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Gli scout denunciati per il loro motto

(e altro...)

La polemica dopo il mio scritto del 2002 non solo si mostra sempre più infondata, ma via via spira più che mai dalla mia parte. Purtroppo, ho sempre più ragione! Gli scouts non sono quell'abbeccedario di vita morigerata che vogliono sembrare (ovviamente, parlo di scout in generale); né possono incarnare valori e modelli sempre e solo pii e nobili. Di norma, il popolo scout è clericale e corporativo, per cui mantengo la mia opinione su un ambiente nient'affatto cònsono allo sviluppo delle individualità e delle libere scelte che dovrebbe nutrire il giovane in fase di crescita.

L'ultimo tassello di questa malignità scoutistica viene dall'Inghilterra, e non è una mia opinione anticlericale. Si legga il seguente passo:      

 

Gli Scout denunciati: il motto discrimina gli atei
La commissione per le pari opportunità britannica ha denunciato l’associazione Scout per discriminazione nei confronti degli atei. 
La Humanist Association e la National Secular Society sono indignate poiché gli Scout si rifiutano di cancellare dal loro motto la frase “fare il mio dovere al cospetto di Dio”. Un membro degli Scout, Stephen Peck, ha subito replicato al Daily telegraph che i giovani Scout vengono aiutati a comprendere la loro spiritualità.
Ma il presidente della National Secular Society ha risposto dicendo che due terzi degli adolescenti si definisce non religioso, e l’unico modo per entrare negli Scout è mentire. Il motto degli Scout recita: sul mio onore prometto che farò del mio meglio, il mio dovere al cospetto di Dio e della Regina, per aiutare altre persone e rispettare la legge degli Scout.
Fonte: Peace Reporter

 

Che dire! Non so se gli scout se ne accorgono, ma il loro mondo impregnato di divinità e di credenze non è affatto un mondo reale; e soprattutto non è un mondo da poter imporre agli altri, specialmente quando "gli altri" sono bambini e ragazzi mandati lì da loro disinformazioni o da famiglie altrettanto inconsapevoli e disinformate. E' lo stesso meccanismo di Scientology (attenti a cliccarci su: potrebbero tracciarvi e ritrovarveli in  casa - scherzo).

Ma quel che amareggia il cittadino comune è la spocchia tutta scoutistica (e cristiana in genere) di comportarsi come se il loro modo di vivere e pensare fosse superiore e unico rispetto agli altri. QUESTO E' INTOLLERABILE. Per molto meno, c'è gente che ha fatto i conti con la Corte Europea per i diritti umani.

 

leggiamo quel che scrive Il Mucchio, rivista di musica e non solo:

 

