Il giudizio del logico Odifreddi e del filosofo della scienza Bettini
alla "fisica dell'immortalità" di Tipler
(fonte: Ulisse)
|
Un epilogo finale per l'Universo nel senso proposto da Tipler, cioè nel senso di un big crunch in cui l'Universo imploda in maniera simmetrica all'iniziale esplosione del big bang, è certamente possibile, nel senso che non è esclusa dalle equazioni della relatività generale di Einstein. Il libro di Tipler, però, è un delirio di potenza costruito a partire da affermazioni scientificamente plausibili. Entrare nei dettagli sarebbe difficile qui, anche perchi Tipler tiene accuratamente separate le conseguenze immaginarie (esposte nella prima parte del suo libro, per i lettori generici) dalle elaborazioni scientifiche (relegate nelle appendici, che costituiscono un buon terzo del volume, per gli specialisti). Una recensione più approfondita del libro di Tipler si può comunque trovare nel mio articolo Antropitechi e teopitechi, apparso in origine su "La Rivista dei libri". |
|
La cosiddetta "teoria del Punto
Omega", elaborata da Frank Tipler in varie occasioni nella seconda metà
degli anni ottanta ed esposta infine nel saggio del 1994 La fisica
dell'Immortalità1, rappresenta
indubbiamente un argomento assai controverso2.
Salvo pochissime eccezioni (come, ad esempio, quella dell'esperto di
computazione quantistica David Deutsch che ha definito le tesi di Tipler "un
esempio eccellente di una teoria che riguarda la trama della realtà nel suo
complesso"3) la maggior parte degli
scienziati e degli studiosi concorda infatti nel considerare le idee di
Tipler di scarso valore scientifico se non, addirittura, "puramente
metafisiche"4. Tipler rivendica di voler
ridurre la teologia a una branca della fisica e pretende di fornire una
spiegazione del libero arbitrio e della resurrezione dei morti nel quadro di
una "teoria fisica e sperimentabile di un Dio onnipresente, onnisciente e
onnipotente"5. Nel percorso, però, egli dà
per scontati e per incontrovertibili tutta una serie di risultati che invece
non paiono affatto esserlo. Per quanto Tipler si sia
sforzato di sottolineare che la sua teoria è genuinamente scientifica non è
comunque riuscito ad evitare il biasimo di gran parte di quei suoi colleghi
che, evidentemente, hanno continuato a percepire il Punto Omega come un
concetto fondato su convinzioni difficilmente verificabili e le "incredibili
affermazioni" di Tipler come un "disservizio" per la scienza7.
Prenderò qui in considerazione
i primi due fra gli argomenti appena citati, cominciando dal dibattito
interdisciplinare sul cosiddetto principio antropico. Queste speculazioni, si badi
bene, sono comunque tutt'altro che divagazioni isolate nell'ambito della
cosmologia contemporanea. Sebbene particolarmente ardite, esse rappresentano
semplicemente un aspetto di un'area di ricerche che ha suscitato l'interesse
di molti cosmologi contemporanei. Sto facendo riferimento a quel ramo delle
ricerche cosmologiche che (dopo Martin Rees10)
è comunemente chiamato "escatologia cosmica". In questi studi l'interesse è
centrato sul futuro lontano dell'Universo e (in accordo con le leggi fisiche
note e con alcune ipotesi ulteriori riguardanti cose come la stabilità a
lunghissimo termine del protone o il comportamento della materia in
condizioni estreme) si formulano ipotesi sul destino degli oggetti celesti e
della materia in genere, nonché sul comportamento dinamico dell'intero
Universo. Detto questo cercherò di
rispondere in maniera esplicita alla domanda "È scientificamente
ipotizzabile un epilogo finale per l' Universo, come quello proposto da
Tipler?". |
|
2] Sulle dispute suscitate dalle tesi di Tipler e per una più attenta valutazione delle sue idee si veda il mio lavoro Il Labirinto Antropico (in particolare il cap. XI) e le fonti lì citate. Il lavoro è disponibile in rete presso www.swif.uniba.it/lei/saggi/antropico. [3] David Deutsch, The Fabric of Reality, 1997. Trad. it.: La trama della realtà, Einaudi, 1997. La citazione è estratta da p. 313 dell'edizione italiana. [4] L. Sklar, Ultimate Explanations: Comments on Tipler in A Fine - J. Leplin (ed.), PSA 1988, East Lansing, 1989, pp. 49-55, cit. da p. 50. [5] La fisica dell'immortalità, cit. n. (1) sopra, trad. it. p. 3 [6] Questi
punti sono esposti esplicitamente in: [7] Cfr. G.F.R. Ellis, Piety in the Sky, Nature 371, 1994, pp. 115 [8] Cfr. The Anthropic Principle: A Primer for Philosophers (cit. n. 1 sopra), p. 32 [9] Cfr.
The Anthropic Principle: A Primer for Philosophers, p. 32 e The Omega
Point as Eschaton: Answers to Pannenberg's Questions for Scientists, n.
2, p. 250. [10] M. J. Rees, The Collapse of the Universe: An Escatological Study, Observatory 89, 1969, pp. 193-198. [11] F. J. Dyson, Disturbing the Universe, 1979; trad. it.: Turbare l' Universo, Boringhieri, Torino 1981; F. J. Dyson, Time without end: physics and biology in an open universe, Reviews of Modern Physics 51, pp. 447-460; S. Frautschi, Entropy in an Expanding Universe, Science 217, 1982, pp. 593-599 [12] J. D. Bernal, The World, The Flesh, the Devil: An Enquiry into the Future of Three Enemy of the Rational Soul, Jonatan Cape, London 1970 [13] B. Stewart, P.G. Tait, Science and the Unseen Universe; or, Physical Speculations on a Future State, fifth edition, MacMillan, London, 1876
|