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Proibiamo il proibizionismo

14 giugno 2006 - Mi piace varare questa mia battaglia con un articolo recente a favore della legalizzazione delle droghe. Non lo faccio perché sia particolarmente interessato alle droghe, ma perché il tema droga è "il modello" di tutti i proibizionismi. Contiene infatti tutti gli elementi socio - antropologici funzionali a mantenerlo: l'allarme sociale, l'elemento etico-moralistico, il tabù e la fobia della perdita di controllo sia in senso umano che in senso politico.

Cosa significa "proibizionismo"?

Beh, in sintesi: vietare qualcosa (oggetti, comportamenti, usi, modi di fare, modi di esprimersi, ecc.) adducendo motivi pratici (vietare perché si causa danno) o assai più spesso ideologici (vietare perché si ritiene immorale ed eticamente sbagliato ciò che si vieta).

In forza di questi princìpi, che sono comunque in grandissima parte relativi ai tempi e alle mode, si è vietato e si vieta di tutto e di più: dai libri "eretici" alle minigonne, dalle parolacce al modo di stare a tavola, fino a molte libertà private che - con un capitombolo logico ardito - si vuole colpiscano sensibilità pubbliche: soprattutto in tema sessuale.

Quello del sesso è il "frutto proibito" per antonomasia. Nell'Italia vaticana di oggigiorno si vorrebbe plasmare la società e gli individui - anche quelli che non sono né cattolici né di altre religioni - sullo "stampo" sessuofobico e censorio dell'ideologia cattolica (la religione più anti-sesso che c'è). E quando questa operazione non riesce con le indicazioni morali ed etiche, si fa in modo che passino delle Leggi cosicché un peccato diventi anche reato. Il risultato è lo Stato etico e finto-laico che ci ritroviamo in cui, per esempio, una donna non può abortire liberamente perché qualcuno ha deciso che in molti casi si offende un dio che lui - non la donna - crede sia il "padrone" della vita.

Chi proibisce?

Il proibizionismo è un po' lo sport nazionale italiano. Tutti proibiscono tutto: dal papà che vieta al bambino di correre anche in assoluta sicurezza (chissà perché...), al giudice che chiama spaccio lo spinello in più rispetto a quelli consentiti. Proibisce la signora dirimpettaia che ti rimprovera se circoli in casa tua in slip, proibisce il professore che ti rimprovera per il pearcing che ti sei fatto al naso. Proibiscono il papa, i cardinali e il prete della tua parrocchia quando ad ogni occasione declamano le cose che possiamo fare e quelle (assai più numerose) che non possiamo fare... senza ricordarsi di dire "secondo noi".

Insomma, proibisce chi non apprezza la libertà e pensa che sia qualcosa da dare o da negare.

Invece la libertà è già nostra, sta dentro di noi: nessuno può darcela né tanto meno togliercela.    

CORRELAZIONI

 

Dati da cancellare

 

Italia bigotta

 

SENZA

 

LA BATTAGLIA PROIBIZIONISTA È PERDUTA ?

 

Veronesi apre all'eroina di stato

 

Il sito degli antiproibizionisti

 

Tools antipro: portale di strumenti e politica antiproibizionista

 

 

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