ROMA
- Non si ferma la polemica sul videogioco "Rule of Rose". La pensano così in
molti, a partire dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, da quello della
Giustizia Clemente Mastella, fino al vicepresidente della Commissione Europea,
Franco Frattini che in una lettera inviata ai ministri degli Interni dei 25
stati membri dell'Ue, ha definiva il videogioco "osceno, brutale e perverso" e
chiedeva una verifica dei controlli relativi alla violenza nei videogiochi.
Una uscita che non è piaciuta affatto al Commissario europeo per la Società
dell'Informazione e i Media Viviane Reding, che bacchetta il collega italiano,
chiedendogli di osservare in futuro una maggiore attenzione circa i suoi atti
ufficiali. La Reding ricorda a Frattini che in Europa, dal 2003, vige il sistema
di autoregolamentazione Pan european game information (Pegi), capace di
proteggere i ragazzi da prodotti per adulti senza ricorrere a metodi censori "in
linea con la politica della Commissione - prosegue la lettera della Reding - che
ritiene che le misure adottate per proteggere i minori e la dignità umana
debbano essere attentamente bilanciate con il diritto fondamentale alla libertà
di espressione, come definito nella Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione
Europea". Il Pegi aveva giudicato Rule of Rose adatto ai maggiori di
sedici anni. I genitori, quindi, sono avvisati dall'etichetta sulla confezione.
Ma c'è il problema del download illegale, come ha segnalato in una intervista
rilasciata a Panorama, la diessina Anna Serafini, presidente della commissione
bicamerale per l'infanzia: per questo motivo bisogna bloccare la
commercializzazione.
Il dibattito è aperto. E continuano le levate di scudi nonostante i critici
abbiano sentenziato che Rule of Rose è un gioco mediocre, e neanche poi
così 'di paura' e violento, tanto che in molti nella rete parlano di montatura
pubblicitaria per stimolare il mercato. L'onda della polemica arriva anche
oltremanica. La 505 Games, che ha distribuito il videogame in Europa al posto
della Sony, cercando di difendersi, ha annunciato che i giocatori di Sua maestà
non potranno acquistare il titolo.
Nel nostro Paese prima dalle associazioni dei genitori, ora dalla politica si
levano grida contro il dilagare dei videogiochi "che ispirano alla violenza i
nostri giovani teenager", come ha detto qualche giorno fa Luca Volontè dell'UdC.
E Ermete Realacci dell'Ulivo parla di "un gravissimo atto di irresponsabilità
sociale".
Ancora Anna Serafini informa che la commissione bicamerale per l'infanzia ha
dato il via oggi ad un'indagine conoscitiva sui nuovi media destinati ai
ragazzi: "Stiamo ragionando su quali strumenti adottare".
Così il ministro della Giustizia, Clemente Mastella è tornato a parlare del
disegno di legge sul bullismo a cui sta lavorando l'esecutivo e spiega che "il
governo lavora anche all'Authority per il controllo dei videogiochi, alcuni dei
quali sono particolarmente cruenti".
Sempre sullo stesso tema , il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni si
spinge ancora più in là, spiegando che all'origine del fenomeno del bullismo ci
sono videogiochi, internet e televisione. "Ormai i ragazzi vivono in una sorta
di reality show, e le violenze nascono perché i ragazzi sono dei replicanti". Lo
stesso Fioroni, circa un mese fa, aveva detto a Repubblica.it che "quello dei
videogiochi violenti che diffondono messaggi pericolosi, è un problema che non
investe solo l'ambito educativo, ma in generale quello sociale. È opportuna una
riflessione su norme e controlli per la commercializzazione dei videogiochi".
Un allarme confortato dalla ricerca del dottor Vincent Mathews, della Indiana
University School of Medicine ad Indianapolis. Al meeting annuale della
Radiological Society of North America (RSNA), il neurologo ha spiegato che i
videogiochi violenti alterano l'attività cerebrale, provocando uno stato emotivo
sovraeccitato e inibiscono l'autocontrollo. L'effetto della violenza virtuale
propinata dai videogame è di aumentare l'attività del centro delle emozioni
(amigdala) e viceversa sopire quella dei centri funzionali ed esecutivi del
cervello, spiega Mathews, con potenziali effetti sui comportamenti di giovani e
giovanissimi.
Ma nei siti specializzati in videogiochi, come Tgm online, c'è anche chi ricorda
che difficilmente si vede andare in giro gente che "brandisce motoseghe o
railgun, si lancia 220km l'ora sull'autostrada e investe inermi pedoni in preda
a deliri di onnipotenza".
(28 novembre 2006 Repubblica.it)