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Santo Gennaro

nato boh?, ucciso forse nel 305 d.C.,

prima reliquia: 1389 d.C.

Tissotropia e bentonite, altro che miracolo !

News di Repubblica, 19 settembre 2005

SAN GENNARO: "MIRACOLO" ANNUNCIATO DA 21 SALVE CANNONE
Il "miracolo" di San Gennaro, che dovrebbe verificarsi in mattinata nel Duomo, sarà annunciato alla popolazione da 21 salve di cannone sparate dal Maschio Angioino. Nell'antico castello, infatti, gli uomini del Secondo comando forze di difesa (Fod) hanno posizionato tre obici da 105/14 del 21/mo reggimento di artiglieri semovente Trieste, con sede a Foggia.

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Gennaro non è una figura storica ma leggendaria. Si dice che Gennaro, o meglio Ianuario, fosse il cognome, e Procolo il nome. Pare fosse vescovo di Benevento all'epoca delle persecuzioni cristiane di Diocleziano. La leggenda prosegue citando il giudice romano Dragonzio che, arrestato Gennaro per il reato di rifiuto alla "adorazione di idoli e altari pagani", su pressione popolare permutò la condanna a morte da divorato "ad bestias" a decapitazione.

Ma questa è leggenda creata e mantenuta dalla speculazione credente. Nessun dettaglio della sua vita è documentato; le sole notizie, tutte agiografiche, hanno come sola fonte la Chiesa cattolica medievale. Come chiedere a un marito se la moglie lo ha fatto cornuto... Secondo questa tradizione, Gennaro fu un martire cristiano ucciso nel 305 d.C. Le sue reliquie comparvero, però, più di 1.000 anni dopo, nel 1389. Perché così tardi?

Il 1300 fu un secolo molto prodigo di reliquie, anche assurde ma purtroppo benaccette dalla fede ottusa di quei tempi. Si veneravano, per esempio, le fedi nuziali della Madonna, le piume dell'arcangelo Gabriele, il prepuzio e i pannolini di Gesù bambino, ed altre simili amenità. Nessuna meraviglia, dunque, se nell'immane assortimento di cineserie devote poté comparire anche il sangue di Gennaro. La reliquia oggi è custodita nel duomo di Napoli, ed è contenuta in due boccettine, una vuota solo macchiata e l'altra piena a metà della sostanza che il popolo crede essere il sangue del presunto martire.

Perché questo residuo di (supposto) sangue viene considerato miracoloso? Sostanzialmente perché è ritenuto inconcepibile che una sostanza, soprattutto se sangue (con tutti i significati e simbolismi che ciò comporta), cambi stato apparentemente senza una causa riconoscibile. E la reliquia proprio questo fa: da gelatinoso, il "sangue" diventa liquido per poi ridiventare semisolido.

La baggianata, più è grossa meglio attecchisce nell'immaginazione pubblica. E allora questo presunto fenomeno ha pure un addentellato a svariati chilometri da Napoli, a Pozzuoli. Qui, la pietra su cui si vuole fosse stato decapitato Gennaro, si arrossa in concomitanza con la liquefazione del sangue. Fatto sta che è stato dimostrato che questo supposto ceppo non c'entra niente con la decapitazione di qualcuno, tanto meno del Gennaro del miracolo; in più, il presunto arrossamento è solo poco più che una dicerìa, tant'è vero che né la stessa Chiesa né i famelici mass media se ne occupano.

E allora? Come si spiega - e questo è sicuro - che il "sangue" da solido diventa liquido? Secondo la tradizione il "miracolo" avviene in tre date: il 19 settembre (solennità liturgica del santo), il sabato che precede la prima domenica di maggio (in ricordo delle diverse traslazioni delle reliquie) e il 16 dicembre (anniversario dell'eruzione del 1631, bloccata dopo le preghiere al patrono).
Le spiegazioni alternative al miracolo affiorate lungo i secoli sono state tantissime e variegate. Oggi non sappiamo se quella sostanza non sia stata sostituita durante i suoi 17 secoli di esistenza, possiamo solo sperarlo. Comunque, una ipotesi esplicativa scientifica c'è e si chiama tissotropia.

Ce la fornì nel 1991 un chimico oggi esponente del Cicap, Luigi Garlaschelli, assieme ad altri studiosi. In pratica, la tissotropia è la proprietà di certe sostanze (come la salsa ketch-up) di passare dallo stato solido a quello liquido, e poi viceversa, sotto la spinta di uno scuotimento o del calore. Scuotimenti e calore che sono presenti in abbondanza nel duomo di Napoli, quando il reliquiario viene a lungo agitato e rigirato dal cardinale in mezzo a una folla accalcata.

Ma c'è del sangue in questa reliquia? Forse sì forse no. La Chiesa non ha mai permesso che venga estratta un po' di quella sostanza per analizzarla (e si capisce, il mistero non conviene che sia svelato da una profana analisi chimica). Quello che è più probabile che ci sia in quelle boccettine, assieme o senza il sangue, è un composto in grado di produrre tissotropia. Nel 1991 il gruppo capeggiato da Garlaschelli propose un composto tissotropico che funzionasse e fosse ovviamente alla portata delle conoscenze del 1300; la sua semplice formula è: calcio, sale, acqua e clururo ferrico. Quest'ultima sostanza è presente diffusamente sotto forma di un minerale, la "molisite", proprio sul Vesuvio e sui vulcani attivi. Questo composto è pure del colore giusto, non c'è bisogno di aggiungere pigmenti arrossanti.

Si potrebbe obiettare: sì, daccordo, ma questa tissotropia casalinga non sfida i secoli come quella di san Gennaro, giacché dura pochi anni e poi perde le sue proprietà. Anche il mio sangue di san Gennaro ha perduto la sua proprietà tissotropica dopo due anni.
In realtà esiste un altro composto tissotropico che invece continua a resistere per molti anni: è una sospensione di bentonite in acqua.
Il comportamento tissotropico di detta sospensione è ancora più preciso ed
evidente del "sangue" di san Gennaro: ridiventa gel dopo un paio di minuti e quindi si può ripetere le dimostrazione quante volte si vuole.
Purtroppo non è rossa bensì beige e sporca le pareti dell'ampolla; quindi il
fenomeno risulta meno spettacolare e assomiglia troppo poco alla famosa
reliquia. Forse si potrebbe aggiungere un po' di pigmento...
L'unico problema è di impedire l'evaporazione dell'acqua. A parte ciò, il fenomeno di liquefazione può riprodursi anche dopo migliaia di anni;
la bentonite, come la molisite, esiste da qualche miliardo di anni. In Scandinavia, dove le formazioni di argille tissotropiche sono molto frequenti, si è avuta addirittura la liquefazione di un versante di una collina a causa delle vibrazioni trasmesse da una ferrovia (come tragica conseguenza c'È stata la distruzione del villaggio che c'era sopra). In questo caso l'argilla tissotropica ha atteso addirittura qualche diecina di migliaia di anni per manifestare la sua bizzarra proprietà.
Per chi volesse sperimentare: la bentonite costa pochissimo e si trova nei negozi che trattano attrezzature per la produzione del vino (serve a purificare il vino dalle particelle in sospensione che lo rendono torbido). Viene anche usata in edilizia per sostenere le pareti delle trincee che vengono scavate per le fondazioni di edifici.
 

In conclusione: possiamo ipotizzare che nel medioevo, sull'onda di una fede a tutti i costi, qualcuno abbia potuto inscenare questa pantomima, come mille altre, per poi lasciare alla pigrizia delle credulità popolari che essa acquistasse verità e dignità? Siamo pienamente legittimati a farlo, visti i presupposti.

Calogero 

         

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