IL RACCONTO
Le risate della Madonnina
di STEFANO BENNI
Come ogni anno, ritorna il mistero delle Madonne e dei Santi Piangenti.
Quest'anno è accaduto a Civitavecchia. E subito sulla legittima emozione dei
fedeli si è abbattuta un'invasione di giornalisti, esorcisti, vescovi
lacrimologi, esperti ieratico-idraulici e soprattutto politicanti religiosi e
laici, ognuno con la palese intenzione di spiegare perché la Madonna
piangeva, armati non del dubbio del mistero, ma della certezza del partito.
La Madonna piange perché è contro il referendum sugli embrioni, è contro la
distruzione della famiglia, è turbata dalla divisione tra Buttiglione, Follini e
Mastella, è preoccupata per le regionali. Naturalmente questo ha acceso il clima
di suggestione, e in Italia si segnalano ulteriori
portenti.
La Madonna del Tir di Lagonegro.
Su un camion bloccato tre giorni nella neve sulla Salerno-Reggio Calabria, una
madonna luminosa in bachelite che si trovava dentro a una cabina, ha iniziato
miracolosamente a battere i denti, e poco dopo, a ricoprirsi di un magico strato
di brina. Molti automobilisti, prima di svenire assiderati , l'hanno vista e
hanno parlato con lei. Ma il fatto più sconcertante è avvenuto su un'auto.
Da un Non-correre-pensa-a-me con l'effigie di San Cristoforo, è iniziato a
trasudare un vapore sulfureo e si è sentita chiaramente la voce del Santo
proferire le seguenti parole: Se becco questi dell'Anas gli faccio passare un
guaio. Il solerte Lunardi ha detto che lui si occupa di Grandi opere e non di
stradacce meridionali senza neanche un casello per incassare: comunque ha
mandato sul posto tre cugini ingegneri e un demonologo.
Lo Stalin di Cecina.
Anche la sinistra ha voluto la sua apparizione. Nel giardino di un operaio
comunista, un nano di gesso, precisamente un Brontolo, ha iniziato a imperlarsi
di strane gocce, subito identificate dagli esperti come sudore umano. Gli
esperti mandati da Rutelli hanno stabilito che la statua è addolorata per
l'estremismo in seno all'Ulivo. Subito, in un casolare vicino, un attivista di
Rifondazione ha segnalato che il suo busto di Stalin si era arroventato ed
emetteva odore di ragù. Secondo gli esperti gastronomi, è un segnale esoterico
che la sinistra non deve essere il
condimento, ma il primo piatto nella coalizione di Prodi.
L'elefantino di Roma.
Nel carcere di Regina Coeli, un senegalese detenuto per commercio abusivo, ha
detto di aver visto il suo elefantino sacro di legno alzare la proboscide e
camminare per alcuni centimetri. Del fatto sono stati testimoni i compagni di
cella. Subito le guardie carcerarie hanno segnalato
l'evento. Questo ha scatenato l'indignazione della classe politica. È ignobile,
ha detto il senatore Pera, che questi selvaggi pretendano di ottenere dei
miracoli che, come sappiamo, sono esclusiva delle religioni vere e superiori.
Già ci irrita il fatto che una Madonna pianga sotto Firenze, ha detto il
ministro Calderoli, ma degli infedeli delinquenti pretendano che crediamo alle
loro visioni, è il segno del lassismo morale dei tempi e della politicizzazione
della magistratura. Mentre Calderoli rilasciava
l'intervista, è giunta notizia che nel ristorante del signor Cheng a Milano, un
Buddha di porcellana è improvvisamente dimagrito della metà. Calderoli ha avuto
un collasso.
Il David di Firenze.
L'ondata di suggestione ha investito simulacri, idoli e statuette in molte altre
parti d'Italia. Una nota duchessa vip televisiva, che ha voluto mantenere
l'anonimato avendo venduto l'esclusiva a un giornale, ha assicurato che la
Barbie di sua figlia ha pianto diversi litri di Chanel numero cinque.
Ma davvero straordinario è ciò che è successo a Firenze in piazza della
Signoria. Il David di Donatello, famoso per la sua bellezza virile ma casta, ha
avuto una spaventosa erezione. Dove c'era il pistolino marmoreo ora hanno
trovato appoggio ben sette piccioni in fila. Si era pensato a uno scherzo, ma
sembra che l'aumento di volume sia reale e pesabile. La solita commissione
Grandi Opere formata da tre ingegneri cugini di Lunardi, un andrologo e una
pornostar sta esaminando il caso. La piazza è transennata.
L'omino di Arcore.
Il caso più portentoso è avvenuto in un piccolo centro della Lombardia.
Protagonista un uomo modesto e riservato, che ama definirsi esponente unico del
Bene e Unto da Dio. Già in passato quest'uomo era stato oggetto di eventi
portentosi, come miliardi piovuti dal cielo e miracolose
prescrizioni da processi. Ebbene quest'uomo ha da tempo inspiegabili stimmate e
mutamenti somatici.
Anzitutto la faccia gli si è modificata tre o quattro volte. Poi gli sono
apparsi sul cranio pelato dei capelli di materiale misterioso, forse setole di
unicorno. Il viso si è coperto di una specie di fanghiglia rosea, simile a un
incarnato angelico, ma con forte odore di profumeria. La misteriosa
stimmate pilifera è sparita, per riapparire in alcune foto di tipo diverso e in
color nero pece. Di nuovo la peluria portentosa si è dileguata, ma ultimamente
sulla testa dell'uomo è apparsa una rada chioma stavolta di colore rossiccio. Le
autorità ecclesiastiche e cosmetiche sono perplesse.
Il piccolo asilo.
Il caso più miracoloso è avvenuto nell'asilo di un piccolo paese. Alcuni
ragazzini che stavano giocando a pallone sul campo dell'oratorio, hanno notato
che una madonnina situata dietro una porta, non piangeva, bensì rideva ogni
volta che veniva fatto gol. Proprio una risata argentina di
allegria. Sembra inoltre che la statuina parteggiasse, con garbo, per una delle
due formazioni, e che abbia in alcune occasioni fischiato maliziosamente
interrompendo il gioco. I bambini non hanno chiamato né esorcisti né madonnologi,
e soprattutto neanche un giornalista, e hanno
tenuto ben segreta la cosa. Grazie a Dio, a Buddha e Manitù, nelle religiosità
di cose semplici, gioiose e nascoste che non hanno bisogno né di Inquisizioni,
né di arbitri, né di telecamere.
(1 febbraio 2005)