Non c'è miglior Sordi

Il pezzo sugli scout, che nelle intenzioni voleva essere uno sfottò senza altre pretese contro un tabù dei nostri tempi (il solo Alberto
Sordi osò prendere in giro questa setta potente quanto insopportabile, all'inizio degli anni Cinquanta), è stato preso come una guerra santa dai crociati in calzoncini e foulard, molti dei quali, ben oltre la soglia dell'età della ragione, ci hanno scritto frementi come un albero sotto la tormenta: "Sono un ingegnere (o avvocato, o astronauta) caposcout!!!". E non si vergognano, ancora a 50 anni e dintorni? Quasi tutti, sintomaticamente, ci hanno accusato, facendo forse finta di non capire, o, peggio, proprio perché non ce la fanno, di avere insinuato la pedofilia del santo fondatore, il marziale Baden Powell. Nulla di più falso.
Abbiamo soavemente scritto: "Ogni tanto si sente mormorare di strane attenzioni sui lupetti, le coccinelle o le prugnette, ma poi tutto provvedenzialmente rientra".
Ma gli scout, tetragoni e indignati (e magari anche un po' in malafede), ci sfidano a dimostrare, da bravi giornalisti, l'assunto. Pur sapendo che non servirà, perché convincere un fanatico di essere un fanatico è impresa contro logica e contro natura, accettiamo la sfida, addirittura sulla base dei loro pregiudizi. Ecco una più che sintetica rassegna di una casistica che potrebbe continuare molto più a lungo.
"Dal 1946 gli Scout hanno allontanato 5.100 leader adulti per abusi sessuali". A rivelarlo è un'inchiesta della CBS news su scout e pedofilia iniziata dopo la denuncia di due fratelli, Matt e Tom Stewart, che negli anni Ottanta sarebbero stati molestati dal loro capo scout.
La Corte Suprema dello stato di Washington ha sequestrato gli archivi dei "volontari non idonei" dei Boy Scouts Of America, dove più di mille file erano etichettati come "degeneri". Casi definiti così perché riguardavano volontari registrati come gay e pedofili, sebbene l’organizzazione, per voce di Joy Davidson della Lambda Legal, abbia dichiarato che "i Boy Scouts Of America sanno perfettamente che gay e pedofili hanno poco o nulla in comune tra di loro". "La possibilità che i gay siano più inclini degli eterosessuali alle molestie è solo una leggenda e gli scout lo sanno - ha continuato Davidson - ma credono che i gay non rappresentino un buon modello". E per questo li cacciano. Negli anni Novanta Lambda Legal ha portato l’organizzazione in tribunale affinchè James Dale, capo scout gay allontanato, venisse riammesso. La causa fu vinta, ma la Corte Suprema degli Stati Uniti ribaltò la sentenza della corte del New Jersey sostenendo che i Boy Scout, in quanto gruppo privato, erano liberi di non ammettere gli omosessuali.
È sempre il direttore di Lambda Legal a spiegare che "i pedofili spesso diventano capi scout per avere accesso ai bambini. Ma molti di loro sono interessati a soggetti che ancora non hanno raggiunto la pubertà e per i quali il sesso della vittima non è importante. Ricerche dimostrano che il gruppo meno coinvolto nell’abuso dei minori è quello degli omosessuali dichiarati". Aggiunge David Finkelhor, capo del Crime Against Children Research Center dell’Università del New Hampshire, che gli scout si sono mossi in tempo per prevenire gli abusi - esigono dai candidati leader dossier su eventuali precedenti penali e organizzano corsi educativi per la prevenzione di abusi sessuali - ma mantengono un pesante silenzio sull’argomento. Silenzio che, come dice David Clohessy, presidente del Survivors Network Of Those Abused By Priests, ricorda fortemente quello della Chiesa Cattolica. Con una differenza: gli scout pedofili non vengono coperti ma sbattuti fuori e denunciati (fonte: CNN).
Qualche anno fa su “L'Espresso” Olga Piscitelli ha raccontato in un articolo dal titolo 'Lupetti e Sospetti' lo scandalo sessuale che aveva investito il gruppo scout più prestigioso di Milano. Otto bambini dicono di essere stati molestati dal loro responsabile. “...Bagheera, nome in codice della guida di lupetti e coccinelle, i più piccoli del branco, è agli arresti domiciliari: lo accusano di violenza sessuale di gruppo e maltrattamenti. Baloo e gli altri capi sono spariti, impegnati in un corso intensivo di autocoscienza a caccia della falla che ha lasciato passare il mostro. Otto dei 20 bambini del primo corso, tutti d'età compresa tra i sette e gli 11 anni, sostengono di aver ricevuto attenzioni particolari dal loro capo Bagheera. ‘Quando eravamo in gruppo,- ricordano i piccoli - giocavamo a scambiarci le mutandine’. Qualcuno entra nel dettaglio: ‘Bagheera ci diceva che dovevamo togliere le mutande e sederci a turno sulle sue ginocchia. Anche lui era nudo’. Qualcun altro si spinge oltre: ‘Dovevamo toccarci i sederini ma solo lui poteva darci i pizzicotti’. I cattivi non giocavano, ‘stavano fuori dalla porta con il peperoncino in bocca’...“.
Robert Baden-Powell fu a più riprese oggetto di pettegolezzi, che lo indicavano come pedofilo. Lui rispose sposando nel 1912  (all'età di 55 anni) Olave Soames, una ragazza 23enne, figlia di un imprenditore della birra, che aveva conosciuto su un piroscafo durante una traversata atlantica (fonte: “Sole 24 Ore”). Va aggiunto che diversi collaboratori di BP vennero condannati per abusi su minori. Su altre vicende, tipo certe riferite da Wikipedia, stendiamo un velo essendo Wikipedia più che un’enciclopedia una portineria: ma sono davvero inquietanti. Poi, quantomeno sull'allegra promiscuità sotto le tende, ci sarebbero le testimonianze personali raccolte dagli autori dell'articolo, che, come tali, supportano ma non sono probatorie di per sé. Ma, soprattutto, c'è l'inaccettabile equiparazione, sovrana nel mondo scout, tra gay e pedofili, che entrambi gli autori dell'articolo da anni combattono, come giornalisti e come cittadini. Chi scrive ha persone gay e lesbiche tra i più cari e stretti amici, e non si capacita di come certi pregiudizi, di stampo radical-cattolico, ancora insistano nella società non solo, ma soprattutto, italiana. Circa la strumentalizzazione politica, andrebbe rispolverata un po' di storia. Messi al bando dal fascismo, spostatisi su posizioni cattocomuniste nei ruggenti anni Settanta, oggi gli scout vengono convogliati dall'Agesci verso il cattolicesimo più reazionario, quello incarnato dagli ultimi due Papi, da una Chiesa che a tutto dice no: no ai matrimoni sconsacrati, no alle unioni gay, no al sesso fuori dal matrimonio, no al sesso tout court, no alla ricerca, no alle staminali, no all'eutanasia, no all'aborto legale, no a tutto ciò che non sia casa, chiesa, astinenza e penitenza. Sì, invece, alla messa in latino. Se qualche lupacchiotto o coccinella osa contestare questa evidenza, è talmente in malafede che non merita contraddittorio.
Infine, ma si scade nell'aneddotica, plurimi e sconfortanti sono i casi di cronaca di capi incoscienti che cacciano i loro fanciulli/e nelle gole, sui picchi, nei casini più indecenti fino a che qualche elicottero della protezione civile non interviene a salvarli. Disastri all'ordine del giorno, talmente risaputi che, almeno questi, nemmeno gli scout osano contestarli: al limite ribattono che ci si perde anche in città, argomento delirante che non merita nessuna pietà. In ogni modo, sono problemi di coerenza esclusivamente dei militanti. Infine, sul fanatismo militante è sufficiente scorrere le lettere pubblicate sul blog del sottoscritto, tutte emblematicamente e sinistramente identiche per intolleranza, razzismo, latitante senso dell'umorismo, insulti prefabbricati, tesi, antitesi e sintesi ripetute in copia conforme da tutti e da ciascuno; basterebbe solo constatare il vezzo di spedire le lettere inferocite ogni volta in copia a cinquanta adepti: comportamento tipico di chi ragiona da gregario, e senza il gruppo muore.Volevate l'inchiesta seria e seriosa? L'avete avuta.

