http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/05_Maggio/20/santoro_video_chiesa_pedofilia.shtml
Video su Chiesa e
pedofilia
E scoppia un caso
Santoro
Il giornalista vuole mandare sulla Rai
l'inchiesta della Bbc
La Cei: spazzatura. Da viale Mazzini non c'è ancora il sì
ROMA - «Sex crimes and Vatican», cioè «Crimini sessuali e Vaticano», è un'
inchiesta tv di 39 minuti. Michele Santoro vuole acquistarla per costruirci
attorno una puntata di «Annozero», mai vertici Rai per ora non lo hanno
autorizzato. Avvenire, il quotidiano dei vescovi, ieri in prima pagina definiva
il documentario roba «da bidone della spazzatura ». Insomma, prima che qualcuno
decida di metterlo in onda la Chiesa avverte che quel lavoro è una vergogna e lo
scontro sarebbe durissimo. Nel maremoto che già regna in Rai nessuno finora ha
preso posizione. Né Marano, direttore di Rai2, secondo il quale Santoro non
dipende da lui, né Di Bella, direttore del Tg3, che è responsabile di «Annozero»
solo per la par condicio pre-elettorale.
Tutto, quindi, nelle mani del direttore generale Cappon. Far trasmettere il
filmato significa incidente grave con il Vaticano, vietare l'acquisto vuol dire
mandare Santoro in trincea: il giornalista potrebbe denunciare la censura in
diretta. Terze vie non si intravedono, il caso è pronto. Il tema terribile di
cui parliamo è la pedofilia violenta di alcuni preti in Irlanda, negli Usa, in
Brasile. In «Sex crimes» la Chiesa cattolica viene accusata di aver voluto
coprire i suoi ministri di culto colpevoli di abusi sessuali su minori. In
particolare, l'ex cardinale Ratzinger, oggi Benedetto XVI, viene accusato di
aver avallato questa politica di copertura e segretezza e di aver accentrato in
Vaticano ogni indagine.
Il video non è nuovo e porta un marchio prestigioso, Bbc, che lo ha trasmesso
nell'ottobre 2006. Ora, nella scia dei contrasti laici-cattolici, quelli di «Bispensiero
», portale siciliano degli amici di Beppe Grillo, hanno deciso di sottotitolare
«Sex crimes» e di caricarlo - inizi di questo mese - su Video Google. Risultato:
è da giorni il filmato più visto in quel sito. I trentanove minuti ricordano più
lo stile Michael Moore, aggressivo e con una tesi da dimostrare, piuttosto che
la equidistanza del giornalismo anglosassone. Il conduttore è Colm O'Gorman,
vittima delle violenze di un sacerdote irlandese nel 2002. Gorman si sposta
negli Usa per padre O'Grady, che al processo confessò di aver violentato trenta
bambini e bambine e poi in Brasile e in California con altre vicende di preti e
abusi sessuali.
Ma il cuore bruciante del documentario riguarda la «Crimen sollicitationis»,
documento del 1962, con il quale - secondo la Bbc - il Vaticano stabiliva «come
mettere a tacere le accuse di abusi sessuali », «obbligava vittime, preti e
testimoni alla segretezza assoluta, pena la scomunica». Ed ecco il punto: «Joseph
Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, impose per
20 anni l'applicazione del "Crimen"» ed emanò un seguito, secondo il quale «ogni
accusa andava vagliata esclusivamente in Vaticano ». Il documentario si conclude
così: «Il Vaticano non ha risposto alle richieste di interviste». Avvenire
ribatte: «Ognuno si consola come vuole dinanzi alla vitalità cattolica
documentata sabato scorso in piazza San Giovanni». Poi cominciano le correzioni:
«"Crimen sollicitationis" è un'istruzione emanata dal Sant'Uffizio nel 1962 e in
quel tempo Ratzinger era ancora teologo impegnato in Germania... Il documento
era atto a istruire i casi canonici e portare allo stato laicale i presbiteri
coinvolti in nefandezze pedofile... obbligava chiunque fosse a conoscenza di un
uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la
scomunica...
Ratzinger, diventato più tardi prefetto della Congregazione, firma una Lettera
ai Vescovi dove si prevede che il delitto commesso da un chierico contro un
minore di diciotto anni, sia di competenza diretta della Congregazione stessa.
Segno della volontà di dare il massimo rilievo a certi reati ». Dunque: «I
calunniatori dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa». Michele Santoro,
invece, vorrebbe partire da «Sex crimes» per discutere, con clamore. La sua
struttura ha contattato la Bbc ed esiste già un prezzo del video, attorno ai
ventimila euro. Come avvenne per il «Codice da Vinci », parlare di questo video
non fa che aumentare la curiosità. Storica o morbosa.
Andrea Garibaldi
20 maggio 2007