Lettera di M. Travaglio a C. Ruini
Governi quasi sempre cattolici, risultati politici assai scadenti. Politici a difesa della famiglia, ma loro stessi "peccatori" e irregolari. Alla vigilia del 12 maggio, Travaglio si rivolge all' Andreotti" del Vaticano e gli tira le orecchie.
"Eminenza reverendissima cardinale Camillo Ruini,
mi rivolgo a lei anche se la so da poco in pensione, anziché al suo
successore card. Bagnasco, perché lei è un po’ l’Andreotti del Vaticano: ha
accompagnato la vita politica e religiosa del nostro paese per molti
decenni. Come lei ben sa, non c’è paese d’Europa che abbia avuto tanti capi
del governo cattolici come l’Italia. Su 60 governi in 60 anni, 51 avevano
come premier un cattolico e solo 9 un laico: 2 volte Spadolini, 2 Craxi, 2
Amato, 2 D’Alema, 1 Ciampi, che peraltro si dichiara cattolico. In 60 anni
l’Italia è stata governata per 52 anni da un cattolico e per 8 da un laico.
Se la DC e i suoi numerosi eredi avessero fatto per la famiglia tutto ciò
che avevano promesso, oggi le famiglie italiane dormirebbero tra due
guanciali. Sa invece qual è il risultato? Che l’Italia investe nella spesa
sociale il 26,4% del Pil, 5 punti in meno che nel resto d’Europa a 15,
quella infestata di massoni, mangiapreti, satanisti e -per dirla con
Tremaglia- culattoni. Se poi andiamo a vedere quanti fondi vanno alle
famiglie e all’infanzia nei paesi che non hanno avuto la fortuna di avere in
casa Dc e Vaticano, scopriamo altri dati interessanti. L’Italia è penultima
in Europa col 3,8% della spesa sociale alle famiglie, contro il 7,7%
dell’Europa, il 10,2% della Germania, il 14,3% dell’Irlanda. Noi diamo alla
famiglia l’1,1% del Pil: meno della metà della media europea (2,4). Sarà un
caso, ma noi siamo in coda in Europa per tasso di natalità: la Francia ha il
record con 2 figli per donna, la media europea è 1,5, quella italiana 1,3. E
il resto d’Europa ha i Pacs, noi no: pare che riconoscere i diritti alle
coppie di fatto non impedisca le politiche per la famiglia, anzi. Lei che ne
dice?
Lei sa, poi, che per sposarsi e fare figli, una coppia ha bisogno di un
lavoro stabile. Sa quanto spendiamo per aiutare i disoccupati? Il 2% della
spesa sociale, ultimi in Europa. La media Ue è il 6%. La Spagna del
terribile Zapatero spende il 12,5. I disoccupati che ricevono un sussidio in
Italia sono il 17%, contro il 71 della Francia, l’80 della Germania, l’84
dell’Austria, il 92 del Belgio, il 93 dell’Irlanda, il 95 dell’Olanda, il
100% del Regno Unito. E per i giovani è ancora peggio: sotto 25 anni, da
noi, riceve il sussidio solo lo 0,65%; in Francia il 43, in Belgio il 51, in
Danimarca il 53, nel Regno Unito il 57. Poi c’è la casa. Anche lì siamo
penultimi: solo lo 0,06% della spesa sociale va in politiche abitative (la
media Ue è il 2%, il Regno Unito è al 5,5). Se in Italia i figli stanno
meglio che nel resto del mondo, anche perché sono pochissimi, per i servizi
alle madri siamo solo al 19° posto.
Forse, Eminenza, visto il rendimento dei politici cattolici o sedicenti
tali, avete sempre puntato sui cavalli sbagliati. O forse, se aveste
dedicato un decimo delle energie spese per combattere i
Dico e i gay a raccomandare qualche misura concreta per la famiglia, non
saremmo i fanalini di coda dell’Europa: perché i nostri politici le promesse
fatte agli elettori non le mantengono, ma quelle a voi le mantengono eccome.
