Bollino rosso anche su Rex
la mannaia degli iperprotezionisti di professione si abbatte ancora sulla tv, e...
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La cronaca:
Bollino rosso sul cane lupo Rex e su Dragon Ball da parte del Comitato di applicazione del Codice Tv e minori. Il pastore tedesco, infatti, viene giudicato troppo violento, mentre il cartone animato è finito sotto accusa per i troppi omicidi e le scene di compiacimento per atti di violenza.
Nella casistica delle sanzioni del comitato presieduto da Emilio Rossi, appaiono
moltissimi programmi delle reti pubbliche e private: trailers di film
dell'orrore, wrestling, scene di violenza sadica, sessuale o di gruppo in film
come Apocalyto, Hannibal lecter, Lo sguardo di Satana, linee hard sui canali
privati.
"Abbiamo verificato che c'è stato un calo naturale di interesse rispetto ai
reality show - ha detto Emilio Rossi - ma guardiamo con preoccupazione il tema
della violenza nella televisione, in particolare c'è un'abbondanza di cronaca
nera anche nei talk-show e nelle fiction. Siamo arrivati ad avere tre
prime serate con questo tipo di fiction e addirittura tre telefilm consecutivi
di tipo analogo nella stessa sera. Questo genere di fiction non basta mai ai
palati e quindi si accrescono le dosi e questo ci preoccupa. La violenza è stato
il tema prevalente nella nostra attività del 2007".
Ma, a sorpresa, fra i programmi nel mirino dal comitato ci sono anche telefilm e
format pensati per la famiglia. A finire nel mirino sanzionatorio del ministero
c'è per esempio l'arena di Domenica in che, il 18 febbraio del 2007, ha
"ripetutamente riproposto in primo piano immagini di palpeggiamento di
un'insegnante da parte dei suoi allievi e di altri momenti trasgressivi".
Sotto accusa anche i telegiornali, che secondo il
Comitato mandano in onda troppi fatti di cronaca nera, con dovizia di
particolari e immagini raccapriccianti: nel 2007, infatti, sono stati sanzionati
tutti i Tg delle principali televisioni private e pubbliche.
Migliora invece il sistema di avvertenze rivolto a informare le famiglie
sull'idoneità o meno dei programmi ai minori, i "bollini" colorati (tra l'altro,
obblighi più precisi sono contenuti nel nuovo contratto di servizio tra lo Stato
e la Rai). La cosiddetta fascia protetta dalle ore 16 alle 19 (per la Rai, ora
tra le 16 e le 20) va ulteriormente promossa per assicurare alle famiglie
un'oasi a tutela dei ragazzi veramente garantita.
I programmi più sanzionati risultano in ordine
decrescente: film e telefilm; informazione; talk show; pubblicità; varietà. Le
emittenti più sanzionate sono quelle del gruppo Mediaset, seguite, sempre in
ordine decrescente, dal gruppo Rai, da La7 e dalle emittenti locali.
Nel 2007 per la prima volta appaiono, tra le emittenti oggetto di risoluzione,
quelle satellitari: ad esempio per la diffusione di film vietati ai minori di
anni 14 in orario di "televisione per tutti". L'assoggettabilità al Codice e al
Comitato è contrastata da Sky Italia sui cui ricorsi dovrà pronunciarsi il Tar
del Lazio. In materia, da parte del Comitato si insiste sulla necessaria
effettività del "parental control" e anche sul rispetto delle regole di
concorrenza.
19 febbraio 2008, fonte: la Repubblica
Il mio giudizio:
Il Comitato di cui si parla è rintracciabile in internet su http://www.comitatotveminori.it/
Fra l'altro, è ben chiara la sua composizione, questa:
Mariella Cagnetta (Presidente) dell'AIMC
- Associazione Italiana Maestri Cattolici
Filippo Rebecchini, FRT (Vice presidente)
Giovanni Barone, AIART
Chiara Anguissola, AGE. L'A.Ge. è l'Associazione Italiana Genitori fondata nel
1968, nel cui sito troviamo scritto "Le associazioni locali A.Ge. raccolgono
gruppi di genitori volonterosi che, ispirandosi ai valori della Costituzione
italiana e all'etica cristiana..."
Silvia Castronovi, di ALTROCONSUMO
Bruna Stacconi, CGD
Barbara Accetta, CIDI
Mariangela Giorgi, del CIF Centro italiano femminile; il sito ha una sezione
intera sulla spiritualità, questa
http://www.cifnazionale.it/spiritualita
Giuseppe Recchia, FAES
Leonardo Prencipe, FAMIGLIE NUOVE. Su cito troviamo scritto "...essere famiglia
e una innovativa cultura familiare costruita lungo quattro linee guida:
spiritualità, educazione, socialità e solidarietà".
Stefano Selli, FRT
Marina Modina, MEDIASET - RTI
Gina Nieri, MEDIASET
Maria Eleanora Lucchin, MEDIASET
Valeria Tosi, MEDIASET - PUBLITALIA
Valeria Bruno, MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO
Paola Pellegrino, TELEFONO AZZURRO
Lucia Ghebreghiorges, UNICEF.
