I PROCESSI DI BERLUSCONI
Spett. dr. Augias, le scrivo per farmi aiutare a
capire. Leggo dal suo giornale che il nostro primo ministro Berlusconi ha i
seguenti "guai giudiziari": 4 prescrizioni, 4 assoluzioni di cui una per
depenalizzazione, e poi archiviazione, processo sospeso, un carico pendente e un
rinvio a giudizio. Ciononostante, non ha mai risentito minimamente di nessun
effetto; anzi, è ricco e beato. Se mi ci paragono, probabilmente starei ancora
in galera e di sicuro non circolerei gaiamente per il mondo. Senza contare che
avrei perso il lavoro al primo avviso di garanzia, avrei dovuto cambiare
quartiere o città, forse la mia famiglia ne sarebbe stata distrutta, e, non
potendomi certo permettere né stuoli di avvocati né favorevoli sincronismi con
alcuni mutamenti legislativi, avrei raccolto dappertutto il massimo delle pene.
E allora non riesco a comprendere se tutta codesta disparità debba essere
accreditata alla fortuna (e quanta!) o a un sistema generale in cui la legge è
diseguale per tutti e le caste economiche e/o politiche resistono all'erosione
della civiltà a scapito di una banale esigenza di eguaglianza. Dopodiché mi
chiedo con quale serenità possiamo, noi tutti comuni e fallaci mortali,
accettare il semplice e nobile significato della parola "giustizia".