Sono proprio sacre.
Ora speriamo che il Family Day faccia il miracolo. A questo proposito,
vorrei mettere una buona parola per evitare inutili imbarazzi. Come lei sa,
hanno aderito all’iniziativa moltissimi politici così affezionati alla
famiglia da averne due o tre a testa. Come Berlusconi, che ha avuto due
mogli, senza contare le giovani e avvenenti attiviste di Forza Italia con
cui prepara il Family Day nel parco di villa Certosa. Le cito qualche altro
esempio da un bell’articolo di Barbara Romano su Libero. Vediamo la Lega,
che fa fuoco e fiamme per la sacra famiglia. Bossi 2 mogli. Calderoli 2
mogli (la seconda sposata con rito celtico) e una compagna. Castelli, una
moglie in chiesa e l’altra davanti al druido. Poi c’è l’Udc, l’Unione
democratico cristiana, dunque piena di separati e divorziati. Divorziato
Casini, che ha avuto due figlie dalla prima moglie e ora vive con Azzurra.
Divorziati l’ex segretario Follini e il vicecapogruppo Giuseppe Drago,
mentre la vicesegretaria Erminia Mazzoni sta con un divorziato. D’Onofrio ha
avuto l’annullamento dalla Sacra Rota. Anche An è ferocissima contro i Dico.
Fini ha sposato una divorziata. L’on. Enzo Raisi ha detto:“Io vivo un pacs”.
Altro “pacs” inconfessato è quello tra Alessio Butti e la sua compagna
Giovanna. Poi i due capigruppo: alla Camera, Ignazio La Russa, avvocato
divorzista e divorziato, convive; al Senato, Altero Matteoli, è divorziato e
risposato con l’ex assistente. Adolfo Urso è separato. L’unico big in regola
è Alemanno:si era separato dalla moglie Isabella Rauti, ma poi son tornati
insieme. Divorziati gli ex ministri Baldassarri (risposato) e Martinat
(convivente). La Santanchè ha avuto le prime nozze annullate dalla Sacra
Rota, poi ha convissuto a lungo. E Forza Italia? A parte il focoso
Cavaliere, sono divorziati il capogruppo alla Camera Elio Vito e il
vicecapogruppo Antonio Leone. L’altro vice, Paolo Romani, è già al secondo
matrimonio: «e non è finita qui», minaccia. Gaetano Pecorella ha alle spalle
una moglie e “diverse convivenze”. Divorziati anche Previti, Adornato,
Vegas, Boniver. Libero cita tra gli irregolari persino Elisabetta Gardini,
grande amica di Luxuria, che ha un figlio e (dice Libero) convive con un
regista. Frattini, separato e convivente, è in pieno Pacs. Risposàti pure
Malan, D’Alì e Gabriella Carlucci, mentre la Prestigiacomo ha sposato un
divorziato. E al Family day ci sarà pure la Moratti col marito Gianmarco,
pure lui divorziato.
Ecco, Eminenza, personalmente sono convinto che ciascuno a casa sua sia
libero di fare ciò che vuole. Ma è difficile accettare l’idea che questi
signori, solo perché siedono in Parlamento, abbiano dal ‘93 l’assistenza
sanitaria per i conviventi more uxorio e vogliano negarla a chi sta fuori. E
che lei Eminenza non abbia mai tuonato contro i Pacs parlamentari. Ora però
non
vorrei che qualche Onorevole Pacs disertasse il Family Day per paura di
beccarsi una scomunica. Perciò mi appello a lei: se volesse concedere una
speciale dispensa almeno per sabato, ne toglierebbe d’ imbarazzo parecchi.
Potrebbe pure autorizzarli a sfilare ciascuno con tutte le sue famiglie,
magari entro e non oltre il numero di 3. Per far numero. Ne guadagnerebbe la
partecipazione. Si potrebbe ribattezzare l’iniziativa Multifamily Day."
Marco Travaglio
(fonte: riportato da una mailig list)