R
Reliquie. Nulla di più ridicolo del culto delle reliquie. La sindone spacciata per sudario di Cristo fu prodotta ieri, come dimostra la prova al carbonio. Secondo le misure degli abiti (lussuosi broccati francesi del sec. XVI) indossati dalla Madonna e da san Giuseppe, lei era alta due metri e mezzo e lui appena novanta centimetri. Se si riunissero tutti i pezzi e le schegge della croce sparsi per il mondo, essa peserebbe centinaia di tonnellate. I pii hanno versato al clero ingenti somme per venerare un dente di latte di Gesù, una ciocca dei suoi capelli, un tozzo di pane dell’ultima cena, la veste indossata davanti a Pilato, un dentone di san Pietro, un po’ di braccia, frammenti cranici degli apostoli e due anfore delle nozze di Cana. Centinaia sono le sante spine adorate qua e là, come a S. Giovanni Bianco (Bergamo), nonostante la corona i rovi portata da Cristo garantita intera ed esposta alla Sainte Cappelle. Il latte della Madonna ha inondato miriadi di chiese e conventi. È sparito al suono della Marsigliese, ma non del tutto. In Italia, il devoto può ancora rendergli omaggio in fiaschetta, nella fiorentina S. Maria Novella e nella veneziana S. Marco. Dice don Molinari, docente di storia moderna alla facoltà di Magistero dell’Università Cattolica di Milano: «Ora che la scienza ha dimostrato che la sindone è del tardo medioevo, la sua venerazione può continuare perché di per sé non è mai stata indirizzata a quel pezzo di tela, ma a Cristo» (fonte: www.antipapismo.it)
Redenzione. Che Gesù volesse sacrificarsi per redimerci è una delle tante imposture, per mascherare le quali il clero ha lungamente vietato, sotto pena di dannazione eterna, la lettura del vangelo. Dal quale risulta, all’opposto, non solo che lui temeva come tutti la morte, ma che per evitarla ad ogni costo esortava i discepoli, dopo aver tanto predicato di offrire l’altra guancia, a usare la spada a protezione della sua stessa persona, ordinando inoltre a chi non la possedesse, di farne sollecito acquisto (Lu 22,38). Se ne desume che anch’egli era un povero cristo angosciato dal pensiero del salto nel nulla, un debole uomo poi divinizzato per potenziare i loro intrallazzi. (fonte: www.antipapismo.it)
S
Sacerdozio femminile. Vedi articolo su "Aprile" qui.
Sesso. Le religioni non sempre condannano il sesso, anzi, alcune considerano il sesso un mezzo di conoscenza del divino (induismo). Possiamo pensare a due opposte tendenze: da un lato il cattolicesimo, col suo moralismo totalitario, dall’altro credi che non reprimono i propri fedeli: confucianesimo, taoismo e scintoismo. Per quanto riguarda la tipologia sessuale, il tabù universale è solo l’incesto, gli altri sono gestiti in vario modo. I rapporti prematrimoniali sono tollerati solo dai buddisti. La masturbazione è tollerata dai protestanti e dagli induisti. I rapporti omosessuali sono tollerati da battisti, calvinisti e induisti. La contraccezione è tollerata da tutti meno che dai cattolici. La sessuofobia dei cattolici non ha giustificazione nel suo fondatore, Gesù, il quale non indicò mai alcun modello di condotta sessuale. I tabù provengono da alcuni cosiddetti Padri della Chiesa, da Agostino (per il quale il sesso è “il” peccato) a Tommaso d’Acquino (secondo cui persino il sesso coniugale configura adulterio), passando per Bernardino, predicatore del XIV secolo, il quale esortava gli sposi a vivere la sessualità del talamo senza alcuna gioia, ma come un doloroso scotto per avere la prole, e infine arrivando ai “teologi mammellari” che, nel Seicento, indicavano ai mariti quali zone del seno potevano palpare alle proprie mogli. La verginità è ancora una virtù secondo i cattolici e gli ortodossi, e la vita sessuale deve rimanere al servizio dell’unione coniugale. Ciononostante, più di 4/5 degli italiani è in disaccordo con le posizioni della Chiesa cattolica (secondo una ricerca dell’Università Cattolica di Milano). Del resto, il macroscopico crollo delle nascite è un chiaro segno di indifferenza alle esortazioni della Chiesa cattolica contro l’aborto e contro l’uso dei contraccettivi.
