l'immenso Totò
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Nasce a Napoli il 15
febbraio 1898, figlio naturale di Anna Clemente e del marchese Giuseppe De
Curtis (che solo trent’anni dopo lo riconoscerà legalmente, così mettendolo
in condizione di fruire del cognome paterno).
Nel 1933 il marchese Antonio de Curtis viene adottato dal marchese Francesco Gagliardi Foccas,e nel 1946 il tribunale di Napoli gli riconosce il diritto a fregiarsi dei nomi e dei titoli. Totò si è spento a Roma il 15 aprile 1967.
Totò a 8 anni |
Sin da giovanissimo egli mostra passione per
il varietà, esibendosi in macchiette ed imitazioni con lo pseudonimo di
Clerment. Trasferitosi a Roma nel ‘22 con i genitori, ottiene varie
scritture ed infine debutta con esiti lusinghieri al teatro Umberto I. Nel 1927 è nella compagnia di Achille Maresca, di cui è prima donna la celebre Isa Bluette; nei primi anni ‘30 diviene capocomico e porta in giro per l’Italia varie riviste, tutte calorosamente accolte dal pubblico. Totò fa la sua apparizione in teatro in una regolare compagnia nel 1928,degli anni precedenti non si hanno notizie certe.È noto comunque che debuttò a Napoli nei teatrini vicini alla ferrovia e nelle recite in provincia,insieme ai fratelli De Filippo.
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La
prima apparizione di Totò in televisione risale a "Il Musichiere" di Mario
Riva nel 1958.L'incontro col presentatore fu molto affettuoso dato che
avevano lavorato insieme in riviste nei primi anni del dopoguerra,ma durante
la trasmissione Totò si lasciò scappare un "Viva Lauro" che lasciò
interdetto Mario Riva,il quale esclamò "Totò",e lui di rimando "A me piace
Lauro..." I dirigenti democristiani della Rai,si era in prossimità delle elezioni politiche,mal tollerarono che un personaggio così popolare come Totò inneggiasse al capo del partito monarchico,e per molti anni il Principe non fu più chiamato in televisione,se non per qualche rapida intervista come quella rilasciata a Lello Bersani (nel 1963 per il rotocalco televisivo TV7). Nel 1966 partecipò alla trasmissione di varietà più popolare di quel periodo: Studio Uno,in cui ebbe una lunga performance con Mina Nell'autunno di quello stesso anno gira anche nove spot pubblicitari per la Star,che vanno in onda in Carosello.
Venne poi la serie televisiva "Tutto Totò" che ebbe il merito di raccogliere
in extremis(il programma andò in onda pochi giorni dopo la morte) gran parte
del suo repertorio teatrale.
Le
altre trasmissioni sono: |
| I film | Canzoni | Poesie |
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Nel 1937 esordisce sullo
schermo con "Fermo con le mani!" di Gero Zambuto, cui fanno seguito "Animali
pazzi" (1939) di Carlo Ludovico Bragaglia e "San Giovanni decollato" (1940)
di Amleto Palermi: queste pellicole non ottengono il favore delle platee,
così egli torna a calcare le assi del palcoscenico guadagnandosi trionfali
accoglienze negli spettacoli messi in scena da Antonio Galdieri ("Quando
meno te l’aspetti", 1940; "Volumineide", 1942; "Che ti sei messo in testa?"
e "Con un palmo di naso", entrambi del 1944; "C’era una volta il mondo",
1947; "Bada che ti mangio", 1949), dove talvolta fa coppia con Anna Magnani. Nel 1947, egli approda nuovamente al cinema con "I due orfanelli" di Mario Mattoli, che segna l’inizio delle sue fortune in celluloide: di anno in anno, il numero delle pellicole che lo vede impegnato andrà aumentando, fino a suggerirgli nel 1950 il ritiro dall’attività teatrale (cui tornerà, episodicamente, nel 1956 con "A prescindere" di Nelli e Mangini). Tra i moltissimi titoli, segnaliamo "Fifa e arena" (1948) di Mattoli, "Totò le Moko" (1949) di Bragaglia, "Totò cerca casa" (1949) di Steno e Mario Monicelli, "Napoli milionaria" (1950) di Eduardo De Filippo, "Guardie e ladri" (1951) di Steno e Monicelli, "Totò a colori" (1952) di Steno, "L’oro di Napoli" (1954) di Vittorio De Sica, "Totò, Peppino e la malafemmina" (1956) di Camillo Mastrocinque, "I soliti ignoti" (1958) di Mario Monicelli, "Signori si nasce" (1960) di Mario Mattoli, "Totò Diabolicus" (1962) di Steno, "Uccellacci e uccellini" (1966) e gli episodi "La terra vista dalla luna" (1967, da "Le streghe") e "Che cosa sono le nuvole" (1967, da "Capriccio all’italiana"), tutti firmati da Pier Paolo Pasolini. Alla filmografia, 97 film, va aggiunto anche "Slave girl" arrivato in Italia col titolo di "La vergine di Tripoli" in cui Totò è nell'insolito ruolo di doppiatore.
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La più famosa delle canzoni È senza dubbio "Malafemmena" e per molto tempo si È creduto che avesse scritto solo questa,in effetti Antonio De Curtis di canzoni ne ha scritte quasi quaranta a partire dal 1951 senza contare quelle scritte per la rivista e l'avanspettacolo. Totò non conosceva la musica eppure delle sue canzoni spesso ha scritto testi e musica. Recentemente sono state ritrovate alcune canzoni inedite i cui spartiti si ritenevano smarriti per sempre, queste "liriche perdute" sono state raccolte nel cd audio Totò Lost Lyrics.
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Tra
le poesie la più conosciuta è certamente "A livella" ,i cui primi versi sono
apparsi nel 1953 in appendice del libro Siamo uomini o caporali?Il suo libro
più famoso è appunto "A livella" pubblicato nel 1964 ,che raccoglieva 26
poesie che Totò aveva scritto a partire dagli anni cinquanta.
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Fonti internet http://www.italica.rai.it/principali/argomenti/biografie/toto.htm |
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