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SANTINO SUBITO

Gentile redazione,
capisco l'allinearsi alla presunta commozione pubblica per un fatto di cronaca che può colpire sentimenti elementari; ma sul sito di Repubblica tutto quel bailamme di morbosità in varie salse, dal minuzioso album fotografico agli articoli grondanti lacrime di sangue, non fa onore a una testata autorevole né costituisce un servizio al processo di civilizzazione di un popolo. Per quanto mi riguarda, e non è vuoto cinismo, l'omicidio del bambino rapito (non dico "il piccolo Tommy" per non accodarmi all'ipocrita affetto filiale estensivo che sembra aver preso molti) rimane un grave fatto di cronaca e basta; non può e, a mio parere, non deve, diventare un fatto mediatico da cui far nascere morbosità e forzose santificazioni (eventi facilmente collegabili) come, per esempio, di recente s'é assistito per la morte del papa precedente. Il "circo" va rimosso, non va agevolato. Lo speciale della Rai e il monocorde pianto greco di troppi giornali fanno diventare invece la morte di quel bambino un Massimo Sistema dentro il quale razzola una morale religiosa ben precisa allo scopo di ergersi a unico rappresentante del dolore pubblico. Sarà un caso, ma non ricordo che si sia mai costruito l'attuale teatrino per i bambini uccisi ben più barbaramente nelle troppe guerre su cui anche il Vaticano stende il silenzio, né per similari omicidi che accadono ogni momento fuori dei confini nazionali. E allora, cos'è, dolore regionale? Lutto autarchico? O morbosità di stato?...

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