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Equivoci da accento *

SANTO SUBITO !

(da Repubblica online 13 maggio 2005)

Il grido "Santo subito", che si è alzato dalla folla in piazza San Pietro lo scorso 8 aprile durante i funerali di Giovanni Paolo II, non è rimasto inascoltato. Oggi Benedetto XVI ha annunciato di aver già avviato la causa di beatificazione di Karol Wojtyla, senza attendere i cinque anni dalla morte previsti dal diritto canonico. Joseph Ratzinger lo ha annunciato personalmente al clero romano, leggendo, in latino, una comunicazione del cardinale Josè Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le cause dei santi.
A poco più di un mese dalla sua morte, il ricordo di Giovanni Paolo II commuove ed esalta gli animi: la comunicazione è stata accolta da un lunghissimo applauso dei sacerdoti presenti, alzatisi in piedi, insieme al Papa e al cardinale Ruini.
Nella decisione di far cominciare subito il processo di beatificazione per Karol Wojtyla Benedetto XVI si è avvalso di un precedente creato proprio dal suo predecessore. Fu infatti Giovanni Paolo II ad usare una dispensa analoga per madre Teresa di Calcutta, morta nel '97 e proclamata beata già nel 2003. Papa Giovanni Paolo II ha infatti semplificato le regole di beatificazione il 25 gennaio 1983, con la Costituzione apostolica Divinus perfectionis Magister, per permettere uno svolgersi più rapido e per dare rilievo alle Chiese locali.
È possibile che anche per papa Wojtyla la causa di beatificazione abbia tempi rapidi, sebbene la procedura preveda l'esame di una mole di documenti veramente poderosa. Il tribunale nominato per la beatificazione deve a sua volta nominare una commissione di storici, incaricata di riunire tutti gli scritti del "Servo di Dio" ( è questo il termine usato per indicare l'aspirante alla beatificazione) e tutti i documenti che lo riguardano in qualsiasi modo. Questa commissione deve esprimere un giudizio sull'autenticità e il valore dei documenti, e sulla figura del candidato alla santità. Il tribunale investiga inoltre sulla vita e sulle virtù del Servo di Dio, raccogliendo i giuramenti e le testimonianze di quelli che hanno conosciuto il candidato alla santità e anche il lavoro della commissione storica.
Per appoggiare la documentazione ricevuta, un membro della Congregazione prepara poi una Positivo, una specie di sintesi, documento che viene studiato da un gruppo di teologi; se il loro giudizio è favorevole, il dossier sarà allora dato ai Vescovi e ai Cardinali della Congregazione. Se il giudizio di questi ultimi è ugualmente favorevole, il Papa decreta l'eroicità delle virtù. L'ultimo passo è quello del riconoscimento di un miracolo attribuito al candidato alla beatificazione. In questo senso, subito dopo la morte di Karol Wojtyla, lo scorso 2 aprile, sono state numerose le affermazioni di fedeli, compresi sacerdoti, che hanno attribuito a Giovanni Paolo II guarigioni miracolose.
Una volta proclamato beato il "Servo di Dio" viene iscritto nel calendario liturgico della sua diocesi o della sua famiglia religiosa nel giorno anniversario della sua morte. Per la proclamazione a santo occorrono invece più miracoli, che vengono riconosciuti come tali dopo che una commissione di medici e una commissione di teologi ha attestato il carattere naturalmente ingiustificabile della guarigione.
Sono proprio queste procedure che richiedono in genere più tempo: ci vollero 35 anni per la beatificazione di Giovanni XIII, mentre dopo 40 anni è ancora in corso il processo per Eugenio Pacelli, Pio XII. Su questo caso, avviato da Paolo VI, gravano ancora ombre pesanti, come quella di aver taciuto sull'Olocausto degli ebrei.

* Sarà. Ma io cambierei l'accento da "Santo sùbito" a "Santo subìto": mi pare che così si renda meglio il senso del danno.