kamasutra cattolico
Tre siti internet, OVVIAMENTE autorizzati dalla Cei,
spiegano ai fedeli come risolvere i problemi a letto
Da Panorama online
In principio era ammessa solo la posizione del missionario, che i religiosi
francesi avevano imposto agli indigeni tahitiani, giudicati troppo fantasiosi in
amore. Ma ora anche l'ultimo tabù è caduto: la Chiesa si fa avanti, anche
liberando la fantasia, per aiutare le coppie con problemi sessuali.
Impotenza, frigidità, calo del desiderio? D'ora in poi non saranno più
un
dramma da nascondere per i fedeli: basta contattare i sessuologi del Progetto
Amos di Torino (www.bussola.it/progettoamos), i volontari di Aiuto famiglia a
Genova (www.aiutofamiglia.it) o il call center della Fondazione Beltrame
Quattrocchi a Roma (www.prontofamiglia.it). E per chi vuole approfondire c'è la
Scuola superiore di specializzazione in bioetica e sessuologia, con sede a
Messina, promossa dall'Università Pontificia Salesiana.
Fino a oggi sono oltre 800 gli studenti che hanno frequentato questa sorta di
master sul «kamasutra cattolico», che affronta temi fino a pochi anni fa
relegati al segreto del confessionale. E tutto avviene con la benedizione
dell'Ufficio per la pastorale della famiglia della Conferenza episcopale.
Motore di questa specie di rivoluzione della Chiesa italiana è Sergio Nicolli,
trentino. «Abbiamo bisogno di una Chiesa non bigotta e castrante rispetto
all'esperienza dell'amore, ma coraggiosa nell'esaltare e nel difendere la
qualità di un amore capace di realizzare le attese profonde di ogni uomo e di
ogni donna» scandisce don Sergio. E sfida ogni oscurantismo: «Superando il
moralismo e i divieti, amore e sessualità vanno presentati come punti centrali
della proposta cristiana fin dall'adolescenza».
Per spiegare alle coppie cattoliche come far bene l'amore, la Chiesa ricorre
agli specialisti. Tra questi, i coniugi Michelangelo ed Enrica Tortalla,
promotori del Progetto Amos. Lui è medico e sessuologo: insieme con la moglie in
questi anni ha seguito centinaia di coppie. Ora i due lanciano un appello: «È un
peccato che spesso ci si trovi a scoprire le disfunzioni sessuali in un
tribunale ecclesiastico». Perciò è «importante che la coppia che si accorge di
avere un disagio sessuale non stia mesi o anni a soffrire ma abbia la forza e il
coraggio di chiedere aiuto a un consultorio, a un medico, a uno psicoterapeuta».
Per Michelangelo Tortalla «vedere una coppia che si vuole bene ma in cui è
presente un vaginismo da anni o una disfunzione erettiva mi fa sempre molta
impressione. Vale sempre la pena di tentare un cammino».
Il Progetto Amos punta ad accompagnare le coppie nel tempo: «Sessuati si nasce
ma sessuali si diventa» spiega Tortalla «come abbiamo imparato ad andare in
bicicletta e siamo caduti qualche volta, così per imparare a vivere una buona
sessualità ci vogliono tempo, informazioni, e non bisogna drammatizzare di
fronte a qualche piccolo inceppamento».
Le équipe del Progetto Amos, formate da sessuologi, ginecologi, andrologi e
psicoterapeuti, svolgono anche un'attività di prevenzione delle disfunzioni:
«Crediamo sia importante fare cammini formativi, mentre in genere si dedicano
più energie alla cura. È importante stare vicino alle giovani coppie, non per
dare loro la risposta giusta, ma per aiutarli a farsi la domanda giusta, per
costruire la loro affettività, sessualità, senso della vita» osserva Tortalla. E
cita Benedetto XVI che al tema dell'eros ha persino dedicato la sua prima
lettera enciclica.