Home Su

REGOLE DELLA SCRITTURA

Vedi anche "le figure retoriche"

accorciativi

Si usano nello stile colloquiale e gergale.
È già arrivata la prof?
Idem per i nomi:
Ciao, Ale, come stai? (al posto di Alessandro)
Bene, Gio, e tu? (al posto di Giovanna)
Ma attenzione:
Quest’estestate vai ancora a Santa?
(non tutti i lettori possono immaginare che si parla di Santa Margherita Ligure)


abbreviazioni

Da evitare, salvo stile colloquiale o contesti in cui la non abbreviazione sarebbe ridondante.
Tra una fermata e l’altra del metrò ci sono mediamente 800 metri.
(Non: 800 m. o mt.)
La nuova strada è lunga 200 chilometri.
(Non: km)
Il mio cane pesa 20 chili.
(Non: kg)
Ma:
Come sono falsi i tigì di regime!
Guardi spesso la tivù?
In quel bar si svolgevano le riunioni della locale sezione del Pci.


acapo

È un segno d’interpunzione che accentua lo stacco del discorso. Ma spesso viene utilizzato anche per rendere più leggibile il testo.
In ogni caso è di pertinenza dell’autore, non dell’editore o dell’impaginatore grafico.


accento

Obbligatorio:
- nelle omografie
All’improvviso gli dà un ceffone.
Parla sempre di sé.
Non ti dò un accordo in do.
(Niente accento sulle note musicali.)
Perché non gli dài quel che gli spetta?
Non mi schiero né con te né con lui.
Chiesi loro che ci facessero lì.
- sui composti di tre
ventitré
e di blu
rossoblù
- nelle parole composte il cui secondo membro è un monosillabo
autogrù
Non confondere accento acuto e grave:
- perché, poiché, affinché…
- è, cioè, caffè, tè…
- a piè di pagina


apostrofo

Fa cadere la vocale finale dinanzi a una parola che pure inizia con vocale (soprattutto se si tratta di due vocali uguali) ogni volta che ciò facilita la pronuncia.
L’amica di mio fratello.
L’utile e il dilettevole.
Ma la regola non vale se il risultato è cacofonico od offende la musicalità stilistica:
Tutto ciò mi irrita.
Non te lo chiedo per favore, lo esigo.


articoli

L’articolo determinativo si usa:
- con i soprannomi
Il Caravaggio, il Tintoretto
- con i personaggi famosi del passato
Il Machiavelli
- con i cognomi usati al plurale
Gli Agnelli
Non si usa con i nomi propri di persona
Conosci Mario?
Hai visto Sandra?
Gli articoli che formano il nome di città si declinano
Abitavo alla Spezia
Un cittadino del Cairo
L’isola della Maddalena


congiuntivo

È obbligatorio ogni volta che l’evento espresso dal verbo non è certo, ma solo possibile o verosimile o desiderabile o sperato o temuto
So che è morto.
Non so se sia morto.
È certo che verrà.
È probabile che venga.


corsivo

Ci siamo imbarcati sul Titanic.
Leggo il Corriere della sera.
Ti piace l’Aida?
Ho prenotato all’Osteria della noce.
Hai letto I promessi sposi?
Vanno in corsivo le parole straniere che non sono entrate nell’uso della lingua italiana. In caso contrario, le parole straniere si scrivono in tondo e non si declinano.


date

Il 16 maggio 1947
I quadri del Settecento.
Negli anni Sessanta.


d eufonica

Diventa suffisso delle particelle “e”, “a”, “o” soltanto quando sono seguite da parole che iniziano con la medesima vocale.
Era molto bella ed elegante.
Sono venuto ad annunciare una bella novità.
Piantiamo gladioli od ortensie?


desinenze estenuanti

Sono quelle in -mente e in -zione, evocative di linguaggio burocratico.
Quando sono troppe, meglio sfoltirle.
Mi ha risposto di no
è preferibile a:
Mi ha risposto negativamente.


elisione

tutt’altro
a tutt’oggi


euro

Ho speso 50 euro
Ma negli elenchi con indicazioni di prezzo si usa la sigla dell’euro.



femminile di nomi che indicano cariche e professioni

- la vigile
(Non: la vigilessa)
- la giudice
- la capoufficio
- il ministro Letizia Moratti
- l’avvocato Maria Rossi
(Non l’avvocatessa)
- la senatrice
- la procuratrice
- Tizia Caia, presidente della Provincia di Milano


tra, fra

Si scelgono con criterio eufonico, specialmente per evitare cacofonie derivanti dall’incontro di uguali gruppi consonantici. Esempio:
C’incontreremo fra tre mesi.
Tra lo sfarfallio delle lanterne...