Massimo Del Papa

14 gennaio 2008
http://www.ilmucchio.it/contents.php?sezione=altro&id=222

 

Il pezzo di Papa si riferisce a un numero precedente della rivista "cartacea" dedicato agli scouts.

Il dato sui 5.100 leader scouts adulti per abusi sessuali, i sospetti su Powell, lo scandalo del gruppo scout Milano, l'equiparazione gay-pedofili che pèrmea gli scout, sono già da soli pezzi di un puzzle incredibile e sottaciuto che sarebbe ora di svellere. Il cattolicesimo reazionario e militante che caratterizza quasi tutti gli scouts non ha niente di bello e di costruttivo, niente di edificante: solo poltiglia di ideologia al servizio di un ideale auto compiaciuto e auto referenziato. Ma se fosse vera l'affermazione del cronista Papa, il serpeggiare della pedoflia negli ambienti scouts non sarebbe soltanto riprovevole ma un forte e insistente segnale d'allarme che dovrebbe far inorridire i genitori che lasciano in mano a certa gente i loro figlioli.

Cosicché, altro che offendersi per le mie annacquate critiche! Lo scoutismo dovrebbe affrontare il giudizio dei giudici penali, alla stregua di certa Chiesa cattolica malata e degenere, ancor oggi punto di riferimento dello scoutismo.

 

Concludo questa pagina di aggiornamento con alcuni post lasciati il 2 febbraio 2008 sul sito dell'uaar:

 

# Manuel scrive:
2 Febbraio 2008 alle 16:08

Io di tutti gli scout che conosco non c’è n’è nemmeno uno credente. E ne conosco tanti… (paradossi della vita)

 

# Giuliano l'Apostata scrive:
2 Febbraio 2008 alle 16:19

in effetti anche nel giuramento italiano scuot si dice: “prometto sul mio onore di compiere il mio dovere verso Dio, la Patria e la
famiglia…” quando lo feci io da esploratore dissi solo: “verso la Patria e la famiglia..” ma l’UAAR o qualche altro organo se ne dovrebbe occupare in senso giuridico, non pensate? cosa possiamo fare?

 

# Valentino Salvatore scrive:
2 Febbraio 2008 alle 16:30

Pensandoci bene però, gli scout sono storicamente un’associazione di esplicita derivazione religiosa. Il problema si risolve o non mandando i propri figli negli scout quando non si è credenti, o creando delle organizzazioni di scout laici, senza preghierine a Gesù, giuramenti in cui si cita Dio e altre amenità. Forse l’UAAR potrebbe muoversi in questo senso, più che fare azioni giuridiche simili a quella fatta in Inghilterra. Altra questione è l’inno nazionale: lì chiaramente, il riferimento a Dio andrebbe semplicemente tolto - dato che ci sono anche cittadini italiani non credenti e il tempo dell’autorità che discende da Dio è finita da un pezzo.

 

# HCE scrive:
2 Febbraio 2008 alle 17:36

sono stato nell’AGESCI da bambino e nella prima adolescenza, non per mia scelta. nel complesso l’esperienza ha avuto anche grandi lati positivi. anche volendo, nel mio territorio non era presente il CNGEI. poi sono uscito più o meno contemporaneamente dalla chiesa e da li, anche se la religione non è stato il primo motivo per uscire dall’AGESCI. in entrambi gli ambiti, non mi piaceva l’ambiente, in
particolare una certa deriva “militarista” e “nonnista” nell’AGESCI. ciascuna unità dell’AGESCI fa storia a sé anno per anno: è piuttosto autonoma, e i suo carattere dipende molto dalle scelte dellla “comunità capi”, fatta di ragazzi intorno ai 20 anni che tipicamente rimangono attivi per pochi anni. quindi le cose possono cambiare molto da un anno all’altro. è vero che l’AGESCI si presenta come organizzazione cattolica, ma anche nella mia esperienza diretta ha accettato anche bambini non religiosi, senza obbligarli a seguire i culti. molti altri sono entrati formalmente come cattolici (o meglio, figli di cattolici), ma crescendo hanno “abbandonato la fede” (o più
spesso si sono resi conto di non averne una), ma hanno preferito restare negli scout anche per non perdere le amicizie forti che si
sviluppano li dentro. tutti questi, arrivati al momento di entrare in comunità capi (17-18 anni, se non sbaglio), si sono trovati di fronte alla “partenza”, un rito di passaggio in cui si “diventa adulti” per la comunità scout, e si può iniziare a fare servizio, ovvero a fare il capo di un branco (bambini) o di un reparto (adolescenti), e quindi a prendere decisioni ed assumersi responsabilità per il funzionamento
dell’associazione. tra le condizioni per la partenza c’era anche la “scelta di fede”, che per molti è stata una sorpresa. ovvero: finché sei un ragazzino fai un pò come vuoi, ma se vuoi diventare quello che di fatto è un educatore, devi rientrare in carreggiata.
chi ci è stato senza problemi, chi ha mentito, chi ci ha girando intorno cavandosela con una generica spiritualità e dichiarandosi
“in cerca della fede” o roba del genere, chi non ha accettato il compromesso e se ne è andato. anche la flessibilità nell’imporre
la scelta di fede in modo più o meno rigido cambiava sensibilmente di anno in anno.
‘nzomma… una organizzazione religiosa non delle peggiori, che segue molto intensamente i ragazzi nel momento della definizione della propria identità. fin qui nulla di male, o quantomeno c’è molto di peggio. ma quando viene/venisse riconosciuta dallo stato come agenzia educativa, come di fatto è, e magari sovvenzionata, queste limitazioni non sarebbero accettabili.
in generale, c’è una grave mancanza di spazi e organizzazioni di aggregazione non cattolici, percui per molti genitori l’oratorio o gli
scout cattolici sono una scelta obbligata.