l'immenso Totò
CURIOSAGGINI DI ALCUNI FILM DEL MAESTRO
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| Dal film |
Location |
Oggi corrisponde a | Curiosità |
| Totò a colori | Nel 1951 la prima visione costava 300 lire, questo film incassò 1 miliardo. La sceneggiatura si ispira agli sketch di Totò condotti nelle riviste di Michele Galdieri negli anni '40. La scena dell'onorevole Trombetta, in teatro durava anche un'ora. Cab Calloway, la cui musica Totò sbeffeggia, sarà protagonista trent'anni dopo del fantastico "Blues brothers" di Landis. Il cognato di Totò è Virgilio Riento. I "capresi" sono Franca Valeri e Riccardo Benti. | ||
| Totò, Vittorio e la dottoressa | Il collega detective di Totò è Agostino Salvietti. Zia Ada è Tecla Scarano. Zia Ida è Amelia Perrella. La procace dottoressa è Abbe Lane. | ||
| Totò, peppino e la malafemmina | Il paese dei fratelli Caponi (Sulla lettera anonima della ragazzina gelosa si legge "Borgata Tre Pini - Colizzi") | La "vamp" è Dorian Grey. Il film fu coosceneggiato da Totò, autore della relativa canzone forse dedicata a Silvana Pampanini. Il regista Camillo Mastrocinque, visto il successo, l'anno dopo ne girò una versione seria con Nunzio Gallo e Maria Fiore. | |
| La banda degli onesti | Stazione della metro dove Totò porta Peppino per convincerlo in segreto del piano per falsificare i soldi |
Fermata
di via "Cavour"
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Il personaggio di Cardone è Giacomo Furia. |
| idem | Il bar dove dove Totò e Peppino prendono il caffè "con molto zucchero" |
Al
lato dell' uscita della metropolitana Cavour, uscendo sulla destra; fino a qualche anno fa c'era veramente un bar |
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| idem | La tipografia di Peppino, covo delle malefatte |
Era
in piazza degli Zingari
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| idem | Il tabaccaio dove Totò, dopo la conta, va a spacciare la prima 10.000 lire falsa |
Era
in Via Baccina (rione Monti), molto probabilmente di fronte allo sbocco della scalinata di via degli Ibernesi |
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| idem | Il condominio dove Totò fa portierato |
Quei
viali ricordano via Marghera o una delle parallele vicino alla stazione, mentre l'atrio del palazzo ricorda un palazzo di via Ettore Rolli, in zona Trastevere. |
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| I tartassati | Il negozio di tessuti di cui è proprietario Totò | ||
| Miseria e Nobiltà | L'indirizzo del cav. Gaetano Semmolone, dove Totò e gli altri si devono recare a recitare la parte dei nobili: Riviera di Chiaia 155 | È un anonimo portone in vetro, senza neppure il numero civico. | Il fotografo don Pasquale è Enzo Turco, sua moglie Pupella è Valeria Meliconi. Donna Luisella è Dolores Palumbo. Il "cuoco" Gaetano Semmolone è Gianni Cavalieri. Il piccolo Peppiniello è Franco Melidoni. Quasi tutti gli scketch (quelli con Don Pasquale e Don Vincenzo sotto i portici del San Carlo e quello della torinese) sono del tutto improvvisati. |
| Signori si nasce | Il film è pervaso da una certa malinconia, che risalta sia nella descrizione del mondo del teatro di rivista, ormai in crisi, sia nel gran numero di battute legate alla morte. Riccardo Garrone è il fidanzato di Delia Scala. Carlo Croccolo rifà il cameriere di "Totò lascia o raddoppia". La battuta d'apertura di Peppino de Filippo sulla lunghezza delle gonne delle suore rischiò la censura. (da qui) | ||
| Guardie e ladri | Nella scena dell'inseguimento all'Acqua Cetosa dove Fabrizi insegue Totò , capita che vi si trovino di passaggio due carabinieri (veri) che al grido di Fabrizi " Al ladro! Fermatelo ! " estraggono le pistole e sparano in aria alcuni colpi nel tentativo di intimidire il fuorilegge. Totò tremante di paura si ferma di colpo aspettando l'arrivo dei militi che resosi conto della finzione scenica accampano scuse e giustificazioni, alla fine se ne vanno con l'autografo dei due attori. (da qui) | ||
| ... | L'unica volta che Totò si è cimentato nel doppiaggio (logicamente oltre i doppiaggi di se stesso nei suoi film) è stato nel film "La Vergine di Tripoli" (Slave Girl) (1948), diretto da Charles Lamont, con Yvonne De Carlo e George Brent.(da qui) | ||