frazionari

Un mezzo.
Un quarto.
Cinque trentesimi.


luoghi comuni

Sono ripetizioni inutili od ovvietà che a volte scadono addirittura nel ridicolo
- È rigorosamente vietato (se è vietato è vietato!)
- È stato letteralmente sommerso da lettere di ringraziamento. (Dunque è morto d’asfissia?!)
- A norma delle leggi vigenti. (Difficile sottostare a leggi che non sono in vigore!)
- Un’apposita commissione.
- All’alba di ieri mattina. (Ovvio che l’alba di ieri era mattina)
- Pugno chiuso. (Se fosse aperto non sarebbe più un pugno)
- Conclude infine. (Se conclude vuol dire che è alla fine)
- Aggiunge inoltre.
- Modulo prestampato. (Se non fosse stampato sarebbe un foglio in bianco).
- Vero e proprio. (Se scrivi qualcosa è ovvio csia in senso letterale, in caso contrario hai gli strumenti stilistici e grafici per farl capire il traslato)
titoli onorifici, accademici, professionali, di cortesia
Carlo Bianchi è l’insegnante di mio figlio.
(Non: Il professor Carlo Bianchi è l’insegnante...)
Paolo Bianchi è il nostro medico di famiglia.
(Non: Il dottor Paolo Bianchi...)
Sono Maria Bianchi.
(Non: Sono la signora Maria Bianchi, né sono la professoressa Bianchi)
Il cardinale Ruini.
(Non: Sua eccellenza il cardinale...)
«In un convento di clausura è difficile prendere l’Aids» ha dichiarato Carlo Bianchi, primario di Immunologia all’ospedale delle Orsoline.
(Non: ...ha dichiarato il professor Carlo Bianchi...)


maiuscole e minuscole

La tendenza è a usare la maiuscola solo quando è indispensabile.
La maiuscola è obbligatoria con:
- i nomi propri
- le particelle di e de che precedono un cognome, a meno che queste particelle non introducano un predicato nobiliare:
I duchi d’Alba
Ho parlato con De Dominicis
- le omonimie
I Lettori delle università italiane (per indicare i lettori di lingua straniera, che coadiuvano gli insegnanti)
Il Fascismo (fatto storico, per distinguerlo dal fascismo, atteggiamento o corrente di pensiero)
- i nomi geografici
Il Monte Bianco
Il Lago di Garda
- I Romani conquistarono mezzo mondo.
- Molti romani tifano per la Lazio.
- i nomi di di feste
Natale, Pasqua
- le sigle
Il Pci
ma
Claudio è un deputato pci
- i nomi dei punti cardinali, quando indicano un’area geografia
Vado a Nord
Il lato nord della casa.
Il Sud è molto nuvoloso
I problemi del Mezzogiorno
- L’inizio di un nuovo verso poetico
Ei fu. Siccome immobile / Dato il mortal sospiro...
- i pronomi allocutivi, per segnalare che non sono personali:
Come si chiama, Lei?
Salvo il caso di nomi propri, si usa la maiuscola soltanto quando la minuscola può suscitare equivoci. Esempi:
Ci troviamo in Piazza Dante.
La Corte costituzionale.
La Corte d’appello.
La Corte dei conti.
Il tribunale lo ha condannato a otto anni di carcere.
La procura della repubblica.
Antonio Di Pietro è stato un eccellente pubblico ministero.
Si è iscritto a Medicina.
I prodotti del Parmense.
La Luna ruota attorno alla Terra, pianeta del Sole.
Gianni ha la luna storta
Non prendere troppo sole.
Il cane abbaia alla luna.
Il Mezzogiorno d’Italia è più arretrato rispetto al Nord.
L’anniversario della Repubblica.
L’Italia è una repubblica.
Il Senato ha votato la legge.
Il senato accademico gli ha conferito la laurea.
Non tutti i Paesi hanno una governo democratico.
Sono nato a Caprino, nel Veronese.
Il papa è il capo del Vaticano.
Il presidente della repubblica Azeglio Ciampi.
Si può visitare questa chiesa?
La Chiesa cattolica ha perseguitato a lungo gli eretici.
Il ministro della Giustizia.
Il capo del governo.
Il primo ministro.
Il Comune di Milano.
Il presidente della Provincia di Milano.
In provincia di Milano ci sono molte aziende agricole.


neologismi

Giornalisti e scrittori hanno licenza di creare parole nuove. A queste condizioni:
- Che ancora non esista una parola che definisca il concetto o l’azione o l’oggetto che vogliamo esprimere;
- che la parola sia immediatamente comprensibile;
- che non crei equivoci o assonanze sgradevoli.


