Figurine di pane e figuracce di merda
giovedì, 30 marzo 2006
Ostie in classe, scambiate tra i
banchi come figurine durante l’ora di lezione. Un «giochetto» inventato per
movimentare il clima scolastico, ironico nelle intenzioni, ma considerato
irrispettoso dai docenti. Nel mirino delle beffe un simbolo sacro della
religione cristiana, degradato a materiale di scherzi studenteschi. La bravata,
scoperta dai professori nella terza liceo di un istituto del centro storico, di
Padova, è costata tre giorni di sospensione allo studente, che è anche
rappresentante di classe. Ma la punizione decisa dal consiglio di istituto per
lo «spacciatore di ostie», non si è limitata al provvedimento disciplinare. Per
fare riflettere il ragazzo, la scuola ha pensato anche a una «lezione»
compensativa, affidando allo studente una ricerca di dieci pagine sulla storia e
il significato del sacramento dell’Eucarestia in Italia e nel mondo, un compito
da trattare sia dal punto di vista storico che religioso. E naturalmente da
studiare a fondo. Un modo per costringerlo a conoscere la materia su cui ha
scherzato. [...]
Il testo integrale dell’articolo di Francesca Visentin è stato pubblicato sul
Corriere del Veneto del 29 marzo 2006
Il ragazzo è obbligato a trarre la conclusione che la cosa è seria o alla
fine dello studio è libero di pensare che le credenze delle religioni sono
perlomeno ingenue? Pensare che sia ridicola la pretesa che le ostie siano non il
simbolo, ma concretamente il corpo di Cristo, è reato in Italia?
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