sue foto
alla partita di pallavolo hanno fatto il giro d'Italia.
"Si aggiunge un errore a un errore. Io penso che quelle immagini siano state un
grave sbaglio: per il messaggio che mandavano all'esterno, perché normalizzavano
e banalizzavano un delitto, e per il messaggio che mandavano alla stessa Erika.
Chi ha permesso quella pubblicazione ha fatto un grave danno anche a lei".
Vuole lanciare un appello al cantante?
"Sì. Mi piacerebbe incontrarlo. È un ragazzo come i tanti che vedo ogni giorno.
Vorrei confrontarmi con la sua intelligenza e il suo buon senso, se ne ha.
Cercherei di spiegargli perché credo abbia sbagliato".
(Fonte:
www.repubblica.it 24 giugno 2006)
RISPONDE FIBRA:
"Io
sono uno spiantato. Come milioni di ragazzi oggi in Italia. Questo alla lunga ti
può far impazzire. La gente sta male e io sono la cartina di tornasole di questa
cosa". Autobiografia di Fabri Fibra, 30 anni da Senigallia. "Scrivere mi fa
stare bene: non mi preoccupo se piace o disturba".
Cuore di latta parla di Erika e Omar. Lei si immedesima in Omar.
"Metto a confronto i drammi che accadono in Italia, dove se hai un problema
nessuno ti aiuta, sei solo il diverso da scansare. Omar per me è più che normale
se lo paragoni alla mamma che lancia il figlio dal davanzale. È un ragazzo che
un giorno commette un omicidio. Una spiegazione? Non c'è. Si è trovato nel posto
sbagliato con la ragazza sbagliata.
Gli ho
voluto dar voce, ho voluto parlare dei tabù che abbiamo in testa per le
dinamiche in cui veniamo cresciuti, a cominciare dalla pressione cattolica sulla
famiglia, tanto che a 35 anni siamo tutti a casa con i genitori. La cronaca
lancia segnali del disagio nelle famiglie, dov'è tutto un soffocarsi".
Omar ha commesso un omicidio.
"Di più, ha dato 97 coltellate alla madre della fidanzata, s'è fatto tirare in
mezzo. Ma io non studio i crimini. Ho pensato a uno che non si rende conto
dell'omicidio e forse nessuno glielo fa capire".
Non teme che chi la ascolta possa subire il fascino di Omar?
"A Erika e Omar in carcere già arrivano lettere di ammirazione. Io provoco,
accendo la miccia dei dialoghi e delle conclusioni".
Il giudice Pomodoro vorrebbe incontrarla.
"Il mio cd parla per me. Dunque non sono strumentalizzabile. E non ho tempo per incontrare nessuno".
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