numeri

Si scrivono in lettere da uno a dieci, in cifre quelli da 11 in poi.
Ma:
La temperatura è scesa a zero.
Su quel monte eravamo sotto zero.
I bambini fino a tre anni.
ventuno, ventotto
centouno, centootto
milleuno, milledue, milletré, milleotto, milleundici
Il giorno va diviso in 12 ore
Alle dieci di stamane.
Ci vediamo stasera alle sette e mezzo.
A mezzogiorno e venti.
Alle sette e cinque.
È l’una del mattino.
Le tre del pomeriggio.
Mario è arrivato secondo, Gigi ventitreesimo.


omografie

Sono parole graficamente identiche ma che cambiano significato a seconda di come si pronunciano. Quando possono suscitare equivoci vanno accentate:
Benché avesse da poco subìto due interventi al femore, si era sùbito messo al lavoro.
I prìncipi dovrebbero avere saldi princìpi.
La nave non ha ancòra gettato l’àncora.


onomatopee

Sono parole che riproducono e evocano i rumori dell’azione che stiamo descrivendo.
Ha preso una cesoia e zachete! ha tranciato il ramo di netto.


parole straniere adottate dal dizionario italiano

Le parole straniere italianizzate seguono le regole delle parole italiane:
Cameriere, posso avere il menù?
Ho acquistato due poncho.
Si vedono sempre durate i week-end.
Eccelle in parecchi sport.
Commercia in computer.
All’aeroporto funzionavano soltanto due check-in.
È arrivato all’ospedale in stato di shock.
Ha una bella giacca di cachemire.
Le parole straniere non italianizzate si scrivono in corsivo e possono seguire la regola del plurale
In Messico ordinavo sempre burritos.


partitivi

Da evitare
Ci sono novità.
(Non: Ci sono delle novità)
Mi hanno regalato fiori e cioccolatini.
Ma ci vuole se significa “un po’”
Hai dello zucchero?


puntini di sospensione

Ne bastano tre.


punto esclamativo e interrogativo

Dopo il punto esclamativo o interrogativo si usa la maiuscola o la minuscola a seconda che si voglia far percepire o meno uno stacco
Traditore a me! questa è un’offesa che non tollero.
Ma come fai a essere già qui?!
Sei stato tu!! Non me lo sarei mai aspettato.
Sembra l’auto di Giacomo (?), no?
(l’interrogativo tra parentesi significa: chi sarà questo Giacomo?)


segni d’interpunzione accostati

Da evitare
«Quando ti decidi a cambiare l’auto?» mi chiese.
Per esempio, questa frase è corretta, ma graficamente ostica:
«Crederesti che quella vipera di Tiziana ha avuto il coraggio di chiedermi: “Come fai a mantenerti tanto snella?”?»


si passivante

Si affitta un negozio
Si affittano negozi
Questi discorsi in casa mia non si fanno.


sigle e denominazioni

La Fiat ha sempre meno operai.
Lavoro alla Bnl (più visivamente scorrevole di BNL)
Le truppe dell’Onu e della Nato.
Il Circolo Letterario Ticinese.
In Italia circolano troppi tir.
Non sopporto quelli che si atteggiano a vip.
La srl e la spa sono società di capitali, la snc è una società di persone.



troncamento (apocope)

È la caduta di una vocale, una sillaba o una consonante in fine di parola.
Fil di ferro
Buon amico (ma Buon’amica)
Fra Cristoforo
ma
Il frate guardiano


virgolette a caporale

Usate soltanto per introdurre e chiudere il discorso diretto o riportare frasi altrui.
«Stai meglio, dopo la cura?»
«Bene, grazie, e tu?»
Per rendere più scorrevole la lettura si usa omettere la virgola in presenza delle virgolette:
«Ti aspettavamo con ansia» gli ho detto.
Ma è corretto anche:
«Ecco Luigi», lo interruppe lei, «finalmente è arrivato».
Le virgolette racchiudono l’intera frase, compreso il punto:
«Non mi va di discutere con te.»
«Voglio rivelarti un paio di segreti» ha esordito. «Primo, Carletto non è tuo figlio; secondo, ho ereditato un patrimonio.»


virgolette alte: “, ”

- Si usano quando la parola o la locuzione sono usate in senso figurato o con un significato improprio.
Due operai reggevano la soletta a braccia alzate, mentre un terzo la fissava. Alla vista di quelle “cariatidi”...
Ma le virgolette sono superflue quando la comprensione del senso figurato è scontata:
Quell’armadio sarebbe il tuo fidanzato?
La diva era scortata da due gorilla.
- per virgolettare all’interno di un virgolettato a caporali:
«Quando ho visto quel disgraziato gli ho intimato: “Fuori di qui”. Invano.»

 

desunto da www.ilcronista.org