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RUINI NON S'INTROMETTE ???

Come può il concetto "cardinal Ruini non s'intromette nella politica" venir negato? Quasi ammiro tanta impudenza e revisionismo storico, ma la cronaca dimostra ampiamente che Ruini e il Vaticano non solo s'intromettono nelle
decisioni politiche, ma spesso ne sono gli ispiratori e i committenti. La contestazione di Genova sui Pacs non è criticabile né nel metodo, civilissimo, né nel merito, fondatissimo. Il Cardinale non esprime opinioni ma - alla faccia del Concordato - precetti politici, quindi non può lamentare la lesione di un diritto che non ha. Il Cardinale non è l'operaio che discute di pacs al bar, la sua voce è mostruosamente amplificata dalla sua carica e dalla propensione genuflessiva della politica italiana. Ruini ormai il politico lo fa di professione. Solo a settembre bolla i pacs come ciò che "oscura la natura e la famiglia", chiama "patrimonio da non disperdere" l'ignominia da lui stesso esatta dell'astensionismo ai recenti referendum sulla procreazione assistita (inducendo Andreotti a una disonorevole marcia indietro), e difende la sprezzante inamovibilità del governatore cattolico Fazio. Politici a destra e a manca dichiarano la propria indignazione per il trattamento riservato al capo della Cei. Ma il diritto al dissenso non è stato ancora abolito, e sicuramente Ruini si prodiga per meritarlo. Ha tuonato contro l'ingresso della Turchia "troppo islamista" nella EU e contro la proposta del "divorzio breve". E ha voluto, fin dal 2001, la parità di finanziamenti fra scuola pubblica e privata, dopo aver consigliato di regalare 4 milioni a ogni studente. Si siede in prima fila tra il presidente del Consiglio e quello della Repubblica all'apertura dell'Anno Giudiziario. Di recente, Ruini ha costretto tutti alla marcia indietro sull'accordo politico coi radicali, fatto gravissimo tanto da far dire al ds Giorgio Tonini che è in atto un progetto egemonico da parte della Cei. Sospetto confermato dalle elezioni americane e non solo. 23 ottobre 2003: Una decina di ministri con il premier Berlusconi e altrettanti ecclesiastici, con in testa il segretario di Stato vaticano Angelo Sodano, si sono visti a pranzo, ospiti dell'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede. Perché? Secondo indiscrezioni, Berlusconi ha rassicurato tutti sulla sintonia del governo con le "opinioni" del Vaticano circa la pillola abortiva, il rifiuto dei pacs e il concetto cattolico di famiglia. Patti carbonari che sono stati ampiamente rispettati... E oggi qualcuno ancora si indigna perché ritiene che la voce vaticana non è libera di esprimersi? «Ma mi faccia il piacere!» sbotterebbe il buon Totò, comico immensamente più serio di certi suoi pseudo-colleghi.