Insomma, almeno 4 dei 18 dirigenti hanno una chiara impronta religiosa cristiana. E se ci aggiungiamo enti come il Cidi, Telefono Azzurro e l'Unicef (cercateli su internet), di cui non è difficile pensare a un'ispirazione diciamo così non sufficientemente neutrale, siamo a 7 rappresentanti più o meno confessionali (il 38%) in un Comitato che giudica la tv italiana ed è capace di censurarne i comportamenti.
Perché lo faccio notare? Perché già solo uno che si dichiari pubblicamente seguace di una religione, a mio parere, non può sedere in un Comitato che gestisce i gusti di un popolo variegato sul piano dell'appartenenza religiosa. Ci vuole, per fare questo, un personale neutro, senza riferimenti confessionali, che non abbia "conflitti di interesse" fra quel che pensa in privato e quel che fa per un vasto pubblico. Solo così sarebbe garantito chiunque, il cristiano e il buddista, l'ateo e il testimone di Geova. Ma se il giudizio critico che esprime questo Comitato affonda le radici nella morale cristiana (che può non essere coincidente con la mia, con quella di un altro gruppo di persone o di credenti) e trae ispirazione da un'etica dogmatica, assoluta, di parte e non certo "di tutti", significa nulla più che quel giudizio è monco, è zoppo, è parziale. Quindi esso non tutela affatto tutto il popolo italiano ma solo i propri seguaci, i propri riferimenti, i propri appartenenti.
Questo, a mio parere, già da solo non è giusto e non è comprensibile in uno stato laico.
Ma c'è di peggio: il ricorso al ricatto suggestivo della protezione dell'infanzia. Mascherare la propria volontà censoria e oscurantista dietro un "santo" mandato di protezione dei bambini dalla "cattiva" tv, è solamente iniquo e ignobile. E aggiungerei perfino poco fondato. C'è da dubitare, infatti, che un bambino (che non sia proprio piccolissimo, limitiamoci a quelli che vanno già a scuola e che nel concreto già sono spettatori televisivi) subisca tutti questi traumi dalle scene viste in tv. In fin dei conti, stiamo parlando del cane Rex, di cartoni animati e di telegiornali! Che avranno tutti i limiti culturali e metodologici che vogliamo, ma dubito assai che abbiano pure "il difetto" di inorridire i bambini e di violarne la tranquillità.
Questo tipo di censori probabilmente considera i bambini degli acefali, e i loro genitori dei disgraziati incapaci di seguirne e monitorarne lo sviluppo psicologico. Non vedo altra spiegazione a tanto astio e a tanta ingerenza nella vita privata di ciascuno di noi. E quand'anche il bambino assistesse a qualche scena televisiva pomposamente definita "sessuale", che invece è solo un bacio, un abbraccio o l'inizio camuffato, coperto ed edulcorato di un rapporto, dove sarebbe precisamente il problema? In quale studio psicologico e statistico è risultato che bambini esposti a queste scene così poco significative sul piano dell'impatto abbiano subìto dei traumi o degli scompensi? L'esperienza normale e quotidiana di ciascuno di noi è quella di bambini sereni e di bambini non indifferenti ma quasi ad abbracci e baci anche "spinti" che punteggiano la società in cui vivono.
Ed anche la stessa dimensione della "violenza", che tanto sembra inorridire i censori protettori dell'infanzia, è quasi sempre una esperienza quotidiana e "normale" anche senza che la tv ne riproponga una finta e drammatizzata! E pure in questo caso, non mi sembra che in giro ci siano bambini impauriti e traumatizzati da sesso e violenza...
Piuttosto, eh sì, ci sono bambini ossessionati da genitori ossessivi, bloccati da genitori fobici, castrati da genitori castranti. Questo mi pare un serio problema! Genitori che bloccano i propri figli sulla base delle proprie sensazioni, delle proprie paure, delle proprie credenze, fanno un danno enorme e silenzioso. I genitori non hanno (purtroppo!) il dovere e la volontà di essere ferrati in psicologia e in pedagogia, ma sono espertissimi in moralismo di bassa lega; per cui si abbarbicano a qualunque cosa somiglia al buon senso e alla prudenza. Sennonché, il più delle volte tale buon senso scaturisce da tutto meno che dalla razionalità, dalla scienza, dalla consapevolezza e dall'informazione. I genitori, in generale, educano i figli a propria immagine e somiglianza; e così fanno dei disastri e compiono dei misfatti forse inconsapevolmente ma comunque veri e concreti. Di questa debolezza strutturale diffusa i Comitati come quello di cui sopra si nutrono spavaldamente, costringendo la società ad arretrare verso meccanismi medievali, come appunto "la paura", "il tutore morale", "la censura".
Che resta da fare al cittadino accorto e orientato a una sociologia laica? Ho la domanda, ma non ho la risposta. Di sicuro, questo non è "il migliore dei mondi possibili". Le forze incancrenenti dell'irrazionalità, del dogmatismo e del clericalismo metastatizzano dappertutto con la compiacenza di politici dalla caratura irrisoria e marcia. Noi poveri pivelli della laicità veniamo sbatacchiati tra i due estremi della malvagità e della pochezza morale; agli atei "senza dio" non viene perdonata questa "assenza", e neppure si fa lo sforzo di capire che invece si tratta di un arricchimento prezioso. Come che sia, per ora, dobbiamo schivare le alabardate della scioccheria in abito talare, nell'attesa di un'alba che porti via i nuvoloni più brutti della storia dell'Umanità.