Streghe. I libri in circolazione sulle streghe da due secoli ricalcano la logora fola della vecchia nonché orribile fattucchiera, creata ad immagine e somiglianza del leggendario volatile strix, rapitore e straziatore di lattanti. E ne deducono che le donne macellate a milioni dal clero dovessero indubbiamente essere malefiche, decrepite, deformi, con nasi adunchi e bitorzoluti. Nulla di più falso. Anche ammettendo, senza concederlo, che le prime ‘streghe’ corrispondessero a tale cervellotico stereotipo, resta il fatto che il clero non se ne curava affatto nei suoi rastrellamenti, tesi soprattutto all’annientamento delle donne più giovani. Il tassativo ordine papale era di «sterminarle tutte», integrato e rafforzato dai frati Institor e Sprenger, interpreti ufficiali del verbo pontificio, con l’inequivocabile specificazione che «ogni figlia di strega è strega». Del resto, uno sterminio di sole anziane sarebbe stato assurdo quanto una gassificazione hitleriana limitata ad individui dalla barba bianca. Bastava che un ecclesiastico infamasse una qualsiasi defunta, perché salissero automaticamente al rogo tutte le sue discendenti, lattanti comprese. Solo questo premeva alla chiesa celibataria, che arrivò a tali eccessi di zelo da svuotare intere province del loro elemento femminile. Ma l’esultanza dei papi fu in seguito mitigata dal timore di sanguinose ribellioni, e si trovò conveniente frenare l’immane ecatombe vietando (spesso invano) di bruciare le infette di eresia stregonesca d’età inferiore ai nove anni. E i santi inquisitori furono papalmente invitati ad attendere con cristiana pazienza, prima di assassinarle, la loro crescita. (fonte: www.antipapismo.it)
Sìllabo. Con esso Pio IX maledì il liberalismo, padre di quasi tutti i moderni partiti, non tanto, come si vuol far credere, per la sua laica dottrina economica (ché anzi nel suo aspetto più deteriore e degenere alla chiesa fa molto comodo), quanto in odio al Risorgimento, in odio a tutti quei patrioti che versavano il loro sangue per sottrarre tanta parte dell’Italia al bestiale dispotismo ecclesiastico.
San Tommaso d'Acquino.
«La masturbazione è il peggiore di tutti i vizi, persino peggiore del rapporto con la propria madre.»
«Il seme maschile fa nascere forme perfette, ossia maschili, ma se per qualche avversità esso si guasta, allora fa nascere femmine.»
«La donna è qualcosa di non previsto, che deriva da difetto. Imbevuta d’acqua più del maschio, è più sensibile al piacere sessuale; e poiché la natura, tendendo alla perfezione, riprodurrebbe solo maschi, la donna è il prodotto di un tentativo fallito, assimilabile a putrefazione, infermità, debolezza senile.» (fonte: www.antipapismo.it)
T
Teodicea. Teodicea, parola composta dal greco theos (“Dio”) e dike (“giustizia”). Letteralmente, “giustizia divina”. La teodicea è dunque quella parte della teologia che si occupa di spiegare il senso della giustizia divina in relazione alla presenza del male nel mondo. Il termine fu coniato da Leibniz (Saggio di Teodicea sulla bontà di Dio, la libertà dell'uomo e l'origine del male, 1710). La teodicea spiega quindi il senso del male e la sua presenza nel mondo creato dal divino.
Testimoni di Geova. Geova è il nome di Dio secondo una controversa interpretazione dei testi ebraici. Il movimento approdò in Italia nei primi anni del 1900. Oggi conta 400 mila aderenti distribuiti in 3 mila congregazioni. Si definiscono cristiani ma non credono nella Trinità. Si attengono a un’interpretazione letterale della Bibbia (per esempio, negano le trasfusioni di sangue). Non celebrano né il Natale né i compleanni, perché le ritengono ricorrenze pagane. La loro unica festività è la commemorazione della morte di Gesù.
Testi "sacri".
Essi sono posteriori al
150 perché:
a) Marcione, autore di due apologie sul cristianesimo, ignora nel 160
l'esistenza del vangeli facendo allusione soltanto a frasi e detti del Signore
che definisce “corte e laconiche”.
b)Marcione, continuando a difendere il suo Cristo gnostico dopo l'espulsione
dalla comunità di Roma, accusa, intorno al 170, i vangeli che erano stati
costruiti servendosi del suo, di essere dei falsi attribuiti in forma
fraudolenta a personaggi e apostoli dei tempi apostolici: «Sub apostolorum
nomine aduntur et etiam apostolicorum». ( Tertulliano. Adversus Marcionem - IV,3).
Non può che riferirsi a quelli di Marco e di Matteo che furono i primi ad
uscire.
c) Giustino, morto nel 165, ignora gli Atti degli Apostoli.
d) Non c'è nessuna allusione a nessuno dei vangeli canonici nella “Lettera di
Barnaba” scritta nel 140, né nel “Pastore di Ermas” scritto nel 150, né nella
“Lettera ai Corinti” scritta da Clemente nel 150 nella quale si parla della
passione di Cristo non come fatto storico ma come una profezia che si è
realizzata secondo il profeta Isaia.
e) Nel Didaché, documento risalente al secondo secolo, scoperto nel 1875, vi si
trova la formula del “Pater noster” e il “Sermone della Montagna” (entrambi di
origine essena) ma nulla che parli dei 4 vangeli. (Documento prettamente esseno).
f) Il primo che parla chiaramente dei 4 vangeli è S. Ireneo nel 190. Infatti
Luca e Giovanni furono scritti dopo Marco e Matteo.
«Questo silenzio da parte di tutti gli autori, sia cristiani che profani,
riguardo i vangeli, è la migliore prova della data tardiva della loro redazione.
Il Concilio vaticano II per quanto abbia riaffermato le date attribuite ai
vangeli, nulla ha cambiato alla verità storica, avendole imposte come verità di
fede». (Guy Fau- Opera citata, pag. 84).
I vangeli canonici non sono stati scritti da testimoni oculari che vissero in
Palestina, né tantomeno da ebrei quali erano gli autori ai quali sono
attribuiti, per i troppi errori geografici che contengono e l'assoluta ignoranza
delle leggi Bibliche. Soltanto Edel Smith ha contato in essi ben 250 errori
(opera già citata) e tutti così gravi da rendere inutile ogni commento sulla
loro falsità di costruzione.
I Testi Sacri non sono che una composizione di episodi riferentisi a fatti e
detti esistenti già da prima dell'epoca attribuita a Gesù, una vera e propria
ricopiatura dei libri Esseni e del Vecchio Testamento così fedele da portare
Steudel a lanciare la seguente sfida ai teologi cristiani: «Sarei riconoscente
a quel teologo che mi portasse una sentenza o un fatto che si riferisce a Gesù
del quale io non possa dimostrare che già esisteva sin da prima che lui
nascesse». (Guighebert- Gesù- pag.49). Nessuno si è fatto avanti!
Prendendo spunto dai vangeli attribuiti ai quattro evangelisti, una volta
confermata la natura umana di Cristo, a cui fu dato il nome di Gesù soltanto
nella seconda metà del secondo Secolo, ogni comunità passata alla corrente
materialista, costruì il proprio vangelo.
In questa anarchia di vangeli nei quali si parlava in alcuni dell'infanzia di
Gesù, in altri della vita della Madonna, ne sorsero alcuni, di matrice ebrea che
in antitesi ai vangeli del cristianesimo, costruirono un Gesù bastardo, che nato
dall'unione di un soldato romano con una prostituta ebrea, lo facevano risultare
un uomo geniale, ma cattivo e perfido da rapportarlo a Satana (vedi le
“Toledoth” da cui deriva il “Vangelo del Ghetto”), si andò avanti in un continuo
di diatribe che, via via che i concetti si sistemavano, sorgevano in seno agli
stessi padri della Chiesa finché Costantino non riunì tutte le Ecclesie sotto
una sola ideologia. Fu soltanto dopo il concilio di Nicea (325) che fu stabilito
quali dovevano essere i testi sacri ritenuti canonici e quali dichiarati falsi e
non attendibili (aporifi e pseudo). Per dimostrare quanta confusione ci fosse
ancora nei concetti religiosi della nuova religione, è sufficiente dire che
l'Apocalisse, considerata inizialmente apocrifa, fu annoverata tra i canonici,
dopo accese discussioni, soltanto nel VI secolo.
Alla domanda che a questo punto sorge spontanea su come abbia potuto imporsi
sulle altre una religione così basata sulle più assurde incoerenze e i più
evidenti anacronismi, la risposta ci viene fornita dalle violenze che la Chiesa
essa cominciò a praticare contro gli oppositori dopo che Teodosio nel 380 la
dichiarerà religione di Stato affidandole l'amministrazione morale dell'Impero.
In un continuo di persecuzioni, di ricatti, di anatemi e scomuniche si fecero
stragi di tutti gli oppositori i cui milioni di cadaveri furono ammucchiati e
nascosti nei secoli che seguirono dietro quella croce che oggi si pretende farla
passare per il simbolo di civiltà e di cultura occidentale. (fonte:
www.luigicascioli.it)