La repubblica, 19 settembre 2005
ROMA - Attacca i Pacs, richiama allo
spirito del referendum, chiede aiuti per la famiglia, difende il
governatore di Bankitalia Antonio Fazio, spiega che il terrorismo dipende
dai problemi non risolti in Medio Oriente, promette che i vescovi
resteranno fuori dalle elezioni. È a tutto campo l'intervento con cui il
presidente della Cei ha aperto a Roma il Consiglio episcopale permanente.
Un discorso molto atteso, dopo l'attivismo del cardinale durante la
campagna referendaria sulla fecondazione assistita e nel pieno delle
polemiche sui diversi progetti politici in tema di unioni di fatto.
No ai Pacs (vedi
scheda). Su questo punto, come prevedibile, la posizione di
Ruini è netta: "Non vi è alcun reale bisogno di norme come quelle
francesi, che potrebbero portare a un 'piccolo matrimonio'". Qualcosa che
"produrrebbe al contrario un oscuramento della natura e del valore della
famiglia e un gravissimo danno al popolo italiano". Il problema, prosegue,
è che i Pacs "al di là del nome diverso e di altre cautele verbali, sono
modellati in buona parte sull'istituto matrimoniale".
Il valore della famiglia. "La nostra Costituzione nell'articolo 29
- spiega ancora Ruini - intende con univoca precisione la famiglia come
'società' naturale fondata sul matrimonio e ne riconosce i diritti. Per
conseguenza la Corte Costituzionale ha ripetutamente affermato che la
convivenza more uxorio non può essere assimilata alla famiglia, così da
desumerne l'esigenza di una parificazione di trattamento".
Apertura a Rutelli. La protezione
giuridica delle unioni di fatto deve seguire la "strada del diritto
comune", dice ancora Ruini, spiegando che "qualora emergessero alcune
ulteriori esigenze, specifiche e realmente fondate, eventuali norme a loro
tutela non dovrebbero comunque dar luogo a un modello legislativamente
precostituito e tendere a configurare qualcosa di simile al matrimonio, ma
rimanere invece nell'ambito dei diritti e doveri delle persone". Insomma,
qualcosa di molto simile ai "contratti" proposti dal leader della
Margherita, Francesco Rutelli. Mentre Romano Prodi e i Ds sono favorevoli
al modello Pacs.
Il richiamo ai referendum. Per Ruini gli italiani hanno mostrato la
propria "saggezza" in occasione del referendum sulla procreazione
assistita. "Ma è anche importante ora non disperdere il patrimonio di
energie ed esperienze che si è catalizzato attorno al comitato Scienza e
Vita". In particolare, sul tema delle biotecnologie applicate all'uomo.
Il monito sulla Finanziaria. Il numero uno della Cei ricorda
l'importanza della prossima legge di bilancio. Rispetto alla quale i
vescovi si aspettano quei provvedimenti "seri" in favore della famiglia,
che finora non sono arrivati.
Il caro petrolio. ancora sull'economia, Ruini si occupa anche
dell'impennata dei prezzi del greggio: "L'incessante rincaro del petrolio
pone purtroppo una pesante ipoteca sullo sviluppo, specialmente in un
Paese come il nostro, che dipende da questa fonte di energia in misura
sproporzionata e assolutamente eccessiva. Il problema riguarda ad ogni
modo l'intera economia mondiale e richiede di essere concretamente e
responsabilmente affrontato, impegnandosi a sviluppare le tecnologie che
ne consentano la soluzione".
In difesa del Governatore. Riferendosi alle vicende che hanno
coinvolto il cattolico Fazio, Ruini dice: "Basta con l'abuso della
pubblicazione delle intercettazioni, un sistema che ha prodotto gravi
danni alle persone e guasti difficilmente riparabili alla dialettica
politica e al funzionamento delle istituzioni".
La Chiesa e le elezioni. Sul fronte più propriamente politico il
cardinale Ruini si mostra come di consueto prudente. Il presidente della
Cei ricorda che la Chiesa non parteggerà per nessuno schieramento, nella
lunga campagna elettorale che l'Italia si appresta a vivere. A scanso di
equivoci ha anzi ricordato che i vescovi non difendono "gli interessi dei
cattolici ma il bene dell'uomo".
La riforma della giustizia. Sulla nuova legge che per regolamentare
l'ordinamento giudiziario, ormai definitivamente approvata dal Parlamento,
Ruini auspica che, almeno nella fase dei decreti attuativi, venga
ritrovata un minimo di concordia fra le diverse istituzioni.
La minaccia terroristica. L'Islam non va confuso
con il terrorismo. Anzi, le possibilità di superare questo tipo di
minaccia "sono chiaramente collegate all'evolversi della situazione nel
Medio Oriente. Al riguardo, e notizie che giungono dall'Iraq diventano per
un aspetto sempre più preoccupanti: si susseguono infatti senza sosta le
stragi, che colpiscono soprattutto la popolazione civile, oltre alle forze
armate irachene che si vanno costituendo arrivando a massacrare bambini e
uomini in preghiera".