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PUNIZIONI

RIFLESSIONI SCIOLTE

Necessità delle punizioni
Danni delle punizioni

 

Ho il sospetto che, anche evitando di indagare su cosa dice il codice penale italiano, è possibile che fare una manifestazione nudi (come quella spagnola) sia proibito.
L'Italia ha seguito la filosofia legislativa dello Stato Borbonico: tutto è proibito (un pezzo di 'La chimera' di Sebastiano Vassalli, spiega la strategia legislativa secentesca).
Non dimentichiamo che, mentre un paese anglosassone ha un numero di leggi dell'ordine della decina di migliaia, noi ne abbiamo milioni. 
Ergo, tutto è vietato, ma nulla è controllato (sarebbe impossibile), a meno che non serva. 
Questo è uno stato di cose in cui l'arbitrio delle "autorita`" è giustificato dalla Legge.
 
Se il seno nudo ad una manifestazione di gay e lesbiche non offende nessuno, anzi è giudicato folkloristico, allora viene lasciato passare. Ma se un'azione analoga può
avere una qualche valenza sociale e politica vera, qualcuno riesumerà qualche codicillo che la proibisce.
 
Del resto, se ci si ferma a parlare in più di tre persone per strada la polizia può caricare con sfollagenti e lacrimogeni, perché questo è ciò che prevedono le leggi 
antiterrorismo degli anni '70, ancora in vigore !!!
 
Ovvio che questo non succede... finché non fai niente che qualcuno possa giudicare scomodo, ma la legge c'è e potrebbe essere applicata.

 

La suesposta riflessione pone, a mio parere, degli spunti anche enormi sul piano della società civile e delle libertà individuali.

L'organizzazione sociale basata sulle leggi è una necessità. Tuttavia non può essere considerato un principio immutabile e "sacro". Intanto perché le leggi devono essere condivise, altrimenti l'attrito fra chi le deve rispettare e chi le deve far rispettare diventa insostenibile. In tale ottica si pone il necessario "dosaggio" del numero di leggi e del tipo di struttura legislativa.

Purtroppo, oggi, in Italia, siamo pressoché fermi al XVII secolo; all'epoca in cui, giustappunto, i Borboni, pur angustiati dai mille problemi della mezza Italia da essi governata, seguirono una filosofia grezza, sperequata e inefficace: quella della proibizione tout court. Ancora due secoli, e Sigmund Freud avrebbe loro spiegato che proibire è il miglior modo di indurre la trasgressione. Eppure, i credenti Borboni avrebbero dovuto ricordare la lezione del dio cristiano, uno dei più sciatti e poco accorti, che, proibendo la mela alla coppia dei "progenitori", ottenne null'altro effetto che quello opposto: la disubbidienza, la voglia di accedere al frutto proibito (la mela = la conoscenza) e quindi l'innesco della divina ira punitiva. 

Una seconda - ma non slegata dalla prima - riflessione la si può fare sul numero delle leggi italiane. Non saranno milioni, ma fra penale, civile e amministrativo, sono comunque un numero spropositato. Cosa significa ciò? E cosa implica?

Il significato della moltiplicazione delle norme è semplice: proviene dall'ansia di perfezionare il mondo, dall'angoscia che qualcosa rimanga fuori controllo e che non sia prevista da qualche codice. Attività, questa, alquanto primitiva (il sommare aritmeticamente è la logica più elementare) e soprattutto non produttiva nonché destinata al fallimento: nessun sano di mente può davvero aspirare a prevedere tutto. Contemporaneamente, un enorme ammasso di leggi significa fatalmente la loro non gestibilità. Risultato: aumentano i divieti e diminuiscono le possibilità di controllare le trasgressioni, perché le risorse e gli addetti al controllo sono sempre una frazione delle necessità esatte dalla pletora di leggi e regolamenti da far rispettare. E allora si pone il paradosso di scegliere cosa e quanto controllare, col risultato di una giustizia a due, tre, quattro velocità.

Una derivazione di questo stato di cose è che, non potendosi stabilire dei criteri giusti ed equi per far rispettare alcune leggi a danno di altre, si dà la stura all'arbitrio: le autorità possono, anzi sono costrette a scegliere cosa e se perseguire, venendo meno così alla necessità di perseguire tutte le trasgressioni onde garantire una basilare giustizia.

Tutto bene? Per niente. Come è sotto gli occhi di tutti.

(continua)