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Della Chiesa me ne sbattezzo...

La Stampa. 4 settembre 2005

POLEMICA IN AUMENTO LE ISCRIZIONI ALL'ASSOCIAZIONE ATEI E  AGNOSTICI
«La Chiesa fa politica? E io mi sbattezzo»
 
ROMA
 
Ruini sta trasformando la Cei in un partito? E io mi «sbattezzo». Così hanno reagito migliaia di italiani negli ultimi sette mesi di fronte all'offensiva della Chiesa sul fronte fecondazione assistita e Pacs, stando ai moduli scaricati su Internet. Tanto per capirci, la Chiesa sostiene che il battesimo è uno «status personale indelebile», ogni battezzato viene iscritto in un registro conservato dalle parrocchie e nulla potrà mai più cancellare quanto avvenuto. Cancellare, no. Modificare, o  aggiornare, sì, come riconobbe la stessa Cei con un Decreto Generale del 20 ottobre 1999. Per gli sbattezzi fu il via libera ufficiale. Ma la partenza fu piuttosto lenta. Lenta e costante fino a sette mesi fa, per l'appunto, quando invece le cifre hanno registrato un'improvvisa impennata, come spiega Giorgio Villella, il segretario nazionale dell'Uaar, ovvero Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, associazione che ha nel suo comitato di presidenza noti anti-baciapile del calibro di Margherita Hack, Laura Balbo, Valerio Pocar, Piergiorgio Odifreddi, Sergio Staino. «L'aumento vertiginoso - ricostruisce  Villella - c'è stato quando è morto il vecchio Papa e ci è stato imposto una specie di lutto obbligatorio; poi ancora con la campagna per il referendum e per l'esito della votazione e infine proprio per l'interventismo in politica di Ruini». Tradotto in
  cifre, significa che le iscrizioni all'associazione sono aumentate del 60-70% passando da 924 soci pagani del 2004 a quasi
  1500. E, tanto per far capire i ritmi, venti persone si sono unite solo negli ultimi 5 giorni. Sugli sbattezzi le statistiche sono necessariamente più vaghe. Si sa che sono stati in migliaia negli ultimi mesi a scaricare i moduli necessari per lo sbattezzo. Sono docenti universitari, operai, traduttori, giornalisti, settentrionali e meridionali: insomma, di tutto un po'. Non è possibile, invece, sapere quanti realmente sono coloro che ottengono la modifica di status perché la procedura è lunga e non priva di ostacoli lungo il cammino. Per raggiungere l'obiettivo bisogna mandare una lettera alla propria parrocchia per chiedere che sia annotata la propria volontà di non fare più parte della Chiesa cattolica. La lettera deve essere inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno ed è necessario chiedere la conferma dell'annotazione e allegare la fotocopia della carta   d'identità. Insomma una procedura burocratica di non poco conto, per cui l'Uaar ha creato un modello di lettera che si può scaricare dal sito www.uaar.it insieme con consigli e aiuti di vario tipo su come destreggiarsi durante la difficile manovra di sbattezzo. Non è detto che la procedura vada a buon fine. Gran parte delle parrocchie non risponde. Come è accaduto a luglio a Paolo Casetti che ha spedito due raccomandate alla Parrocchia di S. Giuseppe di Livorno: alla prima non ha ottenuto risposta e la seconda non è nemmeno stata ritirata. Oppure a Helmut Amort di Bressanone. Qualche parroco invece si presta all'annotazione e può accadere che dopo mesi o anni si ottenga una lettera con la conferma del cambiamento di status, come è accaduto a Calogero M ad agosto quando a casa sua arrivò la comunicazione del parroco della Chiesa della Beata Vergine di Lourdes e S. Bernardetta di Napoli. E che espone su Internet - orgoglioso dopo tanto lottare - il testo con tanto di timbro e testo autografato del parroco.

Nota: in realtà il giornalista erronea: nella pagina a cui allude (questa) è presente la lettera di sbattezzo di un socio uaar non del mio. Calogero