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Fonte La Repubblica 18/12/06
NAPOLI - Cinque compagni di scuola l'hanno
violentata, in pieno giorno e in un parco pubblico. Un sesto è arrivato a
violenza già in corso, ha tirato fuori il cellulare e ha iniziato a riprendere
la scena. Due ragazze hanno visto quanto stava accadendo. Puntualmente, poi, il
filmato ha fatto il giro dell'istituto e sembra fosse in procinto di finire su
internet. La vittima però ha sporto denuncia e ora su questo gravissimo
episodio, che vede protagonisti tutti ragazzi di età compresa fra i quindici e i
sedici anni, indaga la Procura per i minorenni di Napoli.
I magistrati hanno interrogato gli indagati e procedono per violenza sessuale di
gruppo e, nei confronti di chi ha divulgato il video, per diffusione di
materiale pornografico. Le due ragazze che hanno assistito agli abusi sono state
sentite nella qualità di testimoni. La violenza sarebbe stata consumata nel
parco Troisi di San Giovanni a Teduccio, in pieno giorno. Cinque almeno gli
autori degli abusi. Durante la violenza un altro gruppetto composto da un
ragazzo e due ragazze si sarebbe accorto di quanto stava avvenendo ma il
ragazzo, invece di chiedere aiuto o soccorrere la vittima, avrebbe estratto il
telefonino e filmato la scena. Con il pubblico ministero le due testimoni
avrebbero però ridimensionato il fatto ipotizzando che la vittima fosse in
realtà consenziente.
E in questi stessi giorni la Procura presso il
tribunale di Napoli ha ottenuto un'ordinanza di custodia cautelare in carcere
all'indirizzo di un operaio incensurato di diciotto anni, accusato di violenza
sessuale di gruppo e produzione di materiale pornografico in danno di una
ragazzina di undici anni e mezzo. Questa inchiesta costituisce lo sviluppo di
una precedente indagine che aveva portato, un mese fa, all'emissione di tre
ordinanze di collocamento in comunità nei confronti di tre minorenni accusati di
aver abusato di una coetanea e, anche in questo caso, di essersi scambiati via
mms i video della violenza.
Dalle indagini eseguite attraverso numerose perquisizioni e sequestri di cellulari, sono emersi indizi per allargare il raggio delle contestazioni. Così i magistrati hanno scoperto il nuovo episodio che ha altri protagonisti: la vittima è poco più che una bambina, ha solo undici anni, uno dei presunti responsabili è stato identificato. L'operaio sarà interrogato oggi dal giudice.