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REPORTS SCELTI DA ME

Come avrete notato, nel mio sito non faccio propaganda partitica esplicita. Ma per la Rosa nel pugno faccio volentieri un'eccezione, giacché nel programma di questa unione radicali-socialisti mi sembra che ci sia una tutela della laicità e quel sano anticlericalismo che condivido. 

Senato: Marco Pannella contesta da tribuna, Scalfaro lo fa allontanare.

28 aprile 2006 - Marco Pannella urla dalla tribuna del Senato "viva la democrazia, viva la Costituzione. Ci sono otto senatori che sono stati cancellati". Oscar Luigi Scalfaro, ne dispone l'allontanamento dall'aula.

“Ho gridato viva la Costituzione e il Senato della Repubblica e ho detto che ci sono 8 senatori che per il momento sono stati eliminati”. Marco Pannella spiega così ai cronisti che cosa ha gridato dalla tribuna del pubblico durante la seduta, mentre Oscar Luigi Scalfaro presiedeva. “Gli ho gridato - prosegue Pannella - Presidente, la avviso, mancano 8 senatori...”'. Pannella se la prende quindi con le telecamere di Palazzo Madama che non lo hanno ripreso mentre protestava dalla tribuna: '”non solo si eliminano i senatori eletti da un punto di vista giuridico - dichiara Pannella - ma li si cancella anche come immagine. Si preferisce non inquadrarmi”.

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Enrico Boselli prende la parola in Aula a Montecitorio per denunciare "un problema politico" per la Rosa nel Pugno e uno "legale" che riguarda il Senato. Il problema politico, dice l'esponente di Rnp, "è che un milione di voti espressi sono rimasti senza rappresentanza al Senato". E quello legale, relativo a Palazzo Madama, "è che c'è stata una clamorosa violazione della legge" elettorale, che "non è stata applicata"

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La Rosa nel pugno manifesta sotto Palazzo Madama nel giorno dell'elezione del nuovo presidente del Senato. un gruppo di appartenenti al partito guidati da Daniele Capezzone espone manifesti con sopra scritto: “Scippata la legalità, ferita a morte la democrazia”. La Rosa nel pugno definisce il Senato che si insedia oggi “fuorilegge”. E denuncia: “Scippati quattro seggi alla Rosa nel pugno un seggio all'Udc, un seggio alla Dc-Psi, un seggio all'Italia dei valori e un seggio a Insieme con l'Unione”. Dunque “un furto di legalità”

 

 
Dopo il presidente operaio, un Papa farmacista....

15/1/06 - Emma Bonino: Garantire il 50% di personale non obiettore nei reparti dove si praticano le interruzioni volontarie di gravidanza, abolire l'obbligo della prescrizione con ricetta per la pillola del giorno dopo, estendere l'aborto anche a strutture private convenzionate come "avviene per qualsiasi altro intervento sanitario". C'è anche questo nella proposta di legge che la Rosa nel Pugno presenterà la settimana prossima per chiedere una serie di modifiche alla 194, ma con la consapevolezza che a 15 giorni dallo scioglimento delle Camere non potrà certo essere discussa nell'attuale legislatura.
Oggi è stata Emma Bonino a Milano, prima di partecipare alla manifestazione in difesa della 194, a spiegare che la proposta "è un atto di chiarezza" per correggere "storture e limiti" della legge e che, comunque, "è meglio prepararsi" per il futuro pensando oltretutto che l'Unione, come ha precisato anche Pia Locatelli, europarlamentare dello Sdi, sui temi in questione "è in sofferenza".
"È incredibile - ha proseguito Emma Bonino parlando del corteo - che sia di nuovo necessario dopo 30 anni scendere in piazza per difendere una delle poche leggi che in Italia hanno funzionato".
Oggi la delegazione della Rosa nel Pugno camminerà dietro uno striscione con la scritta-slogan Basta molestie clericali: "Dopo il presidente operaio - ha detto l'europarlamentare
radicale -, un Papa farmacista...".

Enrico Boselli: Le parole di Papa Ratzinger sull'aborto e sulla pillola abortiva ''rivelano il clima da controriforma che sta investendo la chiesa cattolica''. Enrico Boselli (Rosa nel pugno) interviene al congresso dei Repubblicani europei e dedica buona parte del suo intervento alla critica delle posizioni del Papa e delle gerarchie ecclesiastiche sui temi dell'aborto e delle unioni di fatto. ''Nessuno di noi - ricorda - si È mai sognato di porre limiti alla liberta' di espressione del Papa o delle gerarchie ecclesiastichÈ'. Ma se continuano le ingerenze nella vita politica del paese - È il ragionamento - ''si pongono le revisioni per il superamento del concordato''. Il leader socialista parla poi dell'8 per mille, delle agevolazioni per l'Ici sugli immobili di proprieta' della Chiesa, della questione degli insegnanti di religione che vengono scelti dalla Curia: ''Privilegi che non esistono nelle grandi democrazie europee e che prima o poi andranno aboliti''. Secondo Boselli, ''in Italia si vive come se il cattolicesimo fosse ancora la religione di stato'' e sul tema della laicita' sono troppe ''le incertezze e le timidezze anche da parte del centrosinistra''. ''Con assoluto rispetto - aggiunge - dico che sono rimasto molto colpito quando ho visto il Papa che non in un'omelia ma ricevendo gli amministratori della Regione Lazio e del Comune di Roma, senza tenere alcun conto il carattere istituzionale dell'incontro, ha dato indicazioni che riguardano la vita dello stato italiano. Si È pronunciato contro le unioni civili, ma cio' che desta maggiore sorpresa sono le argomentazioni contro la pillola abortiva''. Citando l'Osservatore romano, Boselli dice che le riflessioni del Papa significano che ''si ritiene peggiore l'intervento di tipo farmacologico, meno traumatico per la donna, rispetto a un intervento chirurgico''. ''Mi dispiace dirlo - conclude - ma queste argomentazioni del Papa rivelano un clima da controriforma che sta investendo la Chiesa cattolica''. Il presidente dello Sdi parla di ''un periodo di oscurantismo e di un'offensiva fondamentalista''

fonte: lanci di agenzia letti a Radio Radicale

 
NUOVO ATTACCO SUI PACS

16/1/06 - Prima il Vaticano e poi il presidente del Senato Marcello Pera un duro attacco sui Pacs, criticando la manifestazione romana di sabato a Piazza Farnese. Immediata la reazione della Rosa nel Pugno e del mondo laico, definita eccessiva dai cattolici. Boselli: di eccessivo c'è l'integralismo di Pera. Capezzone: siamo quasi alla sharia. • Le foto

Nuova levata di scudi contro i Pacs dopo la manifestazione di sabato a Roma, che ha portato l’Italia laica a manifestare per i diritti civili delle coppie di fatto. A scendere in campo è stata prima la Sir, l'agenzia dei settimanali cattolici promossa dalla Cei, che dedica al tema la propria nota settimanale e poi il presidente del Senato Marcello Pera che ha affermato che l’unica unione riconosciuta è quella tra uomo e donna.
Immediata la reazione della Rosa nel Pugno e del mondo laico, con Capezzone che ha paragonato la nota del Sir a una sorta di sharia, che la destra non ha mancato di definire eccessiva.
“È davvero strano – commenta Enrico Boselli - che il presidente del Senato non si accorga di un clima, che lui stesso ha alimentato, rivolto a mettere in discussione la legalizzazione dell’aborto. Non è certo eccessiva la reazione dei laici ma lo è il comportamento del presidente Pera, rispetto al suo ruolo istituzionale, che non perde occasione per dare il suo contributo pressoché quotidiano all’offensiva neointegralista in atto condotta attivamente dal presidente della Cei, Cardinale Camillo Ruini, e in prima persona dallo stesso Papa, Benedetto XVI”.
“Ecco – ha aggiunto Capezzone - si può davvero dire che il Presidente Pera non si fa e non ci fa mancare nulla: al suo "cursus honorum" mancava un po' di omofobia, ma anche questa lacuna è stata prontamente colmata. D'ora in poi, sarà il caso di parlare dell'Ayatollah Al-Perawi”.

Fonte http://www.sdionline.it/

 
Da Ruini un manifesto politico

23 gennaio 2006

Il presidente della Cei chiede ad elettori e parlamentari di prestare attenzione alla famiglia, fondata esclusivamente sul matrimonio, e alla vita "fin dal suo concepimento e fino al suo termine naturale".  Ruini ha aperto il Consiglio Permanente della Cei con una prolusione a 360 gradi: affronta le questioni internazionali, per poi dilungarsi sulla situazione politica italiana. Villetti: un manifesto politico elettorale, si propone come ago della bilancia del giorno dopo.

La Chiesa afferma di non schierarsi politicamente alle elezioni di aprile, ma dà chiare indicazioni sui valori da tutelare. Il 'manifesto' del cardinale Camillo Ruini parla da solo. Nonostante assicuri che "la Chiesa non si schiererà", il presidente della Cei chiede ad elettori e parlamentari di prestare attenzione alla famiglia, fondata esclusivamente sul matrimonio, e alla vita "fin dal suo concepimento e fino al suo termine naturale".
Ruini ha aperto il Consiglio Permanente della Cei con una prolusione a 360 gradi: affronta le questioni internazionali, per poi dilungarsi sulla situazione politica italiana.
“Il Cardinal Ruini – commenta Roberto Villetti della Rosa nel Pugno - ha presentato un suo vero e proprio manifesto politico elettorale. Lo scopo è evidente. Qualsiasi schieramento vinca le elezioni, sosterrà che ciò è avvenuto per i voti cattolici che grazie a lui ha orientato la Conferenza episcopale italiana. In questo il presidente della Cei dimostra di avere una grande capacità tattica, già del resto ben sperimentata quando ha fatto figurare l’esistenza di una maggioranza integralista in Italia assumendosi la paternità di tutti i non votanti in occasione del referendum sulla fecondazione assistita. Ruini in questo modo continua ad essere un protagonista della vita politica italiana: fa l’ago della bilancia ma per il giorno dopo. Nessuno si può permettere di limitare in alcun modo il diritto di espressione di chiunque. Non saremo quindi noi a invocare censure nei confronti del cardinal Ruini. Resta però il fatto che tutto ciò contraddice lo spirito del Concordato che assicura alla Chiesa cattolica privilegi storicamente giustificati soltanto con una rinuncia a interferire nella vita politica italiana. E proprio perché in nome dei principi della democrazia liberale non vogliamo condizionarne la piena libertà – conclude l’esponente socialista della Rosa nel Pugno - vanno superati tutti quei privilegi di cui attualmente gode la Chiesa nel nostro Paese”.
“Dalla famiglia alla politica estera, dall'energia alle infrastrutture: ormai non c'è questione che sfugga a Ruini”, ha aggiunto Daniele Capezzone, definendo l'intervento di Ruini un vero e proprio “programma di governo, un avvertimento elettorale ai poli, e un'opa sulla società Italiana”.
Il presidente dei vescovi italiani è tornato ancora una volta a difendere la famiglia fondata sul matrimonio e a scagliarsi contro i Pacs. E va oltre: Ruini richiama elettori e parlamentari ad una maggiore attenzione nelle scelte da fare sul tema. “La tendenza diffusa in molti Paesi e ben presente in Italia - ha detto il presidente della Cei - ad introdurre normative che comprometterebbero gravemente il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio” richiede “un supplemento di attenzione a questi temi nelle scelte degli elettori e poi nell'esercizio delle loro responsabilità da parte dei futuri parlamentari”. Sulle tematiche della famiglia, della natalità e dell'educazione, ha aggiunto Ruini “l'Italia ha bisogno di un forte e durevole impegno” sia “sul versante culturale e morale” che “su quello delle politiche sociali”.