Cardiopatie
CUORI DI CERA
(ANSA) -NAPOLI, 21 SET- I cuori degli scheletri
esposti nella cappella di S. Severo a Napoli sono di cera. Lo hanno rivelato tre
cardiologi con una loro equipe. La leggenda racconta che don Raimondo, duca di
Torremaggiore e principe di San Severo, nel 18/mo secolo, avrebbe iniettato
nelle vene di due suoi servi un veleno che avrebbe conservato integralmente la
ramificazione del quadro venoso. 'I cuori delle due statue, sono delle belle, ma
imprecise copie di cera vegetalÈ ha detto il dott. Domenico Galzerano.
Perché la notizia è rilevante?
La cappella di San Severo è situata al lato sinistro della chiesa di San Domenico Maggiore, detta anche S. Maria della Pietà dei Sangro, poiché fu fondata come cappella sepolcrale della famiglia dei Sangro, nel 1590. L'interno è ricco di statue settecentesche e di marmi colorati. Tra le più belle: del Disignano, del Queirolo e del Corradini. Il capolavoro per eccellenza è il Cristo Velato, eseguito da G. Sammartino nel 1753, al centro della navata. Scendendo una scala a chiocciola, si arriva nel sotterraneo dove si possono ammirare gli scheletri di un uomo e di una donna, il cui sistema venoso e arterioso si dice sia stato pietrificato da un invenzione del principe di San Severo.
Attorno a questi pochi elementi, è via via fiorita tutta una serie di ammiccamenti misteriosofi che hanno fatto diventare il principe di S. Severo il polo di chissà quali attività magiche e alchemiche. In particolare, viene a cadere il supposto segreto mantenuto dalla dicerìa che quei due scheletri siano il prodotto di arti magiche: un cuore di cera è cosa ben più